Farmaci carenti in Europa, oltre 600 medicinali introvabili secondo un report Ue

settore farmaceutico farmaci

La carenza di farmaci in Europa non è più un fenomeno occasionale ma una criticità strutturale. Un nuovo report del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), presentato al Parlamento europeo e basato sui dati raccolti in 27 Paesi dell’Unione europea e dell’Efta, segnala che in diversi Stati membri oltre 600 medicinali risultano attualmente carenti.

Secondo il rapporto, il 96% dei Paesi intervistati segnala carenze di medicinali e nel 70% dei casi la situazione resta stabile a un livello considerato inaccettabile. In più di un terzo dei Paesi analizzati il numero di farmaci indisponibili supera le 600 unità. Il documento evidenzia inoltre che le carenze non rappresentano più interruzioni episodiche ma una caratteristica persistente del panorama farmaceutico europeo.

Terapie essenziali sempre più coinvolte

Il dato più preoccupante riguarda il tipo di farmaci coinvolti. Le difficoltà di approvvigionamento colpiscono sempre più spesso terapie clinicamente critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore Glp-1 utilizzati anche nelle nuove terapie contro l’obesità e medicinali per il sistema nervoso.

Il report sottolinea che in diversi Paesi una quota significativa delle carenze riguarda farmaci classificati come critici a livello europeo o nazionale. Questo elemento indica che nemmeno i medicinali considerati essenziali risultano protetti dalle instabilità della filiera.

Conseguenze concrete per i pazienti

Le carenze hanno un impatto diretto sulla continuità delle cure. Tutti gli Stati membri che hanno partecipato all’indagine segnalano problemi e disagi per i pazienti e quasi nove Paesi su dieci registrano interruzioni dei trattamenti.

Il rapporto evidenzia anche altre conseguenze: trattamenti meno efficaci, aumento dei co-pagamenti, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all’altro e, in alcuni casi, eventi avversi. Per la prima volta emerge inoltre una dinamica particolarmente preoccupante. Secondo i farmacisti, la conseguenza più frequente delle carenze è oggi la riduzione della fiducia dei pazienti nei farmaci e nel sistema sanitario.

Il ruolo delle farmacie territoriali

Secondo Mikołaj Konstanty, presidente del Pgeu, il fenomeno ha ormai assunto un carattere strutturale.

“Le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato. Non si tratta più di episodi isolati; rappresentano una pressione cronica per pazienti, farmacisti e sistemi sanitari”.

Konstanty sottolinea anche il ruolo centrale delle farmacie di comunità nel garantire la continuità delle cure. Tuttavia avverte che la capacità dei professionisti di prima linea non può compensare da sola i problemi strutturali della filiera farmaceutica.

“Dobbiamo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti strumenti legali e operativi per agire rapidamente e in sicurezza”.

Sistemi di monitoraggio ancora insufficienti

Il report evidenzia alcuni progressi nella governance del fenomeno. Oggi l’81% dei Paesi dispone di una definizione ufficiale di carenza e il 74% ha sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti.

Nonostante questi miglioramenti restano numerose criticità. I sistemi di monitoraggio predittivo e di allerta precoce risultano spesso disomogenei o ancora in fase di sviluppo. In molti Paesi le segnalazioni dei farmacisti non sono integrate digitalmente e le norme che regolano la gestione delle carenze variano sensibilmente da uno Stato all’altro.

Un limite particolarmente rilevante riguarda la possibilità di sostituire un farmaco non disponibile con un’alternativa terapeutica. Solo il 15% dei Paesi europei consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, riducendo la capacità di garantire la continuità delle cure quando le alternative risultano clinicamente appropriate.

Più coordinamento europeo sulla filiera dei farmaci

Alla luce dei dati raccolti, il Pgeu chiede un rafforzamento del coordinamento a livello europeo. Secondo l’organizzazione è necessario migliorare la resilienza delle catene di approvvigionamento e sviluppare sistemi di monitoraggio predittivo interoperabili tra i diversi Paesi.

Il gruppo propone inoltre di ampliare i poteri giuridici dei farmacisti per gestire le sostituzioni terapeutiche secondo protocolli definiti, favorendo risposte più rapide durante le carenze. Un altro punto riguarda la sostenibilità economica delle farmacie, che dedicano sempre più tempo alla gestione delle indisponibilità di medicinali.

L’obiettivo, conclude il rapporto, deve restare la tutela della fiducia dei pazienti e la garanzia di accesso alle cure, evitando che le carenze di farmaci si traducano in ulteriori costi o disagi per i cittadini.

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