All’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è arrivata una novità destinata a cambiare la chirurgia robotica. L’ospedale della Valpolicella ha eseguito i primi tre interventi con il nuovo Da Vinci 5, il robot “tattile” capace di restituire al chirurgo la sensibilità dei tessuti durante l’operazione. Un passo avanti che permette un controllo più naturale dei movimenti, una forza calibrata con precisione millimetrica e una gestione più sicura dei tessuti fragili.
I tre pazienti operati stanno bene e sono già tornati a casa. Gli interventi hanno coinvolto tre specialità diverse: ginecologia, urologia e chirurgia colorettale. L’isterectomia radicale per endometriosi severa è stata guidata dal professor Marcello Ceccaroni. La prostatectomia radicale per tumore della prostata è stata eseguita dall’equipe del professor Stefano Cavalleri e del dottor Vincenzo De Marco. L’emicolectomia per tumore al colon è stata realizzata dal professor Giacomo Ruffo.
Il direttore generale Claudio Cracco sottolinea il valore strategico dell’acquisizione: l’IRCCS di Negrar è il primo centro in Italia a utilizzare il Da Vinci 5 e oggi può contare su un sistema di chirurgia full robotic: il Da Vinci Xi, il Da Vinci Single-port e il robot diagnostico ION, con oltre 600 interventi eseguiti nel 2025 solo con le piattaforme da Vinci.
Il salto di qualità: il robot che “fa sentire” al chirurgo ciò che tocca
Il cuore dell’innovazione si chiama Force Feedback. Sensori collocati vicino alle punte degli strumenti misurano trazione e forza direzionale in tempo reale. Il chirurgo, dalla consolle, percepisce queste informazioni come se toccasse direttamente i tessuti.
Per Cavalleri si tratta di una svolta: il robot diventa una estensione naturale della mano, riduce il rischio di lesioni ai tessuti delicati e permette una chirurgia “dolce”, più rispettosa dell’anatomia. Ceccaroni conferma che questa tecnologia riduce complicanze, perdite di sangue e tempi di degenza, garantendo un recupero più rapido senza sacrificare il “fattore umano”.
De Marco sottolinea un altro elemento chiave: la potenza di calcolo del Da Vinci 5 è 10 mila volte superiore alle generazioni precedenti ed è già predisposta per future integrazioni con sistemi di AI in grado di analizzare e ottimizzare ogni procedura chirurgica.
Visibilità aumentata e precisione potenziata
Anche la componente visiva compie un salto avanti. Ruffo spiega che il nuovo sistema offre una visione tridimensionale quattro volte più definita, essenziale per muoversi intorno a strutture anatomiche sensibili. La precisione cresce e il rischio si riduce. Il Da Vinci 5, afferma, rappresenta la naturale evoluzione della robotica e colma il divario rispetto ai limiti ancora presenti nella laparoscopia tradizionale.
Il nuovo arrivato si affianca al Da Vinci Single-port, che consente interventi attraverso una sola micro-incisione, e al robot diagnostico ION, fondamentale per identificare noduli polmonari minuscoli o in sedi difficili da raggiungere con le biopsie convenzionali.
Una piattaforma destinata a cambiare la pratica clinica
Per Cracco il Da Vinci 5 introdurrà uno standard nuovo nella chirurgia robotica. Più precisione, maggiore sicurezza, migliore efficienza operatoria. Una tecnologia pensata per supportare il chirurgo in ogni fase della procedura e per migliorare gli esiti clinici.
Foto: un momento dell’intervento, courtesy IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar


