Olimpiadi: la tedofora in ‘camice bianco’, chi è Camilla Nero

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Le Olimpiadi di Milano-Cortina possono vantare una tedofora molto speciale. Si chiama Camilla Nero ed è una donna medico: una ginecologa, per la precisione, nonchè ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma.

La dottoressa Nero, che è responsabile della UOS di Open Innovation di Fondazione Policlinico Gemelli, ha ricevuto la Fiamma Olimpica davanti al luogo dove nel 1633 si celebrò il processo a Galileo Galilei, ovvero la Sala capitolare del convento domenicano adiacente alla Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva, a due passi dal Pantheon.

Per qualche ora la dottoressa ha sfilato il camice bianco per indossare la divisa da tedofora – pure candida, ma ‘accesa’ da fiamme colorate – con il numero 60 sul petto per portare la Fiamma Olimpica per un tratto di 300 metri.

Giovani talenti tra ricerca e sport

“Ringrazio di cuore il professor Antonio Gasbarrini per avermi dato l’onore di correre con la Fiamma Olimpica, in rappresentanza dei giovani ricercatori della nostra Università”, ha detto  Nero.

Ma quanto è vicino il lavoro di ricerca alle sfide olimpiche? “Avverto profondamente il parallelismo tra i giovani ricercatori e gli sportivi. Così come per fare sport a livello d’eccellenza è richiesto un allenamento feroce, anche noi ricercatori non molliamo mai. Nel nostro lavoro è richiesta una resilienza spaventosa, perché le volte che abbiamo fallito sono molto più numerose di quelle in cui abbiamo ottenuto traguardi rilevanti; abbiamo inoltre un grande spirito competitivo, ma allo stesso tempo facciamo un grande lavoro di squadra. Viste tutte queste analogie io mi sento molto una ‘ricercatrice-sportiva’”, racconta.

La candidatura di Camilla Nero fra i tedofori delle Olimpiadi invernali non è stata casuale. Camilla incarna una figura professionale nuova: una ricercatrice capace di coniugare la cura con la tecnologia, la scienza con l’innovazione, la fatica quotidiana dei laboratori con la capacità di immaginare il futuro. È anche per questo che è stata indicata come esempio di talento emergente.

La ricerca corre verso il futuro

A spiegarlo bene è Antonio Gasbarrini, Ordinario di Medicina Interna della Cattolica e Direttore Scientifico di Fondazione Policlinico Gemelli. Per lui Camilla “rappresenta in modo esemplare la nuova generazione di ricercatori: rigorosa, competente, creativa e profondamente motivata. Il suo impegno quotidiano nell’innovazione clinica e nella ricerca testimonia ciò che accomuna gli atleti e gli scienziati più determinati: dedizione, disciplina, coraggio e speranza. Vederla portare la Fiamma è un segnale fortissimo: la ricerca italiana corre davvero verso il futuro, guidata da giovani come lei”.

Partita da Olimpia, la Fiamma dopo la tappa romana riprenderà il suo viaggio di 12.000 chilometri, direzione Nord: la Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi invernali è il prossimo 6 febbraio.

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