Rna per la medicina di precisione, alla scoperta di Evis Bioscience AG

Evis Bioscienze

Divenuto celebre per i vaccini anti-Covid, l’Rna è una macromolecola essenziale per la vita, protagonista di molte ricerche in medicina di precisione. Mentre la scienza va avanti, però, una delle sfide è quella di veicolare le terapie a base di Rna esattamente là dove servono. La soluzione proposta da una giovane startup svizzera dal ‘cervello’ italiano – Evis Bioscience AG – è quella di sfruttare al meglio un vettore naturale: le vescicole extracellulari.

Fondata nel giugno 2024 da tre ricercatori italiani e ‘figlia’ del Politecnico federale svizzero ETH di Zurigo, la startup ha infatti sviluppato un sistema innovativo per veicolare l’Rna in specifici tessuti del corpo per il trattamento di una vasta gamma di patologie, come ci ha spiegato Elita Montanari, Co-founder & Cto di Evis Bioscience, oggi professoressa associata all’Università Roma Tre. Ma partiamo dall’inizio.

Facciamo un passo indietro: come è nata Evis Bioscience?

Sono arrivata in Svizzera, all’ETH, nel 2020. L’idea è nata in piena pandemia: stavamo cercando un modo per ‘intrappolare’ Rna all’interno di vescicole extracellulari, un potenziale veicolo alternativo alle nanoparticelle lipidiche e ai vettori virali (soluzioni finora utilizzate ma che hanno diversi ‘punti deboli’, ndr). Inserire l’Rna all’interno delle vescicole senza distruggerle era veramente una grande sfida. All’ETH era in corso un progetto di questo tipo portato avanti da un dottorando del gruppo di ricerca del professor Jean Christophe Leroux, abbiamo avuto un’idea e questa idea ha funzionato.

È nata così la tecnologia, brevettata poi dall’ETH, cuore della startup…

Sì, la tecnologia era molto promettente e l’ETH dà tantissime possibilità per poter fare spin-off. Così ho deciso di prendere in licenza il brevetto e di creare questo spin-off nel giugno 2024. Un progetto supportato dagli altri due co-founder della startup: Tommaso Caselli (Director) e Gianfranco Antonio Vento (Cfo).

Quali sono i vantaggi delle vescicole per veicolare questo prezioso ‘carico’?

Iniziamo col dire che c’era un urgente bisogno di trovare una tecnologia che funzionasse davvero. Ebbene la vescicola extracellulare, al contrario di altri vettori sul mercato, può promuovere un bersaglio molecolare, quindi un targeting a specifici organi da trattate.

Lei mi parlava di un altro vantaggio di questa tecnologia: la sicurezza…

I veicoli che stiamo sviluppando derivano direttamente dal nostro organismo e questo riduce la tossicità, associata invece ad altri sistemi di trasporto.

Quali sono le patologie per le quali questo approccio potrà fare la differenza? Penso all’oncologia…

In realtà tutte: le vescicole sono dei carrier prodotti dal nostro organismo proprio per veicolare materiale genetico in modo preciso. Capendo a monte qual è la vescicola ideale per arrivare ad esempio al cervello, basterebbe prelevarla e, con la nostra tecnologia, ‘caricarla’ di Rna terapeutico. Quindi potenzialmente questo approccio può essere usato per qualsiasi organo.

Sicuramente i due fronti su cui avremo una maggiore competizione con le nanoparticelle lipidiche (non tanto con i vettori virali, perché hanno tantissimi effetti collaterali) sono da una parte i vaccini, dall’altra le patologie epatiche. Questo perché le nanoparticelle lipidiche, non avendo un bersaglio molecolare, possono rilasciare il ‘cargo’ in loco, oppure si accumulano tutte nel fegato.

Evis Bioscience è giovane, ma vuole crescere. Che dimensioni avete oggi e quali saranno le prossime tappe del vostro sviluppo?

Adesso siamo in 4 a lavorare a tempo pieno per Evis, e abbiamo un panel di esperti e di advisor. Per il prossimo anno abbiamo messo a budget l’ingresso di altri due ricercatori, un tecnico e un Ceo, che arriverà entro il primo trimestre del 2026.

Avete una tecnologia molto interessante, siete stati già contattati da Big del pharma? 

Siamo stati contattati da Lonza e siamo in trattativa per una potenziale cooperazione con Hansa BioMed, ma vorremmo consolidare alcuni elementi prima di avviare le partnership. Al momento siamo in cerca di investitori per la campagna di Capital Cell (piattaforma spagnola leader a livello mondiale per investimenti nel settore biotech. In questo caso l’obiettivo finale è di arrivare a 1,2 mln di franchi, ndr), mentre non abbiamo intenzione di fare un altro aumento di capitale almeno entro la fine del 2027.

La nostra è una tecnologia estremamente versatile e i nostri tre business model dovrebbero portare continue revenue alla startup. L’idea è quella di autofinanziarci con le licenze per utilizzare la nostra tecnologia e con la vendita di kit chimici a università e centri di ricerca (mentre le licenze saranno rivolte per lo più alle industrie farmaceutiche). Inoltre offriremo un servizio di supporto ai laboratori di ricerca e, infine, troveremo fondi non diluitivi attraverso finanziamenti pubblici svizzeri ed europei. Insomma, in parte puntiamo a sostenerci da soli.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.