Ti senti gufo o allodola? Abbiamo imparato a conoscere le tante differenze fra i due stili di sonno, quello dei nottambuli che non andrebbero mai a letto, ma poi preferiscono svegliarsi tardi, e dei mattinieri che si ‘spengono’ al tramonto, riuscendo ad alzarsi presto e subito ‘a mille’. Ebbene, ora un nuovo studio pubblicato su ‘Sleep’ – che sarà presentato al convegno SLEEP 2025 di Seattle – ha rilevato che gli adolescenti che si sentono ‘gufi’ ( o “nottambuli”) sono più impulsivi dei coetanei percepiti come ‘allodole’ (“mattinieri”).
In particolare, i ricercatori evidenziano due aspetti dell‘impulsività: l’essere più propensi ad agire impulsivamente quando si provano emozioni negative e ad abbandonare compiti difficili.
La sorpresa: tra il dire e il fare…
Ma non è tutto. “Sorprendentemente, non abbiamo trovato un legame significativo tra l’insorgenza della melatonina in condizioni di scarsa luminosità e l’impulsività nel nostro campione”, ha affermato l’autrice principale Riya Mirchandaney, dottoranda in psicologia clinica-sanitaria presso l’Università di Pittsburgh. Insomma, non è tanto il fatto di essere davvero nottambuli, quando di giudicarsi tali, a fare la differenza in termini di impulsività.
“Ciò suggerisce – continua – che potrebbero esserci fattori psicologici o comportamentali non misurati che influenzano sia l’impulsività che l’autovalutazione della preferenza circadiana, indipendentemente dalla tempistica dell’orologio biologico interno di un individuo”.
Torniamo all’orologio biologico
Ma facciamo un passo indietro. Come spiega l’American Academy of Sleep Medicine, i ritmi circadiani sono ritmi biologici interni presenti in tutti gli organismi viventi. Questo sistema di misurazione del tempo, o “orologio biologico”, è sincronizzato con il ciclo luce-buio di 24 ore. La preferenza circadiana riflette la tempistica desiderata da un individuo per il sonno e la veglia. Ma attenzione: può essere misurata oggettivamente analizzando la saliva o il plasma sanguigno per rilevare l’insorgenza della melatonina in condizioni di luce fioca.
Il lavoro ha coinvolto 210 adolescenti in due studi, tutti con un’età media di 17 anni e per il 60,5% di sesso femminile. I partecipanti hanno completato le misurazioni auto-riportate dell’impulsività e della preferenza circadiana.
Sono stati prelevati campioni di saliva in laboratorio per valutare la fase circadiana, determinando l’insorgenza della melatonina in condizioni di luce fioca. Durante un protocollo della durata di una settimana, i partecipanti hanno anche indossato un actigrafo da polso per stimare il punto medio e la durata del sonno, e prima di dormire hanno completato una valutazione dell’impulsività.
Sonno e impulsività
Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che a fare la differenza erano appunto le preferenze circadiane, piuttosto che la sostanza. Scoperchiando, così, una miniera di interrogativi su sonno, psicologia e biologia.
Questi risultati potrebbero influenzare la ricerca futura per aiutare gli adolescenti a evitare gli effetti negativi dell’impulsività, particolarmente insidiosi in questa fase della vita. Come? Magari “utilizzando interventi cronoterapeutici per migliorare il sonno e i ritmi circadiani” dei giovanissimi, ha affermato la studiosa.

