Malaria: ecco Hyris System, la tecnologia italiana per contrastarla

Malaria, Nicola Basile, Ceo di Ulisse Biomed, azienda che ha creato Hyris System.

Nicola Basile è il Ceo di Ulisse Biomed, l’azienda che ha elaborato la piattaforma Hyris System insieme alla John Hopkins University,  partendo dalla resistenza delle zanzare agli insetticidi per controllare la diffusione della malaria.

Il riscaldamento globale sta riaccendendo focolai di malattie tropicali, soprattutto in Africa e Asia: 600mila vittime, per l’80% bambini sotto i cinque anni.

Monitoraggio e prevenzione, così, diventano sempre più urgenti. Ecco allora Hyris System, frutto di una ricerca condotta da Ulisse Biomed, società di biotecnologie italiana, e dalla John Hopkins University, cui ha contribuito anche la Gates Foundation con due milioni di dollari, per monitorare la diffusione della malaria osservando la resistenza delle zanzare agli insetticidi. Ne abbiamo parlato con Nicola Basile, Ceo di Ulisse Biomed.

Dottor Basile, che tipo di tecnologia è stata utilizzata per testare la resistenza delle zanzare agli insetticidi?

È un test genetico che rileva la presenza di mutazioni associate a meccanismi di resistenza a diverse tipologie di insetticidi.

Essendo nativamente integrato su Hyris System, sfrutta le sue caratteristiche di cloud platform connessa a dispositivi distribuiti sul territorio. Così un laboratorio centrale può monitorare i dati di campo in tempo reale, anticipando azioni e strategie sanitarie.

Nel caso delle campagne di insetticidi contro la malaria, si parla di ridurre il tempo di raccolta dati da diverse settimane a poche ore. Inoltre, questi test progettati per aiutare le spedizioni, sono stabili a temperatura ambiente e non richiedono la catena del freddo, spesso un elemento di ostacolo per la sorveglianza attiva sul campo.

E in quali altri ambiti può essere utilizzata questa tecnologia?

La soluzione oggi applicata al contesto della lotta alla malaria può essere migrata su altri virus, batteri o patogeni in generale che richiedono una sorveglianza attiva dei dati raccolti sul territorio.

In questo senso, Hyris System era stato già utilizzato in Canada durante Covid ed è per le sue caratteristiche adattabile al monitoraggio di nuovi rischi sanitari in Italia e nel mondo.

Pensa sia possibile utilizzare le tecnologie anche nelle aree italiane in cui si sono verificate epidemie di malattie tropicali come Dengue o il virus del Nilo?

Assolutamente. Col nostro gruppo R&D stiamo lavorando a nuovi test, includendo anche Dengue, West Nile o febbre gialla, che rappresentano stagionalmente, e in determinate aree, un rischio sanitario concreto anche in Italia.

Quali sono le altre soluzioni sviluppate da Ulisse Biomed?

Oltre a supportare nello sviluppo e nella produzione di diversi test in ambito agroalimentare, nutraceutico e del microbiota, l’azienda è molto attiva con test diagnostici innovativi, ad esempio, nel campo della salute femminile: sul papilloma virus, sulle malattie sessualmente trasmesse o sul microbiota vaginale.

Sono tutti test nativamente integrati su Hyris System, delle cui caratteristiche beneficiano. Insieme alla possibilità di essere eseguiti anche in laboratori ospedalieri e di analisi più tradizionali.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del maggio 2025 (numero 4, anno 8)

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