Università: ecco le migliori d’Italia secondo il Censis

università di Padova

Diverse conferme e qualche new entry nella classifica delle università italiane (statali e non), dalle più grandi alle più piccole e specializzate. Con una buona notizia: crescono le immatricolazioni, con un +5,3% degli iscritti rispetto a marzo 2024. Insomma, i giovani tornano a credere in cultura e formazione.

In particolare, sono gli atenei delle regioni centrali a registrare l’aumento maggiore di immatricolati (+14%), seguiti dagli atenei meridionali (+6,1%), mentre al Nord il trend appare più limitato (+2,0% negli atenei del Nord-Est e -0,9% in quelli del Nord-Ovest).

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Padova e Bologna guidano i mega atenei pubblici

La prima sorpresa è sul podio dei mega atenei statali – quelli che superano i 40.000 iscritti – Dopo le solite ‘prime della classe’ Padova (90,3) e Bologna (87,7), in terza posizione spunta l’Università di Pisa (84,7), che scala 3 posizioni superando la Sapienza di Roma, quest’anno solo quarta (84,2) ex aequo con l’Università Statale di Milano.

Firenze ha ingranato la quinta (lo scorso anno era in ottava posizione) con 83,5, seguita da Torino (83,0, +1 posizione) e Palermo (82,3, -3 posizioni). Mentre Bari (75,7) rientra in penultima posizione, precedendo quella di Napoli Federico II (75,5), che chiude la classifica.

Pavia in pole fra i grandi atenei statali

Al vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti) troviamo ancora l’Università della Calabria (94,3) e quella di Pavia (90,2). Al terzo posto c’è Perugia (89,3), seguita da Parma (88,8) e Cagliari (87,5). Stabilmente al sesto e settimo posto Salerno (86,2) e l’ateneo di Milano Bicocca (85,3), a cui si accodano Genova (+ 2 posizioni) e Roma Tor Vergata, che condividono a pari merito l’ottava posizione con 84,8.

Segue l’Università di Modena Reggio Emilia (84,3), stabile rispetto allo scorso anno. Tra il decimo e il quattordicesimo posto il Censis segnala le progressioni di Verona (83,0, decima, +1 posizione), Roma Tre (82,7, undicesima, +3 posizioni), Ferrara (81,0, dodicesima, +1 posizione), Catania (80,7, tredicesima, +5 posizioni) e Chieti-Pescara (80,0, quattordicesima, +3 posizioni). Quindicesima e sedicesima Messina (79,3) e l’Università della Campania (78,7), che chiudono la classifica.

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I migliori medi atenei d’Italia

Ad aprire questa lista è l’Università di Trento che, con 93,7 punti, mantiene la prima posizione, seguita come lo scorso anno da Udine, che condivide il secondo posto
con l’Università Politecnica delle Marche (92,2), in salita di due posizioni. Siena è terza (89,7), mentre scivola al quarto posto l’Università di Sassari (88,8, -1 posizione). Il quinto e il sesto posto vanno a Trieste (88,7, +2 posizioni) e alla Ca’ Foscari Venezia (88,0), mentre al settimo c’è l’Università del Piemonte Orientale (87,8).

Stabile all’ottavo posto Brescia (87,3), seguita da Bergamo (86,2, nona, +2 posizioni) e Urbino (84,0, decima, -1 posizione). Dall’undicesimo al quindicesimo posto ecco nell’ordine: l’Università dell’Insubria (83,8, +2 posizioni), di Napoli Parthenope (83,7), del Salento (83,5, -3 posizioni), di Foggia (82,5, +1 posizione) e dell’Aquila (82,0, -1 posizione). In coda l’Università Magna Graecia di Catanzaro (79,8) e L’Orientale di Napoli (79,2), new entry lo scorso anno tra i piccoli atenei statali.

Camerino guida i piccoli atenei statali

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) primeggia l’Università di Camerino, con 96, seguita da Cassino (89,0) che supera l’Università
della Tuscia, terza con 88,3. L’Università di Macerata (86,7) scivola di una posizione, passando in quarta, mentre quella del Sannio (84,8) ne acquisisce una, qualificandosi quinta tra i piccoli atenei statali. Scende dal quinto al sesto posto l’Università
Mediterranea di Reggio Calabria (84,3), seguita dall’Università della
Basilicata (82,5), che ne scala due. Chiudono la classifica dei piccoli atenei
statali Teramo (81,3), penultima, e l’Università del Molise (79,0).

I migliori Politecnici d’Italia

A guidare la classifica dei Politecnici è il solito Politecnico di Milano (con un punteggio di 98,8), seguito da Torino (92,5) e dallo IUAV di Venezia (86,7). Chiude il Politecnico di Bari con 85,2.

Gli atenei non statali

Per la classifica degli atenei non statali con oltre 10,000 iscritti, la Luiss di Roma si conferma al vertice con 94,2, davanti alla Bocconi (91,4) e alla Cattolica (78,0),
rispettivamente in seconda e terza posizione. Tra i medi (da 5.000 a 10.000 iscritti) è ancora la Lumsa a primeggiare (83,0), a cui si accodano lo Iulm (79,6) e l’Università Suor Orsola Benincasa (75,2).

Tra i piccoli  atenei (fino a 5.000 iscritti) la Libera Università di Bolzano resta prima (con un punteggio di 95,2), seguita dall’Università di Roma Europea (87,0) e dal Campus Biomedico di Roma (86,8). Al quarto posto sale l’Università degli Studi internazionali di Roma (86,6), a cui si accoda Liuc (84,6 punti, -1 posizione), che si qualifica quinta. In salita al sesto posto la Link (80,8, +2 posizioni), seguita dall’Università di Enna Kore (79,8, +1 posizione) e dalla LUM De Gennaro (78,4). L’Università di Milano San Raffaele (73,0) e l’Università della Valle d’Aosta (72,8) si inseriscono al penultimo ed ultimo posto, per la gioia di studenti e professori.

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Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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