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Maledette zanzare, ecco le più insidiose (e come combatterle)

zanzare

L’impennata delle temperature, alternata ad abbondanti acquazzoni, rende in questi giorni parchi, giardini e spazi verdi veri e propri ‘allevamenti’ di zanzare a cielo aperto. Questi fastidiosi insetti, vettori di numerose malattie, sono finiti da qualche tempo sotto la lente di virologi, epidemiologi ed esperti di malattie infettive.

Ma costa sta accadendo, e quali sono le zanzare più pericolose? Fortune Italia lo ha chiesto a Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma e Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, che più volte hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di un’attenta e accurata disinfestazione contro questi insetti. “È il momento giusto: sappiamo tutti che nel mese di giugno ‘esplode il fenomeno delle zanzare”, ricorda Bassetti.

Zanzare e malattie (esotiche e non)

Quali sono, allora, le tipologie più insidiose? “Difficile dirlo – continua Bassetti – Se pensiamo alla dengue la risposta sarebbe l’Aedes albopictus, la zanzara tigre, che può trasmettere buona parte delle arbovirosi, dunque anche Chikungunya e Zika. Però occorre fare attenzione anche alla Culex, che può trasmettere il virus West Nile”.

“La Aedes albopictus è presente nel nostro Paese dagli anni ’90 – ricorda Ciccozzi – anche se ce ne siamo accorti qualche tempo dopo. Si tratta di un insetto subdolo: non lo senti arrivare, perchè ha un volo silenzioso e può colpire giorno e notte. In questo caso la disinfestazione deve essere fatta dove ci sono ristagni d’acqua”.

L’infezione da virus Chikungunya si trasmette attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Aedes, come Aedes aegypti e Aedes albopictus (la zanzara tigre). “Circa 20 anni fa la mutazione ‘chiave’ passò dall’A. aegypti all’albopictus: ricordiamo nel nostro Paese due epidemie, una in Emilia Romagna nel 2007 e l’altra nel Lazio 2017”, continua l’epidemiologo.

C’è poi la febbre di dengue: nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti (che non ama le temperature mediterranee), anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus.

“Tendiamo a dimenticarcene, ma nell’elenco delle zanzare più insidiose troviamo la Culex, tipica per la trasmissione della malaria (non più in Italia). Pensiamo al virus West Nile: in questo caso i responsabili, oltre alla Culex, sono gli uccelli migratori”, continua Ciccozzi. Questa zanzara a differenza della ‘cugina’ tigrata “si fa sentire: ci dà fastidio di notte e si riposa sui muri. La disinfestazione – ricorda Ciccozzi – deve essere fatta irrorando le pareti”.

Nell’elenco delle patologie da tenere d’occhio c’è un virus meno noto: “Si chiama Usutu, si trasmette tra uccelli e mammiferi sempre tramite zanzare infette (soprattutto Culex) – continua Ciccozzi, che ha studiato il patogeno – La malattia da virus Usutu può causare nell’uomo forme asintomatiche, sintomi simil-influenzali e in rari casi meningo-encefaliti”.

Infine abbiamo il virus Toscana, isolato in questa Regione all’inizio degli anni ’70.
“Si tratta di un virus non molto conosciuto, trasmesso da flebotomi (Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi), non proprio zanzare ma pappataci. In genere asintomatico nell’uomo, questo virus – dice Ciccozzi – può essere associato a casi di meningite e di meningoencefalite”.

Le priorità

“L’attenzione sulle zanzare quest’anno è legata in particolare alla dengue. Ma al di là dei casi, che finora sono importati, quello che ci preoccupa è la tropicalizzazione: non dobbiamo far arrivare la Aedes aegypti. Ecco perchè dobbiamo muoverci a livello regionale e locale con disinfestazioni regolari e mirate”, ripete Ciccozzi. Anche su questo fronte la ricerca va avanti: “In alcuni Paesi del Sudamerica e nelle Isole del Pacifico vengono rilasciate zanzare infettate con batteri appartenenti al genere Wolbachia, che riduce la replicazione del virus e la possibilità di trasmssione”, ricorda l’epidemiologo del Campus Bio-Medico.

Nell’attesa che si scopra l’utilità di questo insetto, sembra proprio che l’approccio corretto sia: noi o loro. “Credo – riflette Bassetti – che per le amministrazioni locali affrontare la problematica delle zanzare sia essenziale. La disinfestazione è fondamentale e questi insetti devono essere considerati veri e propri killer. Mi auguro che non ci sia qualcuno che pensi di tutelarle: sarebbe demenziale. Credo invece che occorra avere il coraggio di parlare chiaro e scegliere se stare dalla parte delle zanzare o della salute delle persone. In passato siamo riusciti a sconfiggere la malaria: ora occorre un approccio One Health per contrastare in modo efficace le zanzare e le patologie che esse trasmettono”.

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