Altro che viaggio della speranza. Quello del ragazzo greco di 14 anni salvato a Torino grazie a un trapianto di fegato in super-urgenza, conseguenza di un colpo di calore che stava per essergli fatale, è stato il viaggio della vita.
Siamo alla Città della Salute e della Scienza di Torino – presidio Molinette, e ancora una volta a fare la differenza è stata l’equipe di Renato Romagnoli, l’ormai celebre direttore del Centro Trapianti Fegato e del Dipartimento di Chirurgia e Trapianti della struttura guidata da Thomas Schael. Ma vediamo meglio questa nuova “storia a lieto fine”, come ha detto il commissario, che testimonia la perizia degli specialisti e l’eccellenza della sanità italiana.
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Il ragazzo che non poteva sudare
Il nome della malattia del giovane è anidrosi: si tratta di una patologia congenita e rara che non consente all’organismo di produrre sudore. Quale sarà il problema, vi chiederete? Il fatto è che proprio attraverso il sudore il nostro organismo si ‘termoregola’. Se questa valvola di sicurezza non si apre, il rischio è serio.
Dunque il ragazzo stava facendo un’escursione con alcuni amici vicino alla città di Ioannina, a nord della Grecia, quando il caldo e lo sforzo fisico hanno portatato la sua temperatura corporea a raggiungere i 42 gradi, con perdita dei sensi e coma.
I compagni hanno chiamato l’ambulanza che ha trasportato il ragazzo nel posto sanitario più vicino, dove il paziente è stato raffreddato utilizzando impacchi di acqua e ghiaccio. Nonostante ciò, è andato incontro a convulsioni e non ha ripreso conoscenza. È stato quindi portato in emergenza all’ospedale di Ioannina, dove è stato intubato. Stabilizzato, è stato inviato nella più vicina terapia intensiva pediatrica, a Patrasso.
Il coma e l’Sos dalla Grecia
Nelle 36 ore successive al ricovero il fegato non ce l’ha fatta: è subentrata una insufficienza epatica acuta severa da colpo di calore, con uno stato di coma persistente. I medici greci hanno contattato l’Hellenic Transplant Organization di Atene, richiedendo l’attivazione del protocollo di collaborazione con l’Italia per il trapianto di fegato.
Nella tarda mattinata del terzo giorno, il Centro Nazionale Trapianti ha diramato la richiesta dalla Grecia e Renato Romagnoli ha detto sì. Il quattordicenne è arrivato all’aeroporto di Torino Caselle con un volo sanitario dedicato, accompagnato da un rianimatore greco e dalla mamma, ed è stato trasportato alle Molinette in ambulanza assistito da un’équipe medica del Dipartimento di Anestesia.
I controlli e il trapianto
Per tutta la sua prima notte in Italia è stato sottoposto agli accertamenti necessari: al mattino, con tutti gli esami pronti, la dottoressa Maria Torrani ha dato indicazione per inserirlo nella lista d’attesa italiana per trapianto di fegato, con il livello massimo di priorità: super-urgenza nazionale, appunto.
Trascorse le prime 24 ore senza offerte d’organo compatibili, Romagnoli aveva cominciato a valutare anche quelle con gruppo sanguigno non compatibile. Ma nella seconda giornata di attesa è arrivata la disponibilità di un donatore di gruppo sanguigno compatibile e con caratteristiche adeguate per il trapianto. Così dopo meno di 60 ore dall’arrivo, il giovane paziente è entrato finalmente in sala operatoria.
Il suo è stato il trapianto numero 4.300 per il Centro torinese: durato 10 ore, è perfettamente riuscito.
Il peggio è passato
“La ripresa funzionale del fegato trapiantato è stata rapidissima, e il decesso per insufficienza epatica è stato del tutto scongiurato”, fanno sapere i sanitari.
A questo punto il ragazzo è stato estubato ed è sveglio, sta facendo progressi nelo recupero ed è ricoverato nell’Area Semintensiva del Centro Trapianto Fegato delle Molinette.
Come ha commentato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, “il Sistema Trapianti della Regione Piemonte si conferma ai vertici italiani ed europei con un trapianto di fegato pediatrico di eccezionale difficoltà tecnico-organizzativa. L’eccellenza dei nostri professionisti sanitari ha reso possibile ciò che non lo sembrava essere più in una situazione disperata. Anche per questo la Giunta Regionale ha deciso di nominare il professor Romagnoli Coordinatore Regionale Trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta”. Ne sentiremo ancora parlare.


