È arrivata pochi giorni fa l’intesa in Conferenza Stato-Regioni sui Piano cronicità e sui tanto attesi nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). “Con l’aggiornamento dei Lea ampliamo l’offerta a carico del servizio sanitario con ulteriori nuove prestazioni per la prevenzione oncologica, come la sorveglianza attiva delle donne a rischio genetico ereditario di tumori alla mammella e all’ovaio”, ha sintetizzato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, dalla presentazione del Rapporto 2025 dell’Osservatorio sull’Equità di genere della leadership in sanità, promosso da Leads – donne leader in sanità.
In questo modo “compiamo un ulteriore passo verso la modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e la piena attuazione del diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Dopo otto anni dall’ultimo aggiornamento, i cittadini potranno contare su un’offerta assistenziale più ampia, aggiornata e coerente con le più recenti evidenze scientifiche e tecnologiche”, ha commentato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.
“Due buone notizie, frutto anche dell’azione civica”, sottolineano da Cittadinanzattiva. Anche se “per garantire il diritto alla salute occorre maggiore sincronia e tempestività fra piani e risorse”.
Una lunga attesa
Certo, il via libera “arriva dopo uno stallo di circa 2 anni. Il complesso di questi provvedimenti dovrà ora pervenire alle Commissioni parlamentari competenti e poi essere pubblicato finalmente sulla Gazzetta ufficiale”, ha ricordato Francesco Cognetti, presidente di Foce (ConFederazione degli oncologi, cardiologi e ematologi).
Le misure
L’aggiornamento dei Lea prevede nuovi screening per i tumori ereditari alla mammella e all’ovaio (BRCA1 e BRCA2), ulteriori prestazioni a favore delle persone con disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, l’estensione dello screening neonatale a 8 nuove malattie genetiche rare tra cui l’Atrofia Muscolare Spinale (Sma) e le Immunodeficienze combinate gravi (Scid). Ma anche l’esenzione dal ticket per tre patologie croniche (sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari), e ulteriori prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica.
Il disco verde riguarda un pacchetto di misure “frutto di un lavoro tecnico indipendente e accurato della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea basato su solide evidenze scientifiche e su un confronto costruttivo con le Regioni. Con questo provvedimento – ha rivendicato Gemmato – rafforziamo il principio di equità che è alla base del nostro Servizio sanitario: garantire a tutti, ovunque si trovino, prestazioni di qualità, appropriate e tempestive, valorizzando al contempo le professionalità e rendendo più efficiente l’intera rete assistenziale”.
Malattie rare, screening e Sma
La proposta di estendere a 8 nuove malattie rare il programma di screening neonatale “conferma il primato internazionale dell’Italia nella diagnosi precoce di queste patologie – ha puntualizzato Gemmato – A queste si aggiunge l’ingresso definitivo del test per la Sma, un passaggio atteso e fondamentale per assicurare uniformità di prestazioni su tutto il territorio nazionale, a conferma dell’impegno del Governo nel ridurre i divari nell’accesso alle cure”.
L’aggiornamento dei Lea include inoltre nuove malattie rare in esenzione e nuove prestazioni per la salute mentale e i disturbi del comportamento alimentare, l’accesso a test diagnostici non invasivi e l’ampliamento delle esenzioni per tre patologie croniche e invalidanti fra cui la fibromialgia, per la quale da tempo i pazienti richiedevano il riconoscimento.
Si arricchiscono le prestazioni di prevenzione oncologica e genetica e la ridefinizione di percorsi radioterapici “a pacchetto” più razionali, per migliorare l’appropriatezza organizzativa e clinica.
Obesità, endometriosi ed epilessia nelle cronicità
Il Piano nazionale cronicità prevede l’inserimento di obesità, endometriosi ed epilessia, che in totale si stima colpiscano circa 10 milioni di cittadini (6 mln con obesità, 3 mln di donne con endometriosi, circa 500/600 mila persone con epilessia).
“Siamo soddisfatti perché in entrambi i casi l’impegno civico è stato decisivo: nel caso dei Lea, attraverso una costante azione di pressione esercitata negli anni per sbloccare quelli del 2017 – tramite l’approvazione del Decreto tariffe – con la prospettiva ora più concreta di un aggiornamento periodico e sistematici. Nel caso del Piano nazionale cronicità con un ruolo diretto nell’ambito della Cabina di regia attiva presso il ministero della Salute”, ha detto Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Tuttavia dall’approdo del Piano sulle cronicità alla sua approvazione in Conferenza Stato-Regioni è trascorso oltre un anno, “e i Lea non potranno tenere in adeguato conto le tre patologie lì inserite. Per questo ci auguriamo che d’ora in avanti si proceda ad aggiornamenti tempestivi e sincroni, affinché quanto indicato dai Piani sia reso esigibile attraverso il contestuale inserimento nei Lea”, continua Mandorino. Un’impresa non da poco, considerato tutto.
Cittadinanzattiva chiede dunque che, “per garantire la presa in carico delle persone affette da obesità, endometriosi ed epilessia”, si proceda nei tempi previsti a un nuovo aggiornamento dei Lea.


