Novo Nordisk: che cosa sta succedendo al sito di Anagni

Novo Nordisk Anagni

L”operazione Catalent’ si era conclusa nel dicembre 2024, quando gli anti-obesità Novo Nordisk andavano a ruba. Poi il mercato è cambiato, sono spuntati diversi concorrenti nel settore dei farmaci per perdere peso – e i dazi voluti da Donald Trump per le produzioni farmaceutiche al di fuori degli Stati Uniti.

Così nei giorni scorsi c’è stata quella che possiamo definire una doccia fredda per il sito di Anagni: lo stop (temporaneo) alla produzione del  Wegovy* (semaglutide), fino a poco tempo fa ‘gioiello’ della pipeline per il colosso danese.

Non a caso, dei tre impianti mondiali del gruppo – oltre a quello di Anagni, uno a Bruxelles in Belgio e un altro a Bloomington nell’Indiana – solo quello statunitense continuerà le produzioni.

“Nell’ambito di una rivalutazione complessiva degli investimento globali, una parte dell’attività di espansione del sito di Anagni è stata temporaneamente messa in pausa in attesa di un riallineamento strategico”, hanno fatto sapere da Novo Nordisk al termine di un incontro presso Unindustria Frosinone tra la direzione del sito e le organizzazioni sindacali.

Il futuro del sito di Anagni

“Il sito – ha aggiunto l’azienda farmaceutica – nei prossimi mesi sarà dotato di due ulteriori unità suite per il riempimento e l’ispezione di siringhe preriempite e di relative capacità di confezionamento. Continuano, inoltre, il progetto di installazione di una suite per la produzione di cartucce e il progetto di riattivazione della produzione di riempimento e confezionamento”.

Una mossa che preoccupa la Regione Lazio

L’annuncio di Novo Nordisk ha preoccupato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che, in qualità di commissario straordinario di Governo, ha convocato i vertici italiani e internazionali dell’azienda, per fare un punto urgente della situazione.

Rocca ha avviato contatti con il Gabinetto del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per trovare una soluzione per salvaguardare i livelli di occupazione e le prospettive produttive industriali del sito di Anagni. Ma, certo, le ombre su questo polo produttivo si addensano.

Novo Nordisk e l’impatto sui lavoratori

Anche alla luce del taglio di 9mila posti di lavoro nel mondo – pari all’11,5% degli addetti, di cui oltre la metà (circa 5mila) in Danimarca – annunciato da Novo Nordisk a settembre.

Un percorso che “risponde a dinamiche di mercato profondamente mutate a livello mondiale, che hanno determinato la revisione delle prospettive di crescita globale”, ha spiegato l’azienda dopo il confronto a Frosinone.

“Rispetto al piano di riduzione di oltre 9.000 posti di lavoro su scala globale, per lo stabilimento di Anagni – sebbene non è possibile escludere singoli impatti su alcune funzioni di supporto – non ci saranno ricadute significative e, in particolare, non vi sarà necessità di attivare una procedura collettiva“, ha comunque concluso l’azienda.

Inoltre la sospensione temporanea della produzione dell’anti-obesità, in vigore da domenica, “verrà gestita senza impatti sul personale a contratto indeterminato, ma solo facendo leva su una parte dei contratti temporanei in scadenza a breve”.

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