Addio a sport e dolci per colpa del diabete? “Credere che chi ha il diabete debba limitarsi e condurre una vita diversa rispetto agli altri è un errore dannoso. Le ricerche ci mostrano chiaramente che lo stigma può portare ad un controllo non adeguato dei livelli di glicemia, a disordini alimentari e a un peggioramento della qualità della vita”. Parola di Riccardo Candido, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (Amd), che in vista della Giornata mondiale dedicata alla malattia, che si celebra il 14 novembre, analizza i tanti pregiudizi che ancora circondano il diabete.
Se a far male sono i pregiudizi
Uno studio pubblicato su ‘Diabetes Care’ ha esaminato l’impatto dello stigma associato al diabete, dimostrando che soprattutto chi soffre del tipo 1 si trova a fare i conti con lo stigma sociale, un fenomeno che pesa sulla vita delle persone influendo negativamente sul benessere psicologico e sui comportamenti.
Questi pregiudizi, infatti, possono portare ad un aumento dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), disordini alimentari e ridotta qualità di vita, incrementando episodi di ipoglicemia e complicazioni croniche nel medio-lungo periodo, con effetti anche sull’autogestione della condizione.
Le 10 trappole in cui non cadere
“Ogni giorno incontro persone con diabete che si trovano a fare i conti non solo con la gestione della malattia, ma anche con aspettative e paure infondate. La realtà è che, grazie alle attuali conoscenze e ai progressi nella gestione della malattia, molte di queste credenze non solo sono false, ma rischiano anche di peggiorare il benessere psicologico e la qualità di vita delle persone”, avverte Candido.
Ecco il vero o falso per fare un po’ di chiarezza:
1. Chi ha il diabete non può mangiare dolci
Falso: le persone con diabete possono mangiare dolci, gestendo carboidrati e insulina.
2. Il diabete colpisce solo gli anziani
Falso: il diabete può insorgere a qualsiasi età, inclusi bambini e giovani.
3. Chi ha il diabete non può fare sport
Falso: l’attività fisica è altamente raccomandata, con una gestione adeguata.
4. Il diabete è causato solo dallo zucchero
Falso: molti fattori, inclusi genetica e stile di vita, concorrono allo sviluppo del diabete.
5. Le persone con diabete devono evitare tutti i carboidrati
Falso: i carboidrati complessi sono parte di una dieta equilibrata per chi ha il diabete.
6. Chi ha il diabete deve seguire una dieta speciale
Falso: una dieta sana ed equilibrata è sufficiente per la gestione del diabete.
7. Il diabete è solo ereditario
Falso: la genetica è un fattore, ma il diabete può svilupparsi anche senza una storia familiare.
8. Le persone con diabete devono mangiare solo cibi specifici
Falso: una alimentazione sana è indicata per chiunque, inclusi i pazienti con diabete.
9. Chi ha il diabete è sempre malato o debole
Falso: con una buona gestione, le persone con diabete conducono una vita attiva e sana.
10. Il diabete porta inevitabilmente a complicanze gravi
Falso: con un controllo adeguato, molte persone convivono con il diabete senza complicanze.
“La mia personale esperienza mi ha insegnato che quando si parla di diabete, è fondamentale informarsi correttamente per supportare chi vive con questa condizione. Oggi è facile imbattersi in informazioni errate che possono confondere e spaventare le persone che amiamo o che vivono intorno a noi. È quindi essenziale fare riferimento a fonti affidabili e aggiornate” evidenzia Massimo Ambrosini, ex centrocampista di serie A e della Nazionale Italiana, oggi opinionista televisivo .
Tra tipo 1 e 2
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.
Il diabete tipo 1 riguarda, come ricorda l’Istituto superiore di sanità, circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita.
Il diabete tipo 2 rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza.
Il tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni, in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.
La campagna
In vista della Giornata mondiale, torna la campagna Theras #DiabeteFalsiMiti, per contrastare i pregiudizi e fare luce sui falsi luoghi comuni e stereotipi che condizionano la vita delle persone con diabete, attraverso affissioni in 15 città e contenuti generati da influencer, pazienti e content creator.
Una landing page dà voce a chi vive o conosce la realtà del diabete: ciascuno può generare la propria card personalizzata, inserendo un falso mito o una frase ricorrente e condividerla – se lo desidera – sui propri social. Per disseminare conoscenza e consapevolezza sul diabete.

