Contro l’obesità “la bilancia non basta. Occorre andare oltre la semplice gestione del peso“. Parola di Roberto Vettor, direttore scientifico del Centro per le Malattie Metaboliche e della Nutrizione di Irccs Istituto Clinico Humanitas, rientrato dal 32.mo European Congress on Obesity (Eco) di Malaga con interessanti novità ma, soprattutto, un concetto fondamentale: “Occorre superare le banalizzazioni. Perché l’obesità – dice lo specialista a Fortune Italia – è una patologia complessa, e per trattarla al meglio occorre conoscere la medicina. Invece ancora oggi sembra che per fare diagnosi basti mettere una persona sulla bilancia”.
Lo studio Essence e la Mash
L’elemento più significativo emerso all’Eco 2025 “è stato lo studio Essence, pubblicato sul New England Journal of Medicine: il trattamento con semaglutide di persone nelle quali all’obesità si accompagna la Mash (steatosi associata a disfunzione metabolica, ndr) nelle sue varie fasi evolutive, porta a una riduzione significativa della steatoepatite e della fibrosi, con una differenza importante rispetto al placebo”.
Lo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 1.197 persone con obesità e Mash. I pazienti sono stati assegnati a ricevere semaglutide sottocutanea settimanale (2,4 mg) o un placebo per 240 settimane. “Si tratta di uno studio di fase 3 – puntualizza Vettor – che dà forza a un farmaco efficace anche per questa patologia, che si accompagna spesso all’obesità”. Il trial dimostra che “semaglutide provoca un calo ponderale e produce un effetto particolarmente rilevante in termini di regressione della Mash”.
La sfida dell’obesità: mantenere i risultati nel tempo
Ma la ricerca invita anche a guardare oltre i chili di troppo. Per il trattamento dell’obesità, infatti, ormai sappiamo che a fare la differenza non è solo la perdita di peso, ma quello che un tempo si chiamava effetto yo-yo. “Quanto più si scende e poi si riprende peso, tanto più irreversibile diventa la malattia. La vera sfida – scandisce lo specialista – è riuscire a mantenere nel tempo il calo ponderale”. E la buona notizia è che le soluzioni ci sono.
Ce lo dice anche un’altra ricerca su semaglutide, lo studio Select: “Il vantaggio cardiovascolare della terapia – precisa lo specialista – è legato alla permanenza del calo ponderale”. Una buona notizia anche per i pazienti. “Uno degli elementi più importanti da tenere in considerazione nel contrasto all’obesità è infatti l’aderenza terapeutica”. Un obiettivo finalmente possibile.
Sostenibilità delle cure per una malattia sfidante
L’obesità è una patologia complessa, sia nell’impatto che ha sull’organismo, sia negli approcci di cura. “Oggi il problema piuttosto è legato alla sostenibilità economica” delle terapie “e all’idea errata che l’obesità sia qualcosa di reversibile. Ma dobbiamo sfatare il luogo comune e dire che, invece, questa condizione di per sè tende a mantenersi nel tempo. Le alterazioni che si determinano nel corpo sono irreversibili”, aggiunge lo specialista.
In che senso? “Quando ingrassiamo, le cellule del tessuto adiposo aumentano di numero e dimensioni. Ebbene, quando si dimagrisce – chiarisce il medico – il volume di queste cellule si riduce, ma il numero resta sempre lo stesso”. Nel nostro corpo succede qualcosa di molto particolare. Queste cellule “diventano come fantasmi, senza lipidi al loro interno”, ma permangono lì, “in attesa dei trigliceridi”. E di un nuovo aumento di peso. Un fenomeno che “dà il segno della cronicità della malattia“.
Un tempo si parlava di epidemia di diabesità. Ma mentre per il diabete è passato il concetto di complessità della malattia, “per quanto riguarda l’obesità – ragiona Vettor – sembra ancora che tutto si riduca al peso e al suo controllo. Invece l’obesità clinica viene definita da una serie di elementi oltre i chili in eccesso, come l’incontinenza urinaria da alterazioni del pavimento pelvico, che colpisce in particolare le donne. A volte – aggiunge – il dimagrimento toglie il problema. Pensiamo poi ai problemi articolari, o a quelli epatologici, cardiaci e respiratori. Insomma, per intercettare tutte queste condizioni e trattare davvero l’obesità, bisogna essere medici esperti e non guardare solo alla bilancia. Serve conoscere la medicina per scegliere la giusta strategia terapeutica e l’intensità delle cure“. Caso per caso.
Obesità tra stigma e banalizzazione
L’obesità si può curare, ma va trattata da mani capaci. “Oggi abbiamo strumenti terapeutici importanti, dalla chirurgia bariatrica ai GLP-1 – ricorda lo specialista – e nelle pipeline delle aziende del pharma internazionali ci sono allo studio nuove proposte terapeutiche per quello che sarà uno dei grandi problemi di salute pubblica del futuro: ci saranno Paesi i cui sistemi sanitari saranno messi in difficoltà dall’obesità”, prevede lo specialista.
Ma c’è ancora molto da fare. “Da una parte però dobbiamo combattere lo stigma” che porta a colpevolizzare i pazienti, dall’altra “la banalizzazione: basta andare in una Spa per perdere peso. Invece dobbiamo essere chiari: occorre rivolgersi a strutture specializzate e medici esperti, che affrontino non solo i chili ma anche tutto ciò che vi è dietro – insiste Vettor – capiscano la storia del paziente, le sue prospettive e le sue difficoltà. Ma anche le complicanze in atto. E, al momento della diagnosi, non si limitino a mettere una persona sulla bilancia”.
Nuovi strumenti per trovare la strada giusta
Proprio per fare chiarezza e aiutare le persone con obesità a prendersi cura di sé, Novo Nordisk ha arricchito il portale Novo IO con nuovi strumenti e risorse utili. L’utente può selezionare una delle piattaforme di e-health nella home page e in alcune altre sezioni del sito, attraverso le quali avere il sostegno multidisciplinare di medici esperti, in grado offrire consigli su nutrizione, piani di allenamento, supporto psicologico ed eventuale prescrizione di trattamenti farmacologici previa valutazione dello specialista.
“Abbiamo pensato a un portale che possa essere una guida passo-passo per il loro percorso di consapevolezza e cura – ha spiegato Alfredo Galletti, Vice President e General Manager di Novo Nordisk Italia – con informazioni sulla malattia scientificamente corrette ma anche accessibili, grazie anche al coinvolgimento di digital opinion leader, istruzioni e suggerimenti per coloro che sono già in cura e la possibilità di prenotare facilmente consulti e parlare con team medici qualificati”.
Il portale punta ad accompagnare lungo le tappe del percorso di riconoscimento e gestione della patologia, con informazioni corrette e supporto. In una sezione è disponibile l’elenco dei centri accreditati SIO e SICOB, specializzati per la cura dell’obesità.
“Alla base di chi ha provato a perdere peso senza risultati, spesso c’è un approccio errato al problema, che vede il paziente cambiare continuamente strada, affidandosi di volta in volta a persone o fonti non qualificate. È invece di fondamentale importanza affidarsi a professionisti esperti”, afferma Iris Zani, presidente Amici obesi e Fiao – Federazione italiana associazioni obesità. “Non è sempre facile capire da dove iniziare. E questo porta le persone a procrastinare fino al punto in cui, a causa del peso, sono costrette a rinunciare a molte cose. Strumenti come questo sito web, che rendano facile e veloce il confronto con esperti, sono una risorsa importante per le persone con sovrappeso o obesità, che dovrebbero affrontare il percorso di cura il prima possibile”.
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