Preziosa e delicata: la cartilagine protegge le nostre articolazioni, ma può danneggiarsi con l’avanzare dell’età e in caso di sollecitazioni ripetute, come sanno bene molti sportivi. ll problema è che rigenerarla è molto difficile.
Ebbene, ora dalla ricerca italiana arriva una terapia innovativa che, grazie a biomateriali intelligenti, cellule staminali e ultrasuoni, riduce i livelli infiammatori dell’articolazione e rigenera il tessuto cartilagineo. Aprendo così la strada a una risposta contro l’osteoartosi (o artrosi, dal greco ‘processo degenerativo delle articolazioni’) e dando nuova speranza a tante persone.

Che cos’è l’osteoartrosi
L’osteoartrosi è infatti la causa più frequente di dolori alle articolazioni e colpisce milioni di persone nel mondo: ne soffrono circa il 10% degli adulti e il 50% degli over 50. Ma anche molti sportivi.
L’osteoartrosi attacca le articolazioni come anca, ginocchio, spalla, ‘mangiando’ la cartilagine, che diventa un colabrodo. Quando le articolazioni funzionano male, la capacità di eseguire movimenti è compromessa e arrivano i dolori.
Come si legge su ‘Biomaterials’, ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, in collaborazione con centri di ricerca e aziende europee, hanno sviluppato un trattamento terapeutico all’avanguardia che combina biomateriali intelligenti e cellule staminali, riducendo i livelli infiammatori dell’articolazione e – soprattutto – rigenerando la cartilagine.
Cartilagine rigenerata con gli ultrasuoni, speranze contro l’osteoartrosi/VIDEO
Il progetto Admaiora per la salute del ginocchio
Il lavoro è frutto del progetto europeo Admaiora, coordinato da Leonardo Ricotti, professore di Bioingegneria della Scuola Sant’Anna, di cui i lettori di Fortune Italia hanno già sentito parlare.

Dopo i risultati incoraggianti ottenuti in vitro un anno fa su cellule umane, i ricercatori hanno dimostrato in modelli preclinici che un biomateriale iniettabile caricato con staminali e nanomateriali intelligenti, unito a una stimolazione a ultrasuoni, favorisce la rigenerazione del tessuto artrosico danneggiato e il miglioramento complessivo della salute dell’articolazione del ginocchio.
Le prospettive (e la sfida)
Ricotti non nasconde il suo entusiasmo. “I risultati ottenuti in questo studio hanno confermato l’efficacia di questo paradigma terapeutico, e aprono speranze per la futura cura dei pazienti con osteoartrosi. Allo stesso tempo – sottolinea lo scienziato – serviranno ancora anni di studi e nuovi finanziamenti prima che queste scoperte possano tradursi in terapie concrete per i pazienti” con lesioni alla cartilagine.
Il fatto è che la ricerca ha bisogno di ‘benzina’ per correre, come ricorda Gina Lisignoli, ricercatrice dell’Istituto Ortopedico Rizzoli: “Ci stiamo attivando per individuare altri fondi. Lo studio condotto ha dimostrato l’efficacia e le incredibili potenzialità di questo trattamento combinato. Il prossimo passo sarebbe la pianificazione di un trial, cioè uno studio clinico con i pazienti”.
La vera sfida, infatti, è trasformare questi risultati scientifici in soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita delle persone. E di farlo il prima possibile.


