Nell’era dei sensori e della telemedicina, l’innovazione sta già cambiando la salute. Questa volta parliamo di anziani ricoverati nelle Rsa e di device in grado di intercettare eventuali problemi, per assicurare interventi il più possibile precoci.
Siamo all’interno dell’hospice della Fondazione La Pelucca Onlus di Sesto San Giovanni (MI): qui è stato adottato un sistema di monitoraggio contactless basato su una sorta di micro-radar, in grado di misurare parametri vitali e comportamentali dei residenti.
Una tecnologia – distribuita in Italia dalla Artech di Cavezzo (Modena) – grande come un telefonino e non invasiva, che permette di misurare tutta una serie di valori – frequenza cardiaca e respiratoria, profondità del respiro, stato del sonno, movimenti, e di fare il pre-screening dell’apnea ostruttiva nel sonno – per consentire al personale di intervenire nel caso di anomalie.
Quando percepisce qualche alterazione, infatti, il micro-radar invia un segnale di allarme in tempo reale al personale sanitario, accelerando i tempi d’intervento.
Come funziona il device
Il radar viene installato nelle camere dei pazienti ricoverati nella Rsa e ne rileva i micromovimenti della cute, anche attraverso abiti e coperte. Registra frequenza e durata delle uscite dal letto e monitora l’intensità dei movimenti del paziente, oltre ai parametri sopra elencati.
I dati sono trasmessi al cloud Neteera “HealthGate” e da lì sono consultabili in qualunque momento, tramite un’interfaccia individuale per ogni persona monitorata. Considerati gli ultimi episodi di video rubati e diffusi in rete, è bene precisare che la piattaforma di monitoraggio non utilizza microfoni o telecamere.
Un salto di qualità tech per le Rsa
La prima esperienza italiana valutativa con questa soluzione era stata condotta nella Casa di Riposo Residenza per Anziani Giardino St. Lucia di Massa Lombarda (RA), sotto la supervisione del direttore sanitario Giorgio Noera. L’esperienza è stata oggetto di uno studio presentato all’ultimo congresso della Società Italiana di Telemedicina.
“Il personale, attraverso il monitoraggio dei segnali neurovegetativi, può intervenire immediatamente e perciò attivare in modo precoce tutta la catena dei soccorsi necessari. Abbiamo calcolato che il tempo di risposta, con sistemi radar, è estremamente breve da parte del personale e in situazioni critiche accelera in maniera significativa la prima chiamata al 118”, ha raccontato Noera.
Da Ravenna a Milano, l’esperienza non cambia. Come sottolinea Giuseppe Minutolo, direttore generale e sanitario della Fondazione La Pelucca, il sistema consente di monitorare “in maniera precisa e attenta, i parametri vitali del paziente. Inoltre riusciamo a migliorare la qualità della nostra assistenza. Questo ci consente di liberare il personale che ha più tempo da dedicare ai nostri malati. Un netto miglioramento dal punto di vista logistico e organizzativo”.
Dopo la valutazione a Ravenna, “siamo il primo hospice ad avere questa tecnologia”, aggiunge Giuseppe Nicosia, presidente Fondazione La Pelucca Onlus. “Il monitoraggio è stato avviato alla fine dello scorso luglio e i primi riscontri sono molto positivi”.


