Duecento milioni di europei vivono in città. La maggior parte di loro, nelle estati sempre più torride degli ultimi anni, non ha avuto idea di quanto il caldo stesse aumentando il rischio di morire. Non per colpa loro: il calore agisce in modo subdolo sul sistema cardiovascolare, senza i segnali inequivocabili di un infarto o di un ictus conclamato. Lo chiamano “killer silenzioso”, e i numeri che l’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso a Berlino confermano quanto sia letale: più di 200.000 persone sono morte in Europa negli ultimi quattro anni a causa del caldo eccessivo. Il Paese più colpito è l’Italia, seguita da Spagna, Germania e Grecia. Quest’ultima registra il numero più alto di decessi per calore per milione di abitanti. Solo in Germania, nel 2025, le morti correlate al caldo sono state 2.500.
Perché il caldo mette sotto pressione il cuore
Il meccanismo è fisiologico, ma può diventare pericoloso. Quando le temperature salgono, il corpo tenta di raffreddarsi dilatando i vasi sanguigni e aumentando la sudorazione. Questo abbassa la pressione sanguigna e riduce i liquidi circolanti, costringendo il cuore a battere più velocemente e con maggiore forza per compensare. Nei soggetti con patologie cardiovascolari preesistenti, questo sforzo aggiuntivo può essere fatale.
La disidratazione aggrava ulteriormente il quadro. “La riduzione del volume circolante può favorire episodi di ipotensione, sincopi e alterazioni della funzione renale”, spiega Leonardo De Luca, direttore della Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia. “In alcuni casi, l’emoconcentrazione e l’aumento della viscosità del sangue possono contribuire ad aumentare il rischio trombotico, favorendo infarto e ictus nei soggetti predisposti”. I segnali da riconoscere in tempo sono mal di testa inspiegabili, vertigini soprattutto alzandosi in piedi, stanchezza improvvisa, bocca secca e urine scure e scarse.
L’Europa si scalda più in fretta del resto del mondo
Il contesto climatico rende il problema strutturale. Il direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Kluge, ha avvertito che il continente “si sta riscaldando più velocemente di qualsiasi altra regione”, e che le ondate di caldo stanno diventando più frequenti, più intense e più lunghe. Gli eventi estremi di caldo, secondo l’American Heart Association, stanno già aumentando al punto da poter causare più decessi di quanti ne vengano evitati dalla riduzione del freddo invernale.
A preoccupare ulteriormente gli esperti è la questione ancora aperta dell’interazione tra farmaci e stress termico. Alcuni medicinali comunemente prescritti per patologie cardiovascolari, come i diuretici, favoriscono la perdita di liquidi e possono alterare l’equilibrio circolatorio nelle giornate più calde. “Quando fuori ci sono 38 gradi, dovrei modificare la terapia farmacologica dei miei pazienti? Al momento, semplicemente non lo sappiamo”, ha dichiarato Arnab Ghosh della Weill Cornell University, tra gli autori del rapporto dell’American Heart Association pubblicato su Circulation.
Le nuove linee guida OMS: otto elementi per proteggersi dal caldo
Per rispondere a questa emergenza silenziosa, l’OMS Europa ha presentato a Berlino nuove linee guida aggiornate, la prima edizione delle quali risaliva al 2008. Il documento, articolato in otto elementi fondamentali, fornisce raccomandazioni basate sull’evidenza che coprono un’ampia gamma di misure: dal miglioramento dei sistemi locali di allerta per le ondate di calore alla comunicazione del rischio con le fasce più vulnerabili della popolazione, con particolare attenzione agli anziani, alle donne in gravidanza, ai neonati e alle persone che vivono in aree con scarso verde urbano e senza accesso all’aria condizionata.
Sul piano delle città, gli esperti indicano nell’espansione degli spazi verdi urbani, come alberi, parchi, fiumi e zone umide, uno strumento concreto per mitigare l’impatto termico a livello locale, insieme alla riduzione delle emissioni inquinanti.
Cosa fare concretamente
Le raccomandazioni per i singoli cittadini sono semplici ma efficaci se applicate con costanza. Bere acqua regolarmente durante la giornata, anche senza avere sete. Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, privilegiare ambienti freschi e ben climatizzati, indossare abiti leggeri e seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura. Riconoscere precocemente i sintomi di allerta, come vertigini, debolezza, palpitazioni o difficoltà respiratoria, e consultare il medico senza attendere che la situazione peggiori. Con l’arrivo dell’estate e le previsioni che indicano una nuova stagione di caldo intenso, questi comportamenti non sono consigli di stile di vita: sono prevenzione cardiovascolare.

