Cardiologia: chi è Alfredo Marchese, nuovo presidente Gise

cardiologia Gise Marchese

Alfredo Marchese è il nuovo presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise) al termine del 46° congresso nazionale di Milano.

Marchese, primario e coordinatore dei reparti di Cardiologia Interventistica presso l’Ospedale S. Maria, Ospedale Anthea (GVM) e Clinica Villa Lucia a Bari, succede al collega Francesco Saia.

Cardiologia: le novità pharma dall’Esc 2025

Chi è il nuovo presidente

Cardiologo interventista, dottore di Ricerca in Fisiopatologia Cardiovascolare, Marchese ha firmato oltre 200 pubblicazioni (ha un H-index di 21). Il neo presidente porta in dote una lunga e consolidata esperienza in reparti di Cardiologia Interventistica in diverse strutture dal 1996.

A livello societario, è stato Tesoriere del SICI-Gise (2018-2022) e membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Gise sin dal 2015. Ha ricoperto la carica di presidente del Congresso Nazionale Sici-Gise (2015-2017) ed è Ceo del Centro Studi Gise dal 2015.

I suoi obiettivi per la cardiologia interventistica

Il presidente mostra di avere le idee chiare: 5 i punti chiave del suo programma, tutti volti a rafforzare l’impatto della cardiologia interventistica italiana a livello nazionale e internazionale e a ridurre le diseguaglianze di accesso per i pazienti.

“Attraverso la promozione di un forte sostegno alla Fondazione Gise Onlus, puntiamo a incoraggiare la ricerca clinica e la partecipazione italiana a grandi trial internazionali – ha chiarito Marchese – L’obiettivo è generare evidenze solide e coinvolgere i ricercatori in bandi internazionali”.

Non solo. “Intendo rafforzare l’investimento sui giovani attraverso fellowship più strutturate, favorendo la loro integrazione nelle reti internazionali e valorizzando il loro apporto nei gruppi di lavoro e nei congressi”.

Il presidente punta a consolidare l’identità internazionale del Gise anche attraverso iniziative come il JIM+GISE 2026 (Joint Interventional Meeting), per rendere la cardiologia interventistica tricolore protagonista a livello globale.

“Ritengo fondamentale – aggiunge – potenziare la Raccolta Dati Gise per monitorare gli outcome clinici, procedurali e di percorso intraospedaliero, essenziale per la valutazione della performance e della qualità dell’assistenza.

Cure per tutti

Ma c’è di più. “È fondamentale affrontare attivamente le disuguaglianze che limitano l’accesso alle cure interventistiche, focalizzandosi su sei aree critiche: disparità geografiche, riducendo l’accesso non omogeneo tra Nord e Sud Italia a procedure complesse come TAVI, MitraClip e altre procedure avanzate (es. Physiology & Imaging intracoronarico); disparità socio-economiche, mitigando le difficoltà dei pazienti a basso reddito nel raggiungere centri ad alta complessità”.

Nel mirino dello specialista anche le “disparità strutturali, tecnologiche e organizzative, uniformando l’applicazione delle linee guida internazionali e garantendo l’accesso a tecnologie avanzate, oggi concentrate in pochi centri di riferimento. Le disparità culturali ed educative, superando la fragilità dei pazienti con basso livello di istruzione e affrontando le barriere linguistiche/culturali per i pazienti stranieri. Le disparità anagrafiche, contrastando il sottotrattamento degli anziani ‘fragili’ e migliorando l’accesso dei giovani pazienti con cardiopatie congenite a percorsi di transizione. E le disparità di genere, affrontando la sotto-rappresentazione femminile nei trial clinici, i ritardi diagnostici e la sottovalutazione della sintomatologia femminile nell’ischemia”.

Cuore: linee guida su integratori, salute mentale e aspiranti mamme

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.