Angelini Pharma sbarca negli Stati Uniti con un’acquisizione da 4,1 miliardi di dollari. Il gruppo italiano ha annunciato l’accordo per rilevare Catalyst Pharmaceuticals, società biofarmaceutica quotata al Nasdaq specializzata nelle malattie rare neurologiche. È una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni per il pharma italiano e segna una svolta nella strategia internazionale del gruppo controllato dalla famiglia Angelini.
Operazione da 4,1 miliardi
L’accordo prevede l’acquisizione di tutte le azioni di Catalyst a 31,50 dollari per azione in contanti, per un valore complessivo di circa 4,1 miliardi di dollari, pari a circa 3,5 miliardi di euro.
Il prezzo riconosce un premio del 28% rispetto alla media ponderata degli ultimi 30 giorni di Borsa precedenti alle indiscrezioni sull’operazione. I consigli di amministrazione delle due società hanno approvato all’unanimità l’intesa. Il closing è atteso nel terzo trimestre del 2026, dopo il via libera degli azionisti e delle autorità regolatorie.
L’operazione verrà finanziata attraverso una combinazione di liquidità e debito con il supporto di BNP Paribas, mentre partecipano anche fondi gestiti da Blackstone e altri partner internazionali.
L’ingresso nel mercato Usa
Per Angelini Pharma si tratta di un passaggio strategico. L’azienda italiana rafforza la propria presenza nel Brain Health e nelle malattie rare entrando direttamente nel mercato statunitense, il più importante al mondo per il settore farmaceutico.
Catalyst, fondata nel 2002 e quotata al Nasdaq dal 2006, commercializza terapie per patologie neurologiche e neuromuscolari rare. Nel portafoglio figurano FIRDAPSE®, trattamento approvato negli Stati Uniti per la sindrome miastenica di Lambert-Eaton, AGAMREE® per la distrofia muscolare di Duchenne e FYCOMPA®, farmaco antiepilettico acquisito da Eisai nel 2023 per il mercato americano.
L’obiettivo di Angelini Pharma è integrare la piattaforma commerciale e i farmaci di Catalyst con le proprie attività nell’area neuroscienze, costruendo una nuova piattaforma terapeutica globale dedicata alle malattie rare neurologiche.
La strategia di Angelini Pharma
“Cinque anni fa abbiamo avviato una trasformazione profonda di Angelini Pharma”, ha dichiarato Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato del gruppo. “Oggi compiamo un nuovo passo significativo con l’acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals che renderà Angelini Pharma un player rilevante a livello globale nelle malattie rare neurologiche”.
Negli ultimi anni il gruppo ha accelerato gli investimenti nelle neuroscienze attraverso prodotti come Ontozry® e partnership strategiche nel biotech, tra cui quella con Blackstone Life Sciences in GRIN Therapeutics.
L’azienda sottolinea che la presenza industriale italiana resterà centrale anche dopo l’operazione, mantenendo un ruolo strategico nelle attività produttive e scientifiche del gruppo.
Consolidamento e nuove sfide nel pharma
L’operazione arriva in una fase di forte consolidamento per il settore farmaceutico globale, soprattutto nell’area delle malattie rare e delle neuroscienze, tra i segmenti a più alta crescita e redditività.
Per Angelini Pharma, l’acquisizione rappresenta anche un cambio di scala: da gruppo europeo con forte presenza regionale a operatore con accesso diretto al mercato americano e a una rete commerciale già consolidata negli Stati Uniti.
Secondo Rich Daly, presidente e CEO di Catalyst Pharmaceuticals, l’integrazione permetterà di “ampliare l’accesso a terapie in grado di cambiare la vita dei pazienti in tutto il mondo” e accelerare l’innovazione nel settore delle malattie rare.
