La taurina, ingrediente principale di diverse bevande energetiche, è anche un integratore prediletto dai biohacker: il miliardario Bryan Johnson ne è un sostenitore e la include come ingrediente nel suo Longevity Mix brevettato.
Su TikTok la taurina viene presentata come “l’integratore più sottovalutato al mondo” e “la pillola magica che stavi cercando”. Gran parte di queste affermazioni si basano su una ricerca del 2023, secondo la quale questa sostanza migliorava molteplici aspetti legati all’età che avanza e prolungava la vita in vermi e topi, nonostante non ci fossero dati clinici solidi a dimostrazione degli stessi benefici negli esseri umani.
Taurina e invecchiamento
Ora, un nuovo studio – pubblicato su Science – ha messo in luce delle lacune nel modo in cui sono stati analizzati i dati, scoprendo che i livelli di taurina aumentavano o rimanevano invariati con l’età negli esseri umani e in altri due mammiferi, suggerendo che il calo di questa sostanza non è un biomarcatore universale dell’invecchiamento.
“Dimostriamo chiaramente che non c’è bisogno di integratori di taurina finché si segue una dieta sana”, ha dichiarato a Nature il coautore Rafael de Cabo, gerontologo del National Institute on Aging.
Ciò che ha spinto la ricerca, ha spiegato in un comunicato stampa dei National Institutes of Health, è stato proprio il recente articolo sulla taurina, che “ci ha portato a valutare questa molecola come potenziale biomarcatore dell’invecchiamento in diverse specie”.
Il precedente studio aveva un design trasversale: raccoglieva dati da animali di età diverse in un unico momento; la nuova ricerca ha prelevato invece campioni dagli stessi soggetti nel tempo.
Il nuovo studio: i risultati
Gli scienziati hanno utilizzato i dati del Baltimore Longitudinal Study of Aging per esaminare le concentrazioni di taurina nel sangue prelevato da esseri umani (di età pari o superiore a 26 anni), macachi e topi, scoprendo che le concentrazioni aumentavano in tutte le fasce d’età (tranne che nei topi maschi, dove rimanevano invariate). Hanno quindi osservato simili concentrazioni di taurina correlate all’età nei dati di altri due studi.
“Sulla base di questi risultati, concludiamo che è improbabile che basse concentrazioni di taurina circolante possano fungere da buon biomarcatore dell’invecchiamento“, hanno scritto i ricercatori su Science.
I risultati, osservano, “forniscono un quadro più complesso” di quanto si pensasse in precedenza. Dunque l’efficacia degli integratori di taurina per la longevità dipende probabilmente da una serie di fattori individuali.
Cos’è la taurina?
La taurina (acido 2-amminoetano-solfonico) è un aminoacido, un composto organico utilizzato per produrre proteine, nove delle quali sono essenziali. Il corpo ne produce a sufficienza da solo, ed è solo in determinate condizioni estreme (come malattie cardiache o insufficienza renale) che la richiesta dell’organismo supera la capacità di produrla.
Questa sostanza svolge un ruolo significativo per la salute del cuore, del cervello, nella sensibilità all’insulina, nell’equilibrio elettrolitico, nell’udito e nella regolazione del sistema immunitario.
La maggior parte degli alimenti di origine animale contiene taurina: è il caso di manzo, pollame, crostacei, uova e latticini. Le fonti vegane includono alghe e alghe rosse, oppure integratori contenenti taurina sintetica prodotta in laboratorio.
A cosa serve la taurina?
Questa sostanza supporta le funzioni cerebrali, il metabolismo, la vista e il sistema immunitario, con potenziali benefici, a seconda delle ricerche, per la funzionalità cardiaca, la gestione del diabete e le prestazioni sportive, grazie al possibile aumento dell’apporto di ossigeno, secondo la Cleveland Clinic.
La dietista Julia Zumpano ha dichiarato alla Cleveland Clinic: “Per la maggior parte, le persone assumono abbastanza proteine oppure il corpo si sta adattando per assicurarsi di assumere ciò di cui hanno bisogno, creando e sintetizzando la taurina a partire dagli altri amminoacidi”. Questo include i vegani, ha aggiunto.
“Ora, se qualcuno si sottopone al test e riscontra una carenza di taurina o di uno qualsiasi degli altri amminoacidi”, ha aggiunto Zumpano, “allora potrei consigliare una prova di integrazione o un cambiamento di dieta che supporti meglio quegli amminoacidi”.
L’articolo originale è su Fortune.com
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