Vaccini e autismo: i Cdc Usa, i dati e l’onere della prova

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Quando parliamo di vaccini, è sempre bene agganciarci alla scienza. Questo perché i dati sono fondamentali per aiutare a chiarire l’impatto di una scelta di prevenzione che si fa quando si è in salute. Ecco perché l’aggiornamento della pagina ‘Autismo e vaccini’ dei Centers For Disease Control and Prevention (Cdc) americani ha fatto saltare sulla sedia medici e giornalisti scientifici. Ma che cosa è successo?

I vaccini non causano l’autismo

“L’affermazione “i vaccini non causano l’autismo” non è un’affermazione basata su prove, perché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili causino l’autismo“, si legge sulla pagina dei Cdc.

“Ai sensi del Data Quality Act (DQA), che impone alle agenzie federali di garantire la qualità, l’obiettività, l’utilità e l’integrità delle informazioni che divulgano al pubblico, questa pagina web è stata aggiornata perché l’affermazione ‘I vaccini non causano l’autismo’ non è un’affermazione basata sull’evidenza. Studi scientifici non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili contribuiscano allo sviluppo dell’autismo. Tuttavia, questa affermazione è stata storicamente diffusa dai CDC e da altre agenzie sanitarie federali all’interno dell’HHS per prevenire l’esitazione vaccinale”.

“L’HHS ha avviato una valutazione completa delle cause dell’autismo, che include indagini su plausibili meccanismi biologici e potenziali nessi causali. Questa pagina web verrà aggiornata con i dati scientifici di riferimento derivanti dalla valutazione completa dell’HHS sulle cause dell’autismo, come richiesto dal DQA”, si legge. Insomma, una sorta di mea culpa.

L’importanza dei dati e l’onere della prova

Attenzione: in realtà le cose stanno in modo diverso. Non sono emerse finora prove che dimistrino che la vaccinazione causi l’autismo, anzi. Come abbiamo raccontato più volte, il presunto legame fra vaccini e autismo risale ad un’antica bufala – smentita dalla ricerca – portata avanti da Andrew Wakefield, ex medico radiato.

“I vaccini, dopo l’acqua potabile, hanno salvato nella storia più vite umane”, dice a Fortune Italia Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma. “Da qui l’importanza del dato scientifico, della sua solidità e della sua corretta interpretazione: non ci sono studi che dicono che i vaccini non causano autismo? A mancare sono gli studi che provano il contrario, ovvero che lo causano. Se confermati da dati solidi, questi studi sarebbero più importanti dei primi”.

Insomma, l’onere della prova in questo caso richiederebbe a chi ipotizza una teoria controcorrente di illustrare i dati a sostegno della sua versione, prima di allarmare la popolazione spingendola a rinunciare a un importante presidio di salute. Ma, appunto, i dati non si trovano.

Le ombre sui vaccini e l’epidemia di morbillo

“La scienza purtroppo sta diventando un’espressione di opinioni, che ignorano elementi come il legame causa-effetto. Chi si autoelegge scienziato a volte è un mero opiniosta e questo fa male alla scienza, che perde di credibilità. Oltretutto i casi di morbillo sono in continuo aumento negli Stati Uniti. Una questione, questa, di cui sentiremo parlare”, prevede l’epidemiologo.

“Trovo gravissimo – sottolinea dal canto suo Matteo Bassetti, direttore dell’Unità Operativa Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova in un duro post su X – quello che Robert Kennedy Junior ha fatto alla salute dei cittadini Usa, manipolando i Cdc e la comunicazione sui vaccini. Tutto questo sta rendendo i Cdc ridicoli e inaffidabili per tutta la comunità scientifica americana e internazionale. Che i vaccini non causino l’autismo è documentato da tonnellate di letteratura scientifica, che RKJ ha chiesto di censurare per compiacere alla sua ideologia novax. Credo che questo sia il punto più basso della storia americana nella salute. Ma c’è ancora da raschiare in fondo al barile”, conclude con amarezza l’infettivologo.
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