Dopo l’operazione al seno per un tumore le donne non si guardano, a un anno dall’intervento spesso non si toccano, idem durante radio o chemio. E il 50% considera il seno un ‘nemico’. Una percentuale che, a distanza di 5 anni dall’operazione, cala ma non si azzera del tutto.
Lasciano di stucco le reazioni delle donne dopo una mastectomia e una ricostruzione mammaria (o una quadrantectomia conservativa), raccolte dalle oltre 100 specialiste delle principali Breast unit italiane che aderiscono al gruppo Donna X Donna, diffuse in occasione del Bra Day, giornata per la consapevolezza sulla ricostruzione post-chirurgia oncologica.
Ma come mai il seno diventa un nemico? “L’intervento di mastectomia è una prova da carico pesante per tutto l’equilibrio emotivo e sensuale della donna, per molte ragioni”, spiega Alessandra Graziottin, ginecologa, oncologa, sessuologa e psicoterapeuta, nel comitato promotore Donna x Donna.
Tumore al seno, costi e ostacoli alla ricostruzione post intervento
“Oltre il dolore fisico esiste il dolore emotivo dai molti volti, cui oggi finalmente si dedica una nuova attenzione. Se al dolore fisico, dovuto a cause neuromuscolari, muscolo scheletriche e linfovascolari si associano terapie consolidate, quello emotivo ha cause e conseguenze altrettanto rilevanti, finora meno considerate. Tra queste, domina il dolore da assenza di sensazioni tattili e sensuali: perché la donna non sente più il tatto e il contatto, perché il seno è percepito ‘freddo e sensualmente muto’”, dice Graziottin.
Questo dolore “è intimo e profondo, fatto di silenzio dei sensi, di nostalgia, di ricordi. Una perdita ancora più pesante quanto più il seno era prima un organo erotico di grande sensualità e piacere per la donna e per la coppia. Da qui – continua la specialista – subentrano rabbia, oppure odio, per quel seno che ha tradito”. E che non si lascia più nemmeno toccare al partner.
La riabilitazione
Come liberarsi da questo vero e proprio blocco? “La riabilitazione tattile e sensuale, da fare a casa, va consigliata a tutte già dalla dimissione dopo l’intervento, per facilitare il recupero della sensibilità, per pacificarsi. E per perdonare, anche, quel seno ‘traditore’ e riabitarlo con cura”, suggerisce Graziottin.
La riabilitazione tattile e sensuale dopo mastectomia esiste, anche se non è nota. Deve essere professionale e tempestiva, in parallelo a quella effettuata da fisioterapisti competenti per il dolore fisico e le complicanze associate.
Come spiega Marzia Salgarello, chirurgo plastico della Fondazione Policlinico Gemelli, organizzatrice del gruppo Donna X Donna, presidente del Bra-Day 2025 e dell’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, “il tocco e i massaggi riducono il dolore e i brutti pensieri. Inoltre aiutano il recupero neuro-sensoriale dopo la malattia, facilitando la ripresa della confidenza col proprio seno e col proprio corpo dopo le terapie e la chirurgia”.
Il progetto di Donna X Donna per le donne operate al seno
Il gruppo Donna X Donna (www.donnaxdonna.it) lancia un progetto di riabilitazione neuro-sensoriale post mastectomia e ricostruzione mammaria. Prima fase: inquadrare il fenomeno e indicare le linee guida per medici e pazienti.
“Vogliamo aiutare le pazienti a integrare il seno ricostruito nella propria immagine corporea, cosa che sembra semplice ma richiede un percorso fisico ed emotivo delicato e complesso soprattutto per alcune pazienti che lo dimostrano, ad esempio, nel comportamento di non toccare e non lavare il seno ricostruito”, continua Salgarello.
Una strategia progressiva
“Con il supporto e le indicazioni del proprio medico – aggiunge Salgarello – si possono avviare una progressione di stimoli tattili. Senza forzare, da avviare secondo i tempi indicati dagli specialisti, si possono effettuare tocchi graduali anche utilizzando materiali a diversa texture, come cotone, seta, oppure una spugna o un pennello morbido da trucco. Successivamente si possono effettuare pressioni più profonde. Seguono i cosiddetti ‘esercizi di localizzazione’ con cui la paziente, toccata ad occhi chiusi, deve identificare la sede dello stimolo tattile, indicando anche il materiale usato, la sua forma, la pressione e il calore del materiale”. Un percorso graduale per tornare a riappropriarsi di una parte di sè.


