Diabete: perché non sottovalutarlo in gravidanza (e dopo)

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Si è parlato molto di diabete in questi giorni. Quello gestazionale interessa il 7-8% delle donne in gravidanza. Ma se  nella maggior parte dei casi scompare dopo la nascita del bambino, questo non accade sempre. “Le evidenze scientifiche mostrano, infatti, che chi ha avuto il diabete gestazionale ha un rischio più elevato di sviluppare il diabete di tipo 2 negli anni successivi”. A ricordarlo  sono i  medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).

“Questo rischio non è una certezza, ma è bene conoscere i segnali da tenere sotto controllo”, spiegano gli esperti. In pratica, l’organismo della mamma ha affrontato un importante stress metabolico. In altri termini, è come se il corpo avesse mostrato una maggiore difficoltà nel gestire lo zucchero nel sangue, e questo può riemergere negli anni successivi.

Di che rischio parliamo? “Le stime più recenti indicano che fino al 30-50% delle donne che hanno avuto il diabete gestazionale può sviluppare il diabete di tipo 2 nel corso della vita. Alcuni studi riportano percentuali più basse, come il 7% entro cinque anni dal parto e il 21% entro dieci anni”.

Per chi aumenta il pericolo

Come segnala l’Istituto Superiore di Sanità, il rischio aumenta se la gestante è obesa (indice di massa corporea superiore a 30);
in una precedente gravidanza il neonato pesava 4,5 kg o più alla nascita;
in una precedente gravidanza la gestante aveva già sofferto di diabete gestazionale; sono presenti familiari con questa malattia; infine per chi appartiene alle etnie sud asiatiche, cinesi, afro-caraibiche o mediorientali.

Cosa fare?

Dopo il parto è importante controllare i livelli di zucchero nel sangue, anche se ci si sente bene. “Di solito, i medici raccomandano di eseguire un test da carico orale di glucosio tra le sei e le tredici settimane dopo il parto per accertarsi che la glicemia sia tornata normale. Se tutto è regolare, è comunque consigliabile ripetere i controlli periodicamente, ad esempio ogni anno, oppure più spesso se si hanno altri fattori di rischio”, suggeriscono i dottori anti-bufale.

Un’alimentazione equilibrate, l’attività fisica regolare e il mantenimento di un peso corporeo adeguato sono strumenti efficaci per proteggersi dal rischio di diabete. E anche allattare al seno può avere un effetto protettivo.

Infine attenzione: in caso di nuova gravidanza, è importante informare il proprio medico dell’esperienza precedente.

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