AI e medicina: alla scoperta della nuova Rivoluzione industriale

AI e medicina Fondazione Menarini

Da promessa a strumento rivoluzionario per la medicina. L’intelligenza artificiale è ormai una realtà: usiamo l’AI sui nostri device, anche se ancora non sappiamo sfruttarla al meglio. Nel frattempo, però, in tutto il mondo si testano soluzioni per accelerare la scoperta di nuovi farmaci, predire l’efficacia delle terapie in determinati gruppi di pazienti e rendere le cure davvero personalizzate e (magari) più sostenibili. Ma anche più efficaci, colmando finalmente il gap della medicina di genere.

Se ne è parlato a Roma, in un luogo iconico per la sanità: all’Isola Tiberina – dove nel III secolo a.C. era stato fondato il primo Tempio di Esculapio – l’ospedale Gemelli Isola ha ospitato un congresso per esplorare, con l’aiuto di esperti di tutto il mondo, le innovazioni che stanno già trasformando la pratica clinica e la ricerca.

“In poco tempo l’AI ha dato vita a quella che possiamo considerare la Quarta rivoluzione industriale: ha permeato ogni area della vita umana e può essere un potente aiuto per la salute pubblica e la sanità”, ha detto Marianne Legato, medico e ricercatrice statunitense nota per il suo lavoro sulla medicina di genere, co-presidente del convegno organizzato da Fondazione Menarini, in collaborazione con Gemelli Isola – Ospedale Isola Tiberina, University of Central Florida College of Medicine, Sovaris AI e The Foundation for Gender-specific Medicine.

Per Legato l’AI può fare la differenze anche nella medicina di genere: “Potrà aiutarci a capire le differenze tra uomini e donne nella risposta ai farmaci, o nella prevenzione di molte malattie. Sono convinta che questo strumento avrà un impatto tremendo”, ha assicurato.

AI e salute mentale, il rischio di sostituzione dell’umano

AI: non un sostituto ma un copilota

Di certo le sfide non mancano. Come ha ricordato Stefano Del Prato, presidente di Fondazione Menarini, “l’AI viene vista come una minaccia che potrà arrivare a sostituire i medici stessi. Ma le ricerche suggeriscono il contrario: non sarà l’intelligenza artificiale a soppiantare gli specialisti, ma saranno gli specialisti che sanno far uso delle potenzialità dell’intelligenza artificiale a rimpiazzare chi non sarà in grado di sfruttare i vantaggi di questo strumento”.

Dobbiamo pensare a questo strumento come a “un copilota – ha aggiunto Filippo Crea, membro del Comitato scientifico di Fondazione Menarini e Direttore del Centro di eccellenza di Scienze Cardiovascolari dell’Ospedale Gemelli-Isola di Roma – che ad esempio, applicato ai risultati dell’ECG, ha mostrato la capacità di predire con una accuratezza fino a 24 volte migliore, il rischio di sviluppare scompenso cardiaco rispetto agli algoritmi tradizionali”. Vi sembra poco?

E non è tutto. “L’AI può alleggerire il carico di lavoro amministrativo dei medici, spesso citato come causa di burnout, lasciando più tempo per instaurare un dialogo più chiaro ed efficace con i pazienti”, ha aggiunto Del Prato.

Il medico del futuro e le nuove competenze

Ecco perché, accanto alle tradizionali competenze cliniche, sarà sempre più importante avere la capacità di interpretare criticamente i risultati degli algoritmi, integrandoli in un quadro decisionale più ampio che tenga conto della storia, delle condizioni e delle esigenze individuali del paziente.

“La formazione medica dovrà essere ripensata, per preparare quello che sarà il medico del futuro”, ha detto Del Prato.

Diabete: operazione prevenzione

Intanto la lotta alle malattie croniche avanza: negli Stati Uniti si sta sperimentando una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che riesce a evidenziare cambiamenti precoci della secrezione insulinica già 10 anni prima che il diabete di tipo 1 si manifesti. “Questo approccio – ha detto Alfonso Galderisi, professore associato di Pediatria dell’Università di Yale – ha delle implicazioni pratiche molto importanti: ad oggi non esiste un trattamento cronico per prevenire il diabete tipo 1. La scoperta di indici capaci di monitorare la progressione di malattia e la risposta ai trattamenti ci permette di rendere reale questo nuovo modello di prevenzione del diabete tipo 1″.

Non solo: l’AI ha permesso lo sviluppo di sistemi potenziati di rilascio automatico di insulina, detti pancreas artificiale, “offrendo un approccio rivoluzionario alla gestione del diabete – ha affermato Boris Kovatchev, direttore  del Center for Diabetes Technology dell’Università della Virginia – Si tratta di un vero e proprio gemello digitale del sistema metabolico del paziente che, in un ambiente di simulazione sicuro, può valutare come il proprio corpo reagisce a cambiamenti nei livelli di insulina, così da poter più correttamente regolare la quantità di insulina necessaria a tenere sotto controllo la glicemia. I primi risultati mostrano come, a sei mesi, i pazienti con un pancreas artificiale siano riusciti a mantenere più a lungo livelli sicuri di glucosio nel sangue”.

I segreti della tosse svelati dall’AI

In pneumologia, invece, “’analisi automatizzata dei suoni respiratori e della tosse tramite intelligenza artificiale – ha chiarito Leonardo Fabbri, membro del Comitato Scientifico di Fondazione Menarini, eminente studioso di Medicina Interna e Malattie Respiratorie alla Università di Ferrara – facilita non solo la diagnosi ma anche il monitoraggio a distanza del paziente. Infine, vi sono fondate speranze che l’AI possa contribuire al passaggio dall’approccio per singola malattia a uno a  misura del singolo paziente con patologie multiple, che integri le caratteristiche clinico funzionali con i fattori ambientali e i fattori di rischio”.

Dallo Spazio alla Terra

E non è tutto. Strumenti come i digital twins sono ideali per predire l’efficacia delle terapie nello Spazio e per farci capire come bloccare l’evoluzione delle patologie, ha assicurato Michael Arthur Schmidt, Ceo e Chief Scientific Officer di Sovaris Aerospace. Obiettivo, assicurare la sicurezza degli astronauti impegnati nei viaggi tra le stelle e ‘importare’ scienza e salute dalle ricerche spaziali.

AI in medicina: il 2024 è stato solo l’inizio

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.