Influenza in aumento, come distinguerla da Covid

influenza febbre

Ancora non ci siamo, ma i casi di influenza sono in crescita, specie fra i bimbi. Complice l’altalena delle temperature, il mix di virus in circolazione può complicare non poco le cose pazienti e medici di famiglia: a cosa sarà dovuta la febbre? E come distinguere fra influenza, Covid-19 e altri malanni di stagione?

Fortune Italia lo ha chiesto al virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.

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Come riconoscere l’influenza

“Al di là dei ceppi, possiamo riconoscere l’influenza per tre alementi caratteristici: inizio brusco della febbre, almeno un sintomo respiratorio e almeno un sintomo generale, come ad esempio  dolori muscolari articolari. Ci deve essere questa triade – ricorda Pregliasco – per poter dire di avere la vera influenza“.

“Tutte le altre forme sono a scalare, quindi con un ‘impegno’ diverso in termini di gravità. Virus respiratorio sinciziale e meta-pneumovirus sono molto simili all’influenza. Inoltre mentre gli altri patogeni con il passare dei giorni vanno a degradare, Covid è un po’ perfido, perché può fare di tutto. Vedo ancora sintomatologie abbastanza pesanti, forme che sembrano influenza, accanto a soggetti con un po’ di febbre e stanchezza, che si risolvono in pochi giorni”.

Quando fare il test

Proprio il fatto che Covid-19 si presenti in forme più lunghe e impegnative accanto ad altre più lievi e sfumate, porta il virologo a dire che “rimane solo test per avere la sicurezza. Io suggerisco di farlo all’anziano, perché c’è ancora la possibilità dell’uso del farmaco antivirale, oltre all’approccio con terapia da banco”, chiarisce Pregliasco, ricordando che è arrivato il momento per la vaccinazione.

Al Bambino Gesù attesi oltre 10.000 accessi al pronto soccorso

C’è poi capitolo dei piccolini. Quest’anno saranno più di 5 milioni i minori a letto per sindromi influenzali e parainfluenzali, secondo gli specialisti dell’Osepdale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Rhinovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus, enterovirus, virus respiratorio sinciziale saranno all’origine di tanti malanni, dal raffreddore alla bronchiolite. Quanti? Nell’ultima stagione  degli oltre 16 milioni di italiani colpiti, circa un terzo erano minori. Al Pronto Soccorso del Bambino Gesù i primi casi si sono presentati con circa due settimane di anticipo rispetto allo scorso anno, quando gli accessi totali furono 10.831.

La buona notizia è che nel 2024-25 al Bambino Gesù sono stati 1.378 i ricoveri per patologie respiratorie, di cui 49 in terapia intensiva, la metà rispetto ai 98 della stagione precedente. Un calo avvenuto anche grazie all’azione preventiva degli anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale.

I consigli degli specialisti

“I virus respiratori circoleranno con forza”, ammonisce il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale, malattie infettive e DEAI II livello del Bambino Gesù. “È fondamentale mantenere alta l’attenzione: evitare ambienti affollati per i lattanti, rispettare le norme igieniche e vaccinare i bambini contro l’influenza. Le epidemie respiratorie possono determinare picchi di accessi ospedalieri, ma non sempre si tratta di emergenze, purché la situazione venga gestita con tempestività e buon senso”.

Come difendere i bimbi da influenza e virus cugini

Non solo: i bimbi diventano spesso ‘untori’, trasmettendo i malanni a fratelli, nonni e genitori. Cosa fare, allora? Lavarsi spesso le mani, coprire naso e bocca quando si starnutisce ed evitare i contatti con persone sintomatiche restano le prime regole di prevenzione, secondo gli specialisti dell’ospedale del Gianicolo.

Anche uno stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e buona idratazione, aiuta a rafforzare le difese immunitarie. “La prevenzione resta il cardine. I genitori devono valutare le condizioni complessive del bambino, evitare l’uso di farmaci fai-da-te e rivolgersi al pediatra per una valutazione clinica. È il modo migliore per garantire cure sicure e appropriate”, afferma – conclude il dottor Sebastian Cristaldi, responsabile dell’unità Dea II livello.

L’arma più efficace resta però la vaccinazione: “Quella antinfluenzale è raccomandata per tutti i bambini dai 6 mesi ai 7 anni, per chi presenta patologie croniche, per le donne in gravidanza e per le persone sopra i 60 anni, oltre che per il personale sanitario e altre categorie di lavoratori socialmente utili”, scrivono gli esperti.

“In una stagione respiratoria che si preannuncia impegnativa è fondamentale potenziare ogni strumento di protezione. Vaccino antinfluenzale, contro Covid-19 e anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale sono armi complementari, capaci di ridurre incidenza, complicanze e accessi ospedalieri”, conclude Marta Ciofi degli Atti, responsabile dell’UOC di Epidemiologia, percorsi clinici e rischio clinico del Bambino Gesù.

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