La morte di Eleonora Giorgi, amata attrice e registra italiana, riaccende i riflettori sul tumore al pancreas, patologia che secondo le stime nel 2023 in Italia ha totalizzato circa 14.800 nuove diagnosi.
La Giorgi, 71 anni, è morta nella clinica Paideia di Roma. Nell’ottobre del 2023 aveva rivelato la diagnosi di un tumore al pancreas, malattia che ha ucciso anche Gianluca Vialli. Si tratta di una patologia particolarmente insidiosa, spesso diagnosticata tardivamente perchè non dà sintomi specifici in fase precoce.
“Il tasso di mortalità – rileva l’Airc in una scheda – non si è modificato in modo significativo negli ultimi anni e quello del pancreas si attesta come il tumore con la minor sopravvivenza sia a un anno dalla diagnosi (34% nell’uomo e 37,4% nella donna) che a cinque anni (11% nell’uomo e 12% nella donna)”.
“Senza dubbio, questo tipo di neoplasia – ha detto all’Ansa il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Franco Perrone – resta una delle sfide per l’oncologia, nella quale abbiamo ancora molta strada da compiere sia in termini di ricerca, sia in termini di ottimizzazione delle strategie terapeutiche disponibili”.
I numeri
Il pancreas si trova tra lo stomaco e la colonna vertebrale. Produce gli enzimi necessari alla digestione dei grassi, degli amidi, delle proteine e diversi ormoni, tra cui l’insulina necessaria a regolare i livelli degli zuccheri nel sangue.
Stando al volume “I numeri del cancro in Italia 2024″, nel nostro Paese nel 2022 sono stati stimati 35.700 decessi per cancro del polmone, 24.200 per il colon-retto, 15.500 per la mammella e 14.900 per tumore al pancreas. Una sfida importante, dunque, di fronte alla quale la ricerca non si ferma.
Novità dai laboratori nel mondo e in Italia
Mentre i risultati promettenti arrivati dagli Stati Uniti su un piccolo studio clinico su un vaccino a mRNA contro questo tumore stanno alimentando la speranza, nei giorni scorsi l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) ha dato notizia dell’avvio di due trial mirati a due nuove terapie sperimentali per il tumore al pancreas con farmaci innovativi.
Lo Iero è il primo centro in Europa ad aver avviato lo studio clinico RASolute 302 con un nuovo medicinale diretto a una specifica alterazione molto frequente nel tumore del pancreas, per la quale finora non c’era alcuna terapia mirata. Nella struttura viene anche portato avanti lo studio il PRISM-1 che valuterà l’efficacia dell’aggiunta di un nuovo farmaco a bersaglio molecolare, il Quemliclustat, alla chemioterapia standard.
“Entrambi gli studi rappresentano prima di tutto importanti opportunità per i pazienti con tumore del pancreas per ampliare le opzioni terapeutiche”, ha detto Nicola Fazio, Direttore della divisione di oncologia medica gastrointestinale e tumori neuroendocrini.
Chi è più a rischio di tumore al pancreas
Il tumore del pancreas è molto raro tra chi ha meno di 40 anni. I fumatori presentano un rischio circa doppio rispetto a chi non ha mai fumato, tanto che – secondo ‘I numeri del cancro in Italia’ – eliminando completamente il fumo si potrebbe potenzialmente evitare il 33% dei decessi per tumore del pancreas negli uomini e il 13% nelle donne.
Il pericolo di ammalarsi aumenta anche in presenza di mutazioni in specifici geni, come gli ormai famosi ‘geni Jolie’, e inoltre di sindrome da melanoma familiare con nevi multipli atipici, pancreatite familiare, sindrome di Lynch e sindrome di Peutz-Jeghers.
Si sospetta che l’abuso di alcol e caffè possa favorire lo sviluppo di questo tumore, collegato anche a sedentarietà ed esposizioni professionali ad alcuni solventi di uso industriale e agricolo. Esiste inoltre un legame con l’obesità. La presenza in famiglia di casi di tumore del pancreas, del seno o del colon costituisce un fattore di rischio aggiuntivo, in genere riconducibile a specifiche mutazioni genetiche ereditarie, che hanno un ruolo importante nello sviluppo della neoplasia.
Anche la dieta ha un ruolo importante: un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali sembra essere associata ad un aumento di rischio. “Meno del 10% dei casi di tumore al pancreas è dovuto a fattori ereditari (mutazione del gene Brca 1 e 2), ma su una quota importante si potrebbe intervenire eliminando i fattori di rischio”, ha ricordato all’Adnkronos Salute Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom.
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