Quale sarà il futuro dell’Ospedale dell’Aquila? A chiederselo è Alessandra Maimone, presidente dell’Associazione Italiana Studio malformazioni ed Epilessia Onlus (www.aismeonlus.it).
“Le voci sono preoccupanti – dice Maimone a Fortune Italia – si parla dell’intenzione di commissariare l’ospedale, per poi metterlo all’asta e assegnarlo a una gestione privata. Sarebbe un dramma per i pazienti, in particolare quelli con malattie rare”.
Malattie rare: la mappa dei centri per i pazienti senza nome e l’arte che cura
Che cosa sta succedendo all’Ospedale dell’Aquila
Intanto nel capoluogo abruzzese è esploso il ‘caso riqualificazione’ dell’ex Ospedale San Salvatore. Nei giorni scorsi, come riferisce Radio L’Aquila, i consiglieri comunali Gianni Padovani, Enrico Verini, Massimo Scimia, Elia Serpetti e Emanuela Iorio hanno presentato una interrogazione sullo “stop” al progetto: “Un blocco incomprensibile nel momento in cui il bando era stato già pubblicato, era stata annunciata l’aggiudicazione dei lavori entro marzo e l’avviamento delle opere per l’autunno 2025”.
In risposta il Rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse, ha chiarito in una nota che l’Ateneo ha presentato al Cipess una nuova programmazione per le annualità 2025/2027, che aggiorna il precedente piano di finanziamento. In questa rimodulazione l’intervento per il San Salvatore è collocato come prima priorità.
La preoccupazione dei pazienti
Secondo le stime in Abruzzo vivono 1.400 persone con malattie rare. “C’è una situazione complessa all’Ospedale dell’Aquila – conclude Maimone – La nostra associazione, che è stata la prima ad occuparsi di malformazione congenite, è preoccupata per il futuro dell’assistenza dei pazienti in Abruzzo. Serve più che mai una struttura pubblica di riferimento in città”, insiste.
Malattie rare: arriva il Bando per la ricerca Aifa da 17,8 mln

