Forse lo avrete letto: fra i consigli per superare indenni il grande caldo di questi giorni, c’è anche quello di contattare il medico per ‘adattare’ il dosaggio dei medicinali alle temperature infuocate. Ma, proprio come noi, anche i farmaci temono il caldo. Ecco perché l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) spiega cosa fare per non farsi trovare impreparati (e lo fa con un podcast e dei post su sito e social, per intercettare gli italiani di tutte le età).
Ma c’è un altro, prezioso, suggerimento in tempo di canicola che arriva dal presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli: non rimanere soli.
“Il gran caldo porta sempre ad avere un’astenia, una stanchezza, e il senso di abbandono e quindi di solitudine. Non lasciamoci andare, teniamoci in contatto con i nostri familiari, con i nostri amici e, se sono presenti servizi di supporto nei nostri comuni, attiviamoli”, raccomanda Anelli. Cosa fare allora? “Sentiamo il nostro medico, i nostri sanitari. In questo momento particolare è possibile anche accedere a una serie di servizi, tra cui quelli del ministero della Salute, chiamando il numero verde 1500. Ecco, è importante in questa fase così calda non sentirsi mai soli, darsi una mano”.
Ma torniamo ai medicinali. Vediamo prima il vademecum Aifa per salvare i medicinali dal caldo.
La temperatura è importante
Verifica attentamente sul foglio illustrativo la giusta temperatura di conservazione. Se non sono specificate particolari condizioni, conserva i farmaci in ambienti freschi e asciutti a una temperatura inferiore a 25 °C. Se viaggi, porta borse refrigerate. In auto, invece, l’abitacolo è più fresco del portabagagli.
In aereo porta i farmaci salvavita nel bagaglio a mano insieme alle prescrizioni. Ricorda che i liquidi di volume non superiore a 100 ml possono essere trasportati nel bagaglio a mano e devono essere inseriti in buste trasparenti, mentre per compresse e capsule non ci sono restrizioni.
Alcuni farmaci necessitano di particolari condizioni di conservazione. L’insulina, ad esempio, deve essere conservata in frigo tra 2 e 8 °C. Anche i medicinali per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali a base ormonale sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche.
Occhio all’aspetto dei farmaci
Se l’aspetto del farmaco sembra diverso o presenta difetti come un colore o un odore anomalo o una differente consistenza, consulta il medico o il farmacista perché questi cambiamenti non sempre sono indice di un deterioramento del medicinale.
E al sole
Alcuni farmaci possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione come dermatiti o eczemi. Questo può verificarsi in particolare con creme a base di cortisone, gel, soluzioni o spray, ma anche antibiotici e anticoagulanti. In questo caso, è bene evitare l’esposizione solare, in particolare nelle ore più calde della giornata, e utilizzare sempre un’adeguata protezione.
Col caldo meglio le formulazioni solide
In estate formulazioni solide come le compresse sono preferibili a quelle liquide, poiché meno sensibili alle alte temperature.
Meglio avere la confezione
Mai mettere farmaci diversi nello stesso contenitore per risparmiare spazio. Tuttavia, questo può comportare una difficoltà nel riconoscere i medicinali, e c’è il rischio di fare confusione con le scadenze, le avvertenze o i dosaggi. Inoltre, blister e scatole riparano i farmaci da luce e umidità, al contrario dei portapillole o di contenitori non esplicitamente destinati al trasporto di medicinali.
Ecco i farmaci che possono favorire disturbi causati dal caldo
Alcuni medicinali possono interferire con il meccanismo della termoregolazione o alterare lo stato di idratazione.
Anticolinergici
Possono interferire con la termoregolazione, ridurre lo stato di vigilanza, ostacolare la sudorazione
Antipsicotici
Possono inibire il meccanismo di sudorazione, diminuire la pressione arteriosa e la termoregolazione a livello centrale e ridurre lo stato di vigilanza, rendendo il soggetto incapace di adottare strategie difensive
Antistaminici
Possono inibire il meccanismo di sudorazione e ridurre la pressione arteriosa
Anti-Parkinson
Possono inibire il meccanismo di sudorazione e ridurre la pressione arteriosa, causare vertigini e stato di confusione
Antidepressivi
Possono ridurre la sudorazione, interferire con la termoregolazione centrale e ridurre lo stato di vigilanza
Ansiolitici e rilassanti muscolari
Possono ridurre la sudorazione e causare vertigini, diminuire la gittata cardiaca e influenzare il raffreddamento tramite vasodilatazione, possono causare un aggravamento di sintomi respiratori
Antiadrenergici e beta-bloccanti
Possono influenzare la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei, riducendo la capacità di dissipare calore per convezione
Simpatomimetici
Vasodilatatori, compresi nitrati e regolatori del canale del calcio, possono peggiorare l’ipotensione in soggetti vulnerabili
Antipertensivi e diuretici
Possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna; un effetto collaterale comune è l’iponatremia che può essere aggravata da un eccesso di assunzione di liquidi
Antiepilettici
Possono ridurre lo stato di vigilanza e aumentare lo stato di confusione
E naturalmente…
Tornando alla salute, Anelli ricorda l’importanza in questi giorni di “bere molta acqua, mangiare verdura e, in assenza di condizioni quali il diabete, anche frutta, in quanto si perdono liquidi ma anche elettroliti, integrare con sali minerali, sempre dopo aver chiesto al medico di fiducia. Nelle ore più calde, inoltre, meglio non uscire e tener chiuse le finestre. Utilizzare ventilatori e climatizzatori per abbassare la temperatura degli ambienti. E, soprattutto, non rimanere soli”, conclude il presidente dei medici italiani.


