Pronto soccorso: gennaio nero ed emergenza codici rosa

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Sarà un gennaio caldo – anzi bollente – quello dei pronto soccorso italiani, alle prese con la carenza di personale, il consueto record di afflussi per influenza e malanni di stagione e ‘nuove’ emergenze come quella relativa alle patologie psichiatriche, in crescita in particolare fra gli adolescenti, e ai codici rosa, stimati in circa 250.000 l’anno.

La previsione da ‘tempesta perfetta’, che non stupisce troppo chi segue queste strutture da sempre in prima linea, arriva dalla Simeu, Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza, che a novembre ha condotto un’indagine istantanea su un campione di strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Ebbene, “il 69% dei Pronto soccorso prevede per il gennaio prossimo una copertura organica inferiore al 75%, con il 30% addirittura sotto il  50%”, sintetizza il presidente nazionale Simeu Alessandro Riccardi. 

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La grande fuga dei medici dell’emergenza

I dati, “pur in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, confermano come la crisi del personale medico continui a rappresentare un elemento fortemente critico nel sistema dell’emergenza urgenza – avverte Riccardi – In mancanza della messa in campo di altre soluzioni per il prossimo futuro si conferma la necessità di ricorrere a soluzioni tampone, quali prestazioni aggiuntive e reclutamento di professionisti con modalità contrattuali esterne alla dipendenza dal Ssn”. Insomma, i famigerati medici a gettone. Ma vediamo meglio i risultati dell’indagine.

La ‘fotografia’ dei pronto soccorso italiani

L’indagine ha coinvolto circa 50 strutture selezionate, corrispondenti per numero e quantità di accessi nel 2024 (oltre 2.300.000) al 12% del totale nazionale: 26% Dea di II livello, 63% Dea di I livello, 11% strutture di Pronto soccorso.

È stato chiesto ai direttori di indicare la copertura di organico medico prevista per gennaio 2026, vista la progressiva scadenza dei contratti con le società di servizi e di alcune tipologie di contratto risalenti alla pandemia tuttora in vigore. Così si è scoperto che il 26% dei pronto soccorso avrà meno del 50% dell’organico previsto e nel 4% questo sarà inferiore al 25% del necessario. Male, ma ad allarmare sono anche le tipologie delle richieste dei pazienti.

La montagna di codici rosa

Il moltiplicarsi degli episodi della violenza di genere nel nostro Paese ha portato Simeu a indagare sui codici rosa. Nel campione di strutture  esaminate le pazienti registrate nel 2024 sono poco più di 3.000: il dato, stabile dal 2022, proiettato sul totale nazionale porta a  circa 250.000 codici rosa nei Pronto Soccorso italiani. Un indice drammatico, commentano gli specialisti. Anche considerata la tipologia di assistenza di cui necessitano queste pazienti.

“Si tratta di un dato che andrà confermato anche attraverso altre rilevazioni: è però importante sottolineare come il Codice rosa in Pronto Soccorso costituisca un’evenienza per la quale la parte clinica rappresenta solo una parte dell’impegno necessario, spesso neppure prevalente”, sottolinea Antonella Cocorocchio, responsabile nazionale Area Infermieristica della Società Scientifica.

Le patologie psichiatriche (e i giovanissimi)

Non solo: cresce il numero delle consulenze psichiatriche richieste nell’attività di Pronto soccorso è in crescita. Nel campione esaminato si attesta a quota 40.000 per il 2024, dato che corrisponde a quasi il 2% degli accessi di Pronto Soccorso. Proiettando la rilevazione a livello  nazionale si ottiene una necessità di circa 350.000 interventi psichiatrici in urgenza l’anno.

Stando a Fabio De Iaco, responsabile dell’Accademia dei direttori Simeu,  “il primo dato da sottolineare è che nel 54% delle strutture è presente una guardia attiva specialistica, in grado intervenire tempestivamente, mentre nel 33% è possibile una reperibilità specialistica e nel 13% non è previsto alcun intervento psichiatrico. Il dato ripropone una questione nota ma irrisolta, relativa all’evidente peso crescente del disagio e della patologia psichiatrica che si deve confrontare con un’insufficienza delle risorse specialistiche”.

Non solo: “Mentre il 67% delle strutture che ha partecipato all’indagine ha a disposizione all’interno dell’ospedale un reparto di degenza psichiatrica, la possibilità di ricoverare un paziente di età inferiore ai 18 anni con problemi comportamentali scende al 39%”, puntualizza Giovanni Noto dell’Ufficio di Presidenza Simeu. “Il 61% delle strutture non ha alcuna possibilità di ricovero per un adolescente”.

Oltretutto il 10% delle consulenze psichiatriche richieste nel 2024 è relativo a pazienti sotto i 18 anni. Una fascia di popolazione particolarmente fragile.

Insomma, si prospettano tempi difficili nei pronto soccorso. Alle difficoltà legate alla carenza di personale, al fenomeno del boarding, all’incremento degli accessi, “vanno affiancate considerazioni sulla qualità di alcune prestazioni, che hanno risvolti di carattere non solo clinico ma sociale e assistenziale”, conclude Mirko Di Capua, segretario nazionale Simeu evidenziando il crescente disagio psichico della popolazione e degli adolescenti e il fenomeno della violenza contro le donne.

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