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Gianluca Vialli è morto a 58 anni, aveva un tumore al pancreas

Gianluca Vialli

Un altro campione se ne va. E’ morto a 58 anni Gianluca Vialli. L’ex calciatore si è spento a Londra. Era affetto da cinque anni da un tumore al pancreas (un adenocarcinoma duttale del pancreas).

La diagnosi era arrivata nel 2017 e, da allora, Vialli aveva più volte parlato del suo tumore e delle cure. Recentemente, il capo delegazione della Nazionale italiana di calcio aveva annunciato lo stop dell’attività professionale per potersi curare. “Quello che ha fatto per la maglia azzurra non sarà mai dimenticato”, ha detto presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Il tumore al pancreas

Quello al pancreas è uno dei principali tumori del tratto gastro-intestinale, malattie che – secondo i dati Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) – colpiscono ogni anno 78 mila fra uomini e donne nel nostro Paese. Nello specifico si registrano 14.300 casi di tumore al pancreas, con tassi di sopravvivenza a cinque anni di poco superiori al 10%.

Il pancreas si trova tra lo stomaco e la colonna vertebrale. Produce gli enzimi necessari alla digestione dei grassi, degli amidi, delle proteine e diversi ormoni, tra cui l’insulina necessaria a regolare i livelli degli zuccheri nel sangue.

Lo sviluppo di un tumore può avvenire per la crescita anormale e incontrollata di qualsiasi tipo delle cellule del pancreas. Quello che ha colpito Gianluca Vialli è un tumore poco comune al di sotto dei 40 anni; circa la metà dei nuovi casi sono diagnosticati in persone con età superiore ai 75 anni, ricordano i dati dell’Istituto superiore di sanità.

Vi sono diversi tipi di tumori del pancreas, che si differenziano al tipo cellulare. Il più comune, che rappresenta il 95% dei casi, origina nei dotti che trasportano gli enzimi digestivi ed è chiamato adenocarcinoma duttale. Più rari i tumori che originano dalle cellule che producono gli ormoni (chiamati tumori endocrini) e quelli di tipo cistico.

I principali fattori di rischio, che aumentano la possibilità di sviluppare la malattia, sono il fumo, il diabete, la pancreatite cronica e alcune malattie ereditarie.

Solo il 7% dei casi di tumore del pancreas è diagnosticato quando è ancora in fase iniziale perché, di solito, i sintomi si manifestano solo quando è già in fase avanzata.

La ricerca

Contro questo big killer un risultato importante potrebbe arrivare dalla ricerca italiana. Di recente è arrivata la notizia del finanziamento da 950.000 euro, destinati allo sviluppo di un vaccino 2.0 a Dna per curare il tumore del pancreas, allo studio all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

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