A volte la tosse ha un’origine misteriosa: non è colpa di uno dei tanti virus respiratori di stagione, ma del reflusso. A spiegarlo a Fortune Italia è Nicola Quaranta, direttore dell’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari e presidente della Siaf, Società italiana di audiologia e foniatria, che ne ha parlato a margine del recente Congresso nazionale a Bari.
Nel mirino dello specialista c’è il reflusso faringo laringeo: “Una particolare forma – spiega Quaranta – che non si manifesta con il classico bruciore di stomaco, ma piuttosto con una tossa secca e una sensazione di corpo estraneo in gola, frequente necessità di schiarirsi la gola, eccesso di muco e mal di gola persistente”. Fare finta di niente non è la scelta giusta, come vedremo.
Ma che cos’è il reflusso faringo laringeo? In questo caso i succhi gastrici o biliari dallo stomaco risalgono attraverso l’esofago arrivando alla faringe e alla laringe, danneggiando le mucose che si infiammano.
La sfida: diagnosi e trattamento
“La priorità è una diagnosi corretta, abbinata a un trattamento adeguato, che a volte non corrisponde a quello del più noto reflusso gastroesofageo”, continua Quaranta.
Come nasce il problema? “Ci sono varie origini: o il reflusso acido o quello basico. Bisogna valutare l’origine della patologia e poi passare al trattamento, che al primo punto prevede una dieta ad hoc”. In questi casi è consigliata un’alimentazione a basso contenuto di grassi, riducendo formaggi, fritti e carni rosse.
“Occorre poi ridurre per quanto possibile lo stress e infine iniziare una terapia farmacologica adeguata”. Il messaggio dello specialista è chiaro: “Quando c’è una tosse secca accompagnata da questi sintomi è bene non sottovalutarla, ma rivolgersi per tempo a un otorino o a un foniatra che, attraverso un esame specifico – la laringoscopia – riusciranno ad identificare i segni di questa patologia”. E a suggerire la strategia giusta per ‘spegnere’ la tosse.

