Per anni ha convissuto con il diabete e con la dialisi. Oggi, dopo un intervento eseguito interamente con il robot chirurgico, è libero da entrambe. A Milano, all’ospedale Niguarda, un uomo di circa 50 anni ha ricevuto un trapianto combinato di rene e pancreas realizzato con un approccio puramente robotico: secondo la struttura, è la prima volta in Italia che entrambe le fasi vengono condotte esclusivamente con questa tecnologia.
Il doppio trapianto che cambia la vita
Il paziente era in lista dal 2021 per un trapianto di pancreas a causa di una forma grave di diabete. Nel frattempo si è aggiunta un’insufficienza renale cronica che lo ha costretto alla dialisi e, dal 2024, anche all’attesa per un rene. L’intervento, eseguito il 10 dicembre 2025, ha cambiato radicalmente il suo quadro clinico: niente più insulina e niente più sedute dialitiche. I nuovi organi funzionano regolarmente e il paziente è già stato dimesso.
Robot in tutte le fasi dell’intervento
A guidare l’équipe è stato Stefano Di Sandro, direttore della Chirurgia epatica e dei Trapianti di fegato e rene del Niguarda. “I trapianti di organi solidi sono interventi di alta complessità per diversi motivi: le condizioni di malattia dei riceventi, la complessità di manovre chirurgiche invasive e demolitive, e l’estrema difficoltà delle fasi di impianto e ricostruzione dei nuovi organi, tutte fasi cruciali per il successo del trapianto e per l’efficacia a breve e lungo termine della cura del paziente”, spiega Di Sandro.
Il trapianto di pancreas presenta un rischio più elevato di complicanze vascolari rispetto ad altri organi. “Per questo abbiamo pensato e deciso di adottare una tecnica robotica in tutte le fasi del trapianto combinato”, aggiunge. In passato a Pisa era stato eseguito un intervento simile con tecnica ibrida, alternando robot e chirurgia tradizionale. “Sulla scorta delle informazioni disponibili il nostro intervento sarebbe il primo caso in Italia di un approccio puramente robotico”.
L’uso esclusivo del robot consente incisioni di pochi millimetri, maggiore precisione e una riduzione degli effetti collaterali. Anche la degenza tende a essere più breve.
Un lavoro di squadra e numeri da primato
L’operazione ha richiesto la collaborazione di decine di professionisti, tra cui la Nefrologia, la Diabetologia e l’Anestesia e rianimazione, oltre al personale tecnico e infermieristico. “Uno straordinario lavoro di squadra”, sottolinea Di Sandro, “che rappresenta un passo avanti tecnico e tecnologico capace di fare da apripista”.
Di Sandro è entrato in servizio al Niguarda il 1° dicembre 2025. In un solo mese, con la sua équipe, ha eseguito 31 trapianti, molti dei quali con approccio totalmente robotico grazie a una piattaforma dedicata attiva 24 ore su 24. Numeri che collocano l’ospedale milanese ai vertici nazionali per quantità e qualità dei trapianti e tra le prime 50 strutture al mondo nella classifica “World Best Hospitals 2026” di Newsweek-Statista.

