West Nile Virus Italia: gli ultimi numeri e il pericolo notturno

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Mentre le fibrillazioni sul ‘caso Nitag’ sembrano finalmente rallentare, continuano ad aumentare in Italia i casi di West Nile Virus. D’altronde, siamo nel periodo più caldo dell’anno per questa arbovirosi trasmessa dalle zanzare, che finora ha causato più di 20 morti. Siamo arrivati a 351 contagiati (erano 275 nel precedente bollettino), secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

In piena estate il patogeno si diffonde – la notte – con le zanzare della famiglia Flaviviridae, e dovremmo davvero fare di più per contrastarlo. Dall‘epidemia del 1996, il WNV si è diffuso in tutto il Vecchio continente a causa di fattori ambientali, climatici e antropici come l’urbanizzazione, i cambiamenti nell’uso del suolo e l’aumento delle temperature estive, come hanno ricordato in un recente studio Francesco Branda (Campus Bio-Medico di Roma), Massimo Ciccozzi (Campus Bio-Medico di Roma) e Fabio Scarpa (Università di Sassari)

West Nile Virus Italia: le regioni più colpite

“Continua l’espansione del virus nelle aree endemiche del Nord Italia – sintetizzano gli esperti del dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – ma al momento il numero dei casi riflette l’andamento epidemiologico degli ultimi anni. La proporzione dei casi neuroinvasivi sul totale è in linea con quella delle stagioni precedenti”.

Salgono a 53 le Province in cui circola in virus appartenenti a 14 Regioni. Ma Lazio e Campania restano le aree più colpite. Tra i 158 casi manifestati nella forma neuro-invasiva 6 sono stati in Piemonte, 8 in Lombardia, 10 in Veneto, 1 in Friuli-Venezia Giulia, 8 in Emilia-Romagna, 59 nel Lazio, 54 in Campania, 2 in Basilicata, 5 in Calabria, 5 in Sardegna. Non solo: al totale contribuiscono 27 casi asintomatici in donatori di sangue, 162 casi di febbre, 2 asintomatici e 2 sintomatici. Quanto ai morti, il bollettino è fermo a 22 (1 in Piemonte, 1 in Lombardia, 10 nel Lazio, 9 in Campania, 1 in Calabria) ma nel frattempo le morti nel Lazio sarebbero salite a 12.

Il pericolo arriva di notte

“Non c’è da fare allarmismo, ma bisogna essere chiari: in questo caso la responsabile è la Culex, zanzara che punge di notte“, sottolinea Massimo Ciccozzi a Fortune Italia. A cosa fare attenzione? “Come abbiamo dimostrato in un recente studio, il cambiamento climatico è la variabile più importante: porta a temperature più elevate prolungate per giorni. Così la zanzara, che ha un arco di vita di un mese circa, può vivere di più. Pioggia e alte temperature favoriscono questi insetti e la diffusione del virus”.

West Nile Virus: gli ultimi dati e l’effetto del cambiamento climatico

La migliore prevenzione resta allora la disinfestazione di parchi e giardini, “che dovevamo fare fin da maggio. A questo punto, però, occorre bersagliare i focolai larvali anche a 200 metri di distanza dai casi accertati di West Nile”, prosegue l’epidemiologo.

Come? “Con la disinfestazione, facendo volare maschi sterili, oppure usando il batterio Wolbachia (che infetta le zanzare indebolendole, ma è innocuo per l’uomo, ndr). Insomma, deve essere bloccata la circolazione degli insetti insieme a quella del virus. Anche i  cittadini possono fare la loro parte. “Occorre eliminare acqua che ristagna, ad esempio nei sottovasi o nelle piscinette. E difendersi dagli insetti con repellenti e abiti coprenti”, conclude Ciccozzi.

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