Andare oltre la paura, prendendosi cura di sè. Parliamo di tumore al seno, malattia che colpisce una donna su otto nel corso della vita. Nella stragrande maggioranza dei casi, la terapia comporta un intervento chirurgico più o meno demolitivo, dopo il quale è necessario un intervento ricostruttivo. E proprio di ricostruzione, fisica e psicologica, vogliamo parlare, insieme ai chirurgi plastici della Sicpre.
Oggi infatti si celebra il Bra Day, la giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria dopo un tumore al seno. Un momento importante, come ricordano dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica, che chiama a raccolta i soci di tutta Italia per accendere i riflettori su questo tema.
Una ferita dell’anima
“La ricostruzione immediata è fondamentale per la donna, per riappropriarsi di se stessa, ma anche per ricevere meglio le terapie e poter riprendere la propria vita lavorativa e sociale. È la fine di un percorso chirurgico e oggi vogliamo dire alle donne che possono tornare ad essere belle grazie a una possibilità che va sempre offerta, perché questa ferita dell’anima va curata”, sottolinea Marzia Salgarello, chirurgo plastico presso la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli, presidente della Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus e socia Sicpre, organizzatrice dell’edizione 2025 del Bra Day Sicpre, ospitata al Grand Hotel Plaza di Roma.
Un’edizione particolare, all’insegna di arte, scienza, cibo e salute. Complice la straordinaria mostra romana di un genio come Alphonse Mucha, pittore, scultore e pubblicitario, che ha esaltato per tutta la vita la bellezza femminile e può essere considerato il ‘padre’ di tanti giganti del fumetto.

Le iniziative tra salute, cibo e arte
La giornata prenderà il via alle 11 e si articolerà in due momenti. Il mattino è dedicato al cibo e le protagoniste saranno ‘talenti’ come Lara Gilmore, Cristina Bowerman e Chiara Maci.
Il pomeriggio avrà al centro invece l’arte e la bellezza della donna. Una sorta di viaggio alla scoperta della magia del corpo femminile, con l’aiuto di Francesca Villanti, curatrice della mostra “Alphonse Mucha Un trionfo di bellezza e seduzione”, in corso a Palazzo Bonaparte. Grazie alla generosità di Iole Siena, presidente Arthemisia, i partecipanti al Bra Day avranno la possibilità di visitare la mostra e immergersi nella soave magia dello ‘stile Mucha’.
Femminilità fra solitudine e incontro
Arte e cibo “sono espressioni di creatività e manualità, ma anche di accoglienza. Entrambi vivono una duplice dimensione: da un lato la solitudine, dall’altro la socialità, il tempo dell’incontro”, riflette Marinella Cozzolino, psicoterapeuta, ricordando il peso del “trauma subito, spesso più complesso nel ricordo. Il tumore al seno è un trauma familiare, che colpisce la donna nel fiore degli anni”. Ecco allora che per superarlo c’è bisogno di informazioni e soluzioni, ma anche di ascolto e bellezza.
Un’accoglienza calda, sapiente e ricca di creatività come quella rivolta in questa giornata alle donne che hanno affrontato o stanno affrontando un tumore e a quanti sono loro accanto, con o senza camice bianco.
L’impegno del ministero della Salute
Quello del Bra Day è “un appuntamento di grande valore che unisce scienza, arte e sensibilità sociale intorno a un tema che tocca la vita di moltissime donne: la possibilità di ritrovare la propria immagine e la propria forza dopo un tumore al seno – riflette il ministro della Salute Orazio Schillaci, in un messaggio inviato alla Sicpre – Con oltre 53.000 nuove diagnosi ogni anno, il carcinoma mammario è la neoplasia più frequente tra le donne. Oggi, grazie alla ricerca, alle terapie personalizzate e al lavoro delle Breast Unit, sono stati raggiunti risultati straordinari: nelle diagnosi precoci, i tassi di sopravvivenza superano il 90%”.
Ma la cura non è solo clinica. “È anche attenzione alla dimensione psicologica, alla dignità e all’identità femminile. In questo percorso, la ricostruzione mammaria, garantita dal Servizio Sanitario Nazionale, rappresenta una parte essenziale della terapia. Offrire a una donna la possibilità di un intervento immediato significa aiutarla a superare la malattia accompagnandola verso un ritorno più sereno alla vita quotidiana. Il ministero della Salute, insieme alle Regioni, sta lavorando per rendere la rete dei centri di senologia sempre più capillare, per ridurre le disparità territoriali e assicurare a tutte le pazienti pari opportunità di accesso e di trattamento”, dice Schillaci.
Tumore al seno: il frullatore psicologico
Perché con la chirurgia oncologica non finisce tutto. “Dopo il tempo trascorso in ospedale, ci si ritrova a casa con le proprie paure e tante domande che non riescono a trovare risposta. La ripresa è un momento davvero difficile, un frullatore psicologico in cui i chirurghi plastici hanno un ruolo fondamentale: fanno una cosa che la paziente porterà con sé per tutta la vita”, dice Salgarello.
Obiettivo possibile: vedersi come prima
“La ricostruzione mammaria è uno dei principali ambiti d’intervento della chirurgia plastica e ci sta particolarmente a cuore per il benessere che può dare alla donna. Vedersi ‘come prima’ è importante per ritornare alla vita di tutti i giorni nelle migliori condizioni psico-fisiche”, riflette Maurizio Ressa, presidente della Sicpre e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell’Istituto dei Tumori di Bari.
“Ogni anno, in occasione del Breast Reconstruction Awareness Day, la nostra Società organizza un evento rivolto al pubblico, che coinvolge i chirurghi plastici di tutta Italia. Il Bra Day Sicpre, quest’anno con il titolo ‘Con il seno di poi’, punta a raggiungere e informare le donne. Perché la ricostruzione mammaria è a carico del Ssn, ma non sempre le pazienti sono al corrente di questa possibilità, delle modalità in cui avviene e dei risultati che può dare”, puntualizza Ressa.
Risultati sempre migliori, rivendicano gli specialisti. “Oggi festeggiamo il fatto che la ricostruzione dopo un tumore al seno non è più un optional, ma il momento positivo di ricerca di un’armonia ritrovata”, evidenzia Franco Bassetto, presidente eletto Sicpre e direttore della Unità Operativa Complessa di Chirurgia plastica dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

“Non si può più parlare di chirurgia senologica senza ricostruzione: l’obiettivo è quello di offrire bellezza, rinascia e armonia alla donna”, chiarisce Gianluca Franceschini, responsabile dell’ Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Onco-Plastica del Policlinico Gemelli.
Ma ci sono ancora troppi non detti. Forse per questo “oggi solo il 50% delle donne sceglie di ricostruirsi. Nelle Breast Unit la percentuale di coloro che ricevono una ricostruzione immediata è notevolmente più alta. Ecco perché – insiste Liliana Barone Adesi, dirigente medico dell’U.O. di Chirurgia Plastica, Fondazione Policlinico Gemelli e vicepresidente Babc Italia Onlus – dobbiamo spingere le pazienti a rivolgersi, ove possibile, alle Breast Unit, poiché le possibilità di cura sono di gran lunga migliori”.
Perché rivolgersi a una Breast Unit
Unità a misura di donna, “formate da equipe altamente qualificate, di cui i chirurghi plastici sono parte integrante. Tutto è programmato in funzione del fatto che la ricostruzione sia la fine del percorso di cura. Attualmente esistono numerose tecniche ricostruttive, tra cui la posizione della protesi mammaria pre-pettorale, cioè davanti al muscolo, che è la più naturale. Ma non c’è uno standard – avverte Barone Adesi – Ogni donna ha la sua ricostruzione in base alle caratteristiche biologiche del tumore, alla tipologia della mastectomia e alle caratteristiche fisiche del corpo e del seno”.
“Questa giornata ci ricorda quanto sia prezioso sognare con ogni donna la ricostruzione giusta, ri-tessere la speranza, rispettare ogni corpo”, conclude Alba di Leone, presidente Komen Italia. Anche questo è prendersi cura: mostrare come grazie alla scienza, ma anche all’arte e alla bellezza, il sogno di tornare alla vita di prima può, anzi deve, diventare realtà.
Nella foto principale, da sinistra: Marinella Cozzolino, Marzia Salgarello, Liliana Barone Adesi e Giulia Macrì.

