Un tour virtuale all’interno della pelle, per visualizzare i batteri presenti sulle mani e mettersi nei panni di un paziente ricoverato, valutando così il comportamento dei ‘camici bianchi’. La realtà virtuale entra in ospedale all’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, per accendere i riflettori – e l’attenzione degli operatori sanitari – sull’igiene delle mani.
Se l’igiene delle mani è importante a casa, figuriamoci in ospedale. Ma a preoccupare sono i dati del consumo di soluzione idroalcolica nelle strutture sanitarie della Penisola, in calo costante negli ultimi anni.
Stando infatti agli ultimi numeri disponibili, nel 2023 il consumo nazionale mediano è stato di 10,5 litri ogni mille giornate di degenza ordinaria. Con valori più alti in terapia intensiva (39,9 litri per mille) e più bassi in ortopedia (8,9 litri per mille)
Nell’evento formativo “Un viaggio nell’invisibile – guardare con gli occhi del paziente”, organizzato al Pascale grazie al supporto di Igoover srl (che ha sviluppato il progetto “Gulliver – Vedere l’invisibile”) e durato una settimana, il personale dell’Istituto oncologico napoletano si è focalizzato sulla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
Grazie a queste tecnologie che combinano realtà aumentata e realtà virtuale, secondo Stefania D’Auria, direttore medico di presidio del polo oncologico, è possibile rendere la formazione più coinvolgente ed efficace. A vantaggio della struttura, ma anche dei pazienti.
“Questo livello di immersione”, assicurato attraverso la realtà virtuale e quella aumentata, “fornisce un notevole supporto all’efficacia degli sforzi diagnostici e terapeutici”, ha commentato il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro. Convinto che tra le potenziali applicazioni di queste tecnologie ci siano anche “il monitoraggio continuo dei pazienti, la riduzione dei costi e la gestione delle patologie croniche”.
Realtà virtuale come uno sballo, elisir di creatività (e non solo)

