Shock anafilattico: ecco lo spray nasale di adrenalina in arrivo in Italia

shock anafilassi

Ci siamo quasi: arriverà in Italia nei primi mesi del 2026 il primo spray nasale di adrenalina per contrastare lo shock anafilattico.

Niente ago, maggiore rapidità, durata conservazione, con un’efficacia e tempi paragonabili all’iniezione intramuscolo. L’anafilassi è la forma più grave forma di reazione allergica chese non riconosciuta e trattata rapidamente, può rivelarsi fatale.

Approvato nel 2024 dalla Food and Drug Amministration americana e  dall’Agenzia Europea del Farmaco, lo spray è in commercio in Germania ed è nelle ultime fasi di valutazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco.

Allergie: numeri e rischi

Come ricorda Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) e direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno, “le allergie sono il disturbo cronico più diffuso in Europa”. Secondo le stime circa 150 milioni di europei sono colpiti da qualche forma allergica.

Ogni anno in Italia si verificano circa 40 casi fatali di shock anafilattico, morti che potevano essere prevenute ed evitate. Ma di che si tratta? “Sono reazioni allergiche generalizzate che si manifestano all’improvviso e che possono portare a morte se non prontamente trattate”, ha detto Patella in occasione del XXXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica appena concluso a Milano, in collaborazione con la World Allergy Organization (Wao).

Shock anafilattico: come si manifesta

In Italia si stimano 10mila reazioni anafilattiche ogni anno. “Spesso scatenate da allergeni come alimenti, punture di insetti o farmaci, i sintomi includono difficoltà respiratorie e calo della pressione sanguigna. In corso di anafilassi si liberano infatti nell’organismo grandi quantità di istamina e altre sostanze che provocano in modo improvviso e repentino la dilatazione dei vasi sanguigni, con possibile conseguente abbassamento della pressione arteriosa e possibile perdita di coscienza”, spiega Patella.

… e come si tratta lo shock anafilattico

Il trattamento standard consiste nella somministrazione di epinefrina (adrenalina). Un farmaco essenziale, che agisce legandosi a uno specifico tipo di recettori, noti come recettori adrenergici, riducendo così la vasodilatazione e la permeabilità dei vasi sanguigni dovuti all’istamina rilasciata durante la risposta a un allergene. “Per questo il trattamento tempestivo, che attualmente si basa sull’uso degli autoiniettori, porta a un migliore flusso sanguigno e a una migliore respirazione”, aggiunge Patella.

Ma “i dati dimostrano che i pazienti, o chi li assiste, attendono anche fino a nove minuti prima di effettuare l’iniezione, un tempo che può risultare critico”, avverte lo specialista.

Le ragioni di questo ritardo sono molteplici. “La paura dell’ago e l’ansia legata al dover eseguire un’iniezione in un momento di panico costituiscono un deterrente significativo. A questi fattori si aggiunge spesso l’insicurezza su come utilizzare correttamente il dispositivo, nonostante venga spiegato ai pazienti cosa fare in caso di necessità. Ciò fa sì che, tra il 20% e il 70% degli allergici, si somministrino il farmaco salvavita in modo errato”, continua Patella.

Lo spray

Lo spray nasale, piccolo, privo di ago, facile da usare, nasce proprio per semplificare il trattamento ed evitare lo shock anafilattico. “La via di somministrazione intranasale, sulla base dei risultati clinici ottenuti, potrà costituire un’alternativa valida ed efficace per l’erogazione in emergenza dell’adrenalina”, puntualizza Erminia Ridolo, Direttore della Scuola di specializzazione di Allergologia e Immunologia Clinica dell’Università di Parma e responsabile dell’area di Allergologia della SIAAIC.

La durata di conservazione è di 30 mesi (contro i 18 della versione in siringa). Mentre l’efficacia dello spray è stata dimostrata anche da un recente studio pubblicato sul ‘Journal of Allergy & Clinical Immunology in Practice’ condotto su bambini e adolescenti con allergie alimentari che, durante un test di provocazione orale per alimenti, hanno sviluppato sintomi di anafilassi di grado moderato e a cui è stata somministrata l’adrenalina spray.

“Dopo l’uso tutti i pazienti hanno mostrato un miglioramento rapido: i sintomi hanno iniziato a ridursi già entro 5 minuti, il tempo mediano di risoluzione completa è stato di circa 16 minuti. I risultati dimostrano dunque che lo spray nasale funziona in tempi paragonabili alle iniezioni”, aggiunge Ridolo.

Lo spray è disponibile però solo per i soggetti con un peso di almeno 30 chilogrammi, escludendo di fatto i bambini più piccoli o i neonati per cui, invece, esistono autoiniettori specifici. Inoltre, date le caratteristiche del farmaco, sarà da valutare nella pratica clinica quotidiana il profilo di sicurezza in particolari categorie di pazienti come cardiopatici ed anziani”.

Ma è anche fondamentale aumentare la consapevolezza sui rischi legati alle allergie, introducendo un’adeguata formazione e diffondendo informazioni corrette su questo tema.

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