Passa per la biochimica e il Dna la corsa alla longevità in salute. Ma anche attraverso un aspetto che Immaculata De Vivo, biologa molecolare di Harvard, definisce “lo stile di vita, considerato però in modo ampio: non solo cibo e movimento, ma anche socialità. Perché ormai abbiamo compreso che le emozioni positive sono importantissime”.
Come sottolinea De Vivo, “la felicità ha un impatto a livello biologico sui telomeri“, (i ‘cappucci’ che proteggono le estremità dei cromosomi durante la replicazione cellulare, la cui lunghezza è ritenuta un biomarcatore dell’invecchiamento, ndr).
Dopo la tavola rotonda ‘Longevità 2.0: tra miti dell’anti-aging e realtà scientifica’ a Welfair, organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by Experience, la scienziata di origini italiane che ha studiato a lungo i telomeri e i biomarcatori di invecchiamento e longevità, analizza con la stampa italiana l’impatto delle “emozioni positive: una grandissima medicina, che oltretutto è anche gratis, perché funziona agendo sul meccanismo dello stress”. Una strategia forse però un po’ sottovalutata.

Se lo stress innesca l’invecchiamento
De Vivo, che insieme a Daniel Lumera ha scritto ‘Biologia della gentilezza’ (Mondadori, 2020), accende i riflettori sul potere delle emozioni positive. “Sono conosciuta per i miei studi sui telomeri come biomarcatori e sul processo di invecchiamento. Posso dire che in effetti i telomeri sono un biomarcatore molto robusto e obiettivo; però nel corso del tempo” sono stati scoperti “tantissimi biomarcatori che, se presi insieme, sono migliori per prevedere l’invecchiamento e le malattie croniche. L’elemento base è lo stile di vita in senso ampio. Oggi sappiamo che le emozioni positive agiscono sullo stress”.
La sinfonia della longevità
In che modo questi fattori influenzano la longevità? La chiave alla fine “è sempre il danno al sistema immunitario: l’invecchiamento arriva così”, assicura De Vivo.
Come fare allora per proteggere o sostenere il nostro sistema immunitario e renderlo più “vivace”? “Soprattutto occorre utilizzare il potere delle emozioni positive”, risponde la studiosa con un sorriso. Non è un caso, nota, che le persone sempre tristi e sotto pressione si ammalano spesso. Ecco allora che gli elementi chiave, dalla dieta al movimento passando per le emozioni positive, “funzionano come una bella sinfonia” per la longevità, spiega la scienziata.

Il potere della leggerezza
Insomma, “la felicità allunga la vita, perché riduce lo stress. Voglio ricordare una cosa che mi ha detto mia zia Raffaella Esposito, che ha 94 anni e vive fuori Milano, quando le ho chiesto come fa ad avere tanta energia alla sua età: ‘Nipote mia, Imma, leggerezza’. Questa è una parola che mi ha colpito tanto e con la quale spesso finisco le mie lezioni: leggerezza”.
L’invito della scienziata è quello di coltivarla: “Un po’ di stress fa bene, perché attiva il sistema immunitario, ma quando è troppo fa malissimo. Ecco, io consiglio un po’ di leggerezza”.
Ricapitolando, le emozioni positive agiscono “a livello biologico sui telomeri. Ma sono tanti i comportamenti sociali che hanno un ruolo importante: l’ottimismo, la positività hanno effetti misurabili attraverso biomarcatori come i telomeri ma anche la metilazione. Insomma, sappiamo che queste emozioni positive influenzano direttamente il Dna molecolare. E ormai esistono tanti test che analizzano questo effetto”, continua De Vivo.
Rispondendo infine a Fortune Italia, che le chiedeva un suggerimento pratico per i lettori, De Vivo risponde con una parola: “Gentilezza. Si tratta di un comportamento molto efficace ed è anche gratis: tutti possiamo praticarla”. Insomma, se la felicità può allungarci la vita, la gentilezza è una “medicina efficace” per noi e per gli altri.


