Sanità: l’Italia spende troppo poco, il report

Ti senti male all’improvviso, ma non hai con te carta d’identità e bancomat? A differenza di quanto accade altrove, nel nostro Paese le porte del Ssn sono aperte a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche. Ma quando costa la sanità in Italia?

Forse vi stupirà scoprire che nel 2024 il nostro è l’ultimo tra i Paesi del G7 e il 14mo tra quelli europei dell’area Ocse per spesa sanitaria pubblica pro-capite. Con un dato fermo al 6,3% del Pil (contro il 7,1% della media Ocse.

A dircelo è la nuova analisi di Fondazione Gimbe che, in vista della discussione sulla Legge di Bilancio 2026, ha messo sotto il microscopio le spese per la sanità nei Paesi Ocse, con un occhio attento alla realtà italiana.

Sanità e liste d’attesa: quanti sono gli italiani che rinunciano a curarsi

La ‘coperta corta’

Ma cosa vuol dire ‘risparmiare’ su questo fronte? Per il presidente Gimbe Nino Cartabellotta la mancanza di finanziamenti adeguati sta già impattando sui cittadini, costretti sempre più spesso a mettere mano al portafoglio o a rinunciare alle cure. “Nel 2024 sono state costrette a farlo ben 5,8 milioni di persone, quasi 1 su 10”.

Anche le Regioni sono “sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Ma il conto più salato lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi ogni giorno con liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente a pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie, fino a rinunciare del tutto”.

Sanità: spesa pubblica pro-capite

La spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia si attesta a 3.835 dollari nel 2024, contro la media Ocse di 4.625 dollari. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, sono 13 i Paesi che investono in sanità più dell’Italia. Di fatto l’Italia nel Vecchio Continente “è prima tra i Paesi poveri: precede solo alcuni Paesi dell’Est e dell’Europa Meridionale, visto che Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna investono più di noi”.

Una emorragia iniziata qualche anno fa: fino al 2011, infatti, la spesa sanitaria pro-capite in Italia era allineata alla media europea. Un gap allargatosi durante la pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia.

La classifica dei Paesi che spendono in sanità

Come dicevamo, la spesa sanitaria pubblica in Italia nel 2024 si è attestata al 6,3% del Pil. Tra i Paesi europei dell’area Ocse sono 13 quelli che destinano alla sanità una quota superiore a quella italiana: il divario oscilla dai +4,3 punti della Germania (10,6% del Pil) a +0,1 del Portogallo (6,4% del Pil).

Cosa succede Paesi del G7

Il trend pro-capite dal 2008 al 2024 “racconta una storia di progressivo arretramento: l’Italia è sempre rimasta all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se tuttavia nel 2008 il distacco era contenuto, oggi è diventato abissale”, dice Cartabellotta.

Il presidente invita a guardare al Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario universalistico: se fino al 2019 Oltremanica la crescita è stata modesta, a partire dalla pandemia il Paese ha progressivamente aumentato in modo consistente la spesa pubblica, superando in soli cinque anni Canada e Giappone e piazzandosi  poco al di sotto della Francia.

Insomma, tutti questi numeri non lasciano margini di indecisione. “Serve un patto tra tutte le forze politiche, che prescinda dagli avvicendamenti di Governo e sancisca un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente la sanità pubblica. Un impegno strategico” ormai ineludibile secondo il numero uno di Gimbe, se vogliamo dare un futuro alla sanità pubblica italiana.

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