Sigarette, dispositivi elettronici, tabacco riscaldato, bustine di nicotina. È variagato il quadro che emerge dagli ultimi dati su italiani e fumo diffusi diffusi dall’Istituto superiore di sanità (Iss) per il ‘No Tobacco Day’ che si celebra il 31 maggio. La buona notizia è che la maggioranza degli adulti tra 18 e 69 anni non fuma (59%) o ha smesso (17%). Ma ancora 1 italiano su 4 è fumatore abituale (24%).
A fronte di un trend in lenta riduzione della prevalenza di fumatori di sigarette, aumenta però l’uso delle e-cig (per lo più con nicotina) e dei dispositivi a tabacco riscaldato, sia tra i fumatori, sia fra i ‘non fumatori’ o gli ‘ex fumatori’, che si espongono così ai rischi legati all’inalazione delle sostanze utilizzate nelle sigarette elettronica e a quelli della combustione del tabacco (comunque presente nei prodotti a tabacco riscaldato), oltre che alla dipendenza da nicotina.
Così non stupisce che Fondazione Umberto Veronesi e Associazione italiana di oncologia medica siano tornati a proporre la supertassa sulle sigarette.
Studenti stregati dai nuovi prodotti
Non solo. I tanti nuovi prodotti che in questi anni hanno affiancato le sigarette stanno facendo aumentare i consumatori tra i più giovani, con quasi il 40% degli studenti delle superiori che ne fa uso, e – segnala l’Iss – hanno di fatto annullato il trend in discesa che si vedeva nei fumatori adulti.
Il cosiddetto ‘policonsumo’, sottolineano gli esperti, riguarda infatti la grande maggioranza dei 14-17enni che fumano e una quota sempre maggiore di adulti, con rischi crescenti per la salute.
“L’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una sfida complessa per la salute pubblica, perché non si può escludere che l’uso composito di sigarette tradizionali e dispositivi elettronici, con o senza nicotina, si traduca in aumento del rischio per la salute”, ha sottolineato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone.
Giovanissimi e tabacco
Come riporta Adnkronos Salute, per quanto riguarda i giovanissimi i dati indicano che fuma o svapa il 7,5% (oltre 240.000 ragazzi/ragazze) degli studenti italiani tra gli 11 e i 13 anni: percentuale che sale al 37,4% tra gli studenti di 14-17 anni (circa 865.000 ragazzi e ragazze).
In particolare, hanno fatto uso negli ultimi 30 giorni di un prodotto tra sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche prevalentemente più i ragazzi rispetto alle ragazze tra gli studenti delle scuole medie (maschi 7,6% contro il 6,9% femmine), mentre nelle scuole superiori sono state le seconde a consumarne di più (42,1% contro 32,2%).
Numeri che emergono da due ricerche che hanno coinvolto oltre 8mila giovani tra gli 11 e i 17 anni, coordinate dal Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità, su un campione rappresentativo di 3.441 studenti delle scuole medie e 4.861 studenti delle scuole superiori.
Policonsumo e bustine di nicotina
Quasi raddoppia negli ultimi anni il fenomeno del policonsumo: se nel 2022 era pari al 26% tra gli 11-13enni e al 38,7% tra i 14-17enni, nel 2025 siamo al 45,5% tra gli studenti delle scuole medie e al 70,7% tra gli studenti delle scuole superiori. Tra i prodotti sperimentati dagli studenti italiani emergono anche le bustine contenenti nicotina: dichiara di averle provate l’8,2% degli studenti tra i 14 e i 17 anni, e questo dato è in forte aumento rispetto a quanto registrato nel 2024 (3,8%).
Ma di che si tratta, e sono davvero prodotti privi di rischi per la salute? A rispondere sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). “Sebbene non producano fumo e cenere, i sacchetti di nicotina sono un pericolo per la salute, soprattutto dei più giovani; esistono inoltre prodotti simili, ma contenenti tabacco in dosi elevate, vietate per legge ma acquistabili online”.
Tabacco no, nicotina sì
Le nicotine pouches, ovvero sacchetti di nicotina, a differenza delle sigarette non contengono tabacco, ma solo nicotina in forma di sali. Mentre nelle sigarette o nei sigari questa sostanza è presente naturalmente nelle foglie di tabacco, nelle bustine è trasformata in cristalli o sali, a cui si aggiungono aromi e additivi. Il composto, sotto forma di polvere umida, è racchiuso in un sacchetto di pochi centimetri che si inserisce tra labbro e gengiva: qui, grazie alla saliva, la nicotina si scioglie e viene assorbita dalle mucose orali.
“Effettivamente, da qualche mese, le rivendite di tabacchi in Italia espongono questi prodotti. La vendita ai minori di 18 anni è vietata, proprio come accade con le sigarette”, dicono i dottori anti-bufale. Ma attenzione: si tratta di prodotti legali ma non innocui: “Creano dipendenza e comportano gli stessi rischi delle sigarette. Proprio per questo, inizialmente la vendita fu bloccata. Bisogna inoltre fare molta attenzione agli acquisti online. Sono sempre più numerosi i siti che propongono prodotti a base di nicotina la cui vendita è vietata sia nel nostro Paese sia in Europa. Al di fuori dei canali ufficiali è facile trovare sostanze e prodotti che possono essere molto pericolosi. È il caso del cosiddetto Snus, molto simile alle bustine di nicotina”.
Le bustine “legali” sono pericolose per la salute?
I dottori anti-bufale non hanno dubbi: come tutti i prodotti che contengono nicotina anche le bustine sono pericolose per la salute. Questa sostanza provoca dipendenza e assuefazione nei consumatori. “È inoltre responsabile di numerosi effetti, come un aumento della pressione del sangue e un’accelerazione del battito cardiaco, e influisce sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive, soprattutto se assunta durante l’adolescenza”.
“A causa della mancanza di combustione e dell’assenza di tabacco – sostanza direttamente cancerogena – le pouches sono state inizialmente promosse come meno rischiose delle sigarette. Attualmente, però, non sono disponibili studi che abbiano valutato seriamente l’assenza del rischio, soprattutto a lungo termine. Un’altra serie di pericoli è legata all’abuso di nicotina assunta per via orale. Nonostante, anche in questo caso, gli studi siano pochi, si stanno ipotizzando impatti negativi sulla salute di bocca e gengive”, dicono i dottori anti-bufale.
Come cambiano le abitudini
Tornando ai dati Iss, dall’introduzione nel mercato italiano dei nuovi dispositivi elettronici (2014 per la e-cig e 2018 per tabacco riscaldato) c’è stata una riduzione costante della quota di fumatori esclusivi di sigarette (dal 25% del 2014 al 18% del 2024) a favore di un aumento del poliuso (dall’1,5% del 2014 al 4,8% del 2024) cui si accompagna un aumento di coloro che utilizzano esclusivamente dispositivi elettronici (dallo 0,4% del 2014 al 4,0% del 2024).
Per quanto riguarda i singoli tipi di prodotto, nel biennio 2023-2024 tra gli adulti il fumo di sigarette tradizionali è più frequente fra gli uomini rispetto alle donne (28% contro 20%), con un gradiente sociale significativo. Fra i consumatori spiccano le persone con difficoltà economiche (36% vs 21% fra chi non ne ha) o con bassa istruzione (30% fra chi ha la licenza media o 26% fra chi ha al più la licenza elementare contro 18% fra i laureati). Infine la variabilità territoriale mostra in testa alla classifica delle Regioni con le più alte quote di fumatori alcune del Centro-Sud, come Molise, Campania e Umbria.


