Dieta: come sta cambiando quella degli italiani

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“Eat well and stay well” scriveva il biologo, fisiologo e nutrizionista statunitense Ancel Keys, ‘padre’ della dieta mediterranea. Nel suo lungo soggiorno a Pioppi, nel Cilento, lo scienziato condusse numerose indagini per spiegare i benefici di un’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e poca carne rossa sulla salute.

Un effetto positivo potente, confermato dalle numerose ricerche successive – pensiamo solo al progetto Moli-sani – che hanno fatto della mediterranea la ‘regina’ delle diete. Peccato però che nel tempo, complici i ritmi di vita e lavoro ma anche il mutare dell’offerta, questo stile alimentare sia cambiato anche nella Penisola. A dircelo è una ricerca dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che ha messo sotto la lente i cibi industriali. Zuccheri, conservanti, sale, additivi, coloranti in liste lunghissime di ingredienti, con tempi di preparazione praticamente azzerati e costi ridotti.

Dieta mediterranea da primato per salute ed economia, ma occhio alle trappole

Il successo dei cibi ‘ultra’ e il tramonto della dieta mediterranea

Che cosa sta succedendo? Inutile chiudere gli occhi davanti all’evidenza: anche nel nostro Paese cresce il consumo di alimenti ultra-processati: sono il 6% del totale del cibo consumato ma contribuiscono ormai al 23% dell’apporto energetico giornaliero, stando al team di Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Iss che ha analizzato l’evoluzione dei consumi negli ultimi 15 anni per un lavoro pubblicato su ‘Frontieres in Nutrition’.

I ricercatori hanno valutato la qualità della dieta degli italiani sulla base di dati raccolti tra il 2005–2006 e tra il 2018–2020 su 2.313 adulti e 290 anziani nel 2005-2006, e 726 adulti e 156 anziani nel 2018-2020 (con una proporzione del 50% tra maschi e femmine). La conclusione è netta: ci sono ampi margini di miglioramento della nostra alimentazione.  Che ormai è piuttosto distante da quella di nonni e bisnonni. E i (più comodi ed economici) cibi ‘ultra’ stanno conquistano fette di popolazione.

L’incubo carboidrati (che non aiuta)

Nel mirino l’eccesso di alimenti di origine animale, in particolare la carne rossa e i salumi, e lo scarso consumo di alimenti vegetali e in particolare di fonti di proteine vegetali, come i legumi. Con qualche ‘errore di concetto’. “Tendiamo a criminalizzare i carboidrati e a consumare molti alimenti voluttuari come snack dolci e salati, vino e birra. In particolare questo è vero per gli adulti, mentre per gli anziani e le donne la situazione è lievemente migliore”, ha puntualizzato Rossi.

Chi si allontana di più dalla dieta di Ancel Keys

Così sono i giovani ad allontanarsi di più dalla strategia salutare che il mondo ci invidia. Le persone tra i 65 e i 74 anni e le donne oggi seguono abitudini a tavola più sane di quanto non facciano ragazzi e adulti (18–64 anni). E questo non lascia ben sperare per il futuro.

Nei 15 anni esaminati spicca, comunque, la crescita degli alimenti ultra-processati. “Quelli che troviamo più frequentemente sulle nostre tavole sono le bevande zuccherate, gli snack dolci come merendine o biscotti, e salati, quali per esempio patatine fritte, caramelle, cioccolatini, carne e pesce trasformati, piatti pronti”, ha detto Rossi.
Un consumo relativamente contenuto, ma in crescita.

Cosa fare? Per l’esperta la demonizzazione è inutile: “I dati mostrano infatti che alcuni sottogruppi come i cereali integrali o le alternative vegetali alla carne, possono persino associarsi a un rischio inferiore per la salute rispetto ad altri come le bevande zuccherate o certi prodotti animali ultra-processati. Questo indica la necessità di una strategia di sanità pubblica che consideri anche gli ingredienti, i pattern di consumo e i contesti culturali dell’alimentazione“. Insomma, anche in questo caso è utile non fare di tutta l’erba un fascio. In un’ottica di longevità in salute, ecco allora dall’Iss alcuni suggerimenti pratici, utili al momento di fare la spesa.

Cinque strategie salva dieta

Leggiamo le etichette e valutiamo sempre cosa c’è dentro gli alimenti, prediligendo la scelta di quelli freschi.

Preferiamo alimenti ultra-processati senza zuccheri aggiunti, con poco sale e meno additivi.

Usiamo gli alimenti ultra-processati in modo oculato e non come sostituti abituali degli alimenti freschi.

Riduciamo gradualmente il consumo di bevande zuccherate o dolcificate.

Prestiamo attenzione anche a zucchero, sale e grassi saturi in prodotti apparentemente non processati o tradizionali.

La nostra salute ringrazierà.

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