Nell’era dell’intelligenza artificiale passa per l’Hta (Health Technology Assessment) e l’uso intelligente dei dati il futuro della sanità italiana. Anzi, il patrimonio dei dati “sarà il nostro nuovo petrolio per far funzionare il Servizio sanitario nazionale ad una velocità diversa, ma garantendo attraverso la tecnologia anche una maggiore vicinanza, di prossimità, ai cittadini”. Parola di Americo Cicchetti, commissario straordinario Agenas e past presidente Sihta, intervenuto al XVIII Congresso Nazionale della SIHTA (Società Italiana di Health Technology Assessment), dal titolo evocativo: ‘La nuova era dell’Hta’.
La nuova era è iniziata (anche in Italia)
“Lo abbiamo chiamato la Nuova Era dell’Hta – ha detto Giandomenico Nollo, presidente Sihta – perché sappiamo che con quest’anno si apre una nuova era istituzionale, un nuovo paradigma per lo sviluppo di un Servizio sanitario nazionale basato sulle prove di efficacia, sulle prove di evidenza e sui concetti di decisioni informata. A tutti i livelli, dall’Europa, al ministero, alle Regioni, alle Aziende sanitarie e anche i cittadini, perché anche loro saranno coinvolte in questo nuovo processo”.
Il momento è importante “perché stiamo portando a termine gli investimenti del Pnrr che garantiranno il supporto per la reale trasformazione in senso digitale del Ssn. Non è solo tecnologia – ha sottolineato Cicchetti – ma il vero impatto lo avremo grazie alla trasformazione organizzativa associata all’utilizzo dei grandi investimenti sulla piattaforma nazionale di telemedicina, sulla piattaforma dell’Ai e chiaramente sull’Eds e l’Fse”.
Le prospettive per l’Hta
D’altronde la sfida che abbiamo di fronte “è rendere di nuovo attrattive l’Europa e l’Italia, perché in questo momento non lo siamo – ha scandito Anna Maria Bencini, Comitato presidenza di Farmindustria – Siamo stato surclassati dagli Stati Uniti, dalla Cina e l’Italia purtroppo per quanto riguarda la ricerca clinica si trova oggi in undicesima posizione, anche se a perdere terreno sono anche la Germania, la Francia e la Spagna. Il nuovo regolamento Hta europeo è l’occasione per poter rimettere al centro l’importanza dei dati. E su questo tema l’Italia deve fare la sua parte, anche grazie ad Aifa“.
Per Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, “la sfida principale sta nella capacità di superare lo schema attuale della gestione della salute. Nel 2026 abbiamo il compito di portare a frutto tutti gli investimenti del Pnrr e realizzare un nuovo modello che veda tutti gli attori del sistema ingaggiati nella creazione di una rete sinergica. In questo – ha assicurato – l’industria è pronta a contribuire”.


