Le aziende investono miliardi in intelligenza artificiale, digitalizzazione e innovazione. Eppure, il vero vantaggio competitivo continua a essere umano. Mentre tecnologie e modelli organizzativi cambiano con una velocità senza precedenti, ciò che determina la capacità di un’impresa di evolvere resta la qualità delle persone, delle relazioni e della cultura aziendale. È qui che il “benessere”smette di essere un tema “soft” e diventa una questione (strategica) fondamentale. Come si costruisce un’organizzazione capace di far crescere le persone insieme al business? Lo abbiamo chiesto a Manuela Vacca Maggiolini, Direttore HR di AbbVie Italia.

Quali sono oggi le principali sfide che le aziende sono chiamate ad affrontare?
Oggi nelle aziende la sfida più grande è la gestione della complessità e la capacità di saper guidare i grandi cambiamenti di un mondo in continua evoluzione. Tecnologie, competenze, idee, geografie, generazioni, modelli operativi ed organizzativi, decisioni, strategie cambiano forma mentre li osserviamo. Tutto cambia velocemente ed in continuazione e quello che resta sono le persone, la cultura, i valorie le relazioni umane. Le aziende oggi hanno una responsabilità nuova e cioè non limitarsi ad accompagnare il cambiamento, ma contribuire a dargli un significato ed una direzione, aiutare le persone a capirne il senso e le motivazioni profonde. Ogni persona deve imparare a non subire i cambiamenti, ma a comprenderli ed a guidarli con responsabilità e pensiero critico, ognuno, ad ogni livello organizzativo.
È proprio per questo che chi guida le aziende deve prendersi cura delle persone, che ne restano ilpatrimonio più prezioso, duraturo e sorprendente. In un mondo sempre più tecnologico ed omologato, sono infatti le persone a fare la differenza. Sono loro che vivono di curiosità coltivata ogni giorno, di velocita intelligente, di competenze che devono continuare ad apprendere, di una riflessione quotidiana sul significato di parole qualisuccesso, etica, limiti, il fare, ma soprattutto l’essere e non gli algoritmi.
In AbbVie affermate che il benessere delle persone è una leva strategica di business. Cosa significa concretamente?
La parola benessere, oggi molto diffusa nelle organizzazioni, deriva dal latino bene (in modo buono) ed essere (dal verbo esse = esistere). Letteralmente significa stare bene.
Il concetto affonda le sue radici nell’antica Grecia da eu = bene e daimon = spirito/ anima, intesa ai tempi come la piena realizzazione delle potenzialità dell’essere umano. Il concetto racchiude un’idea di equilibrio ed armonia complessiva, che riguarda diversi ambiti e sfere della vita. Quindi la prima decisione che abbiamo dovuto prendere è stata quella di considerare ‘il voler far stare bene le nostre persone’, aiutarle a raggiungere il pieno delle loro potenzialità, invitarle ad un dialogo aperto e trasparente, come una priorità ed una leva strategica reale assoluta.
Una seconda riflessione, ci ha portato ad un cambio radicale di prospettiva e approccio, comprendendo che non esiste un individuo in bilico tra la vita privata e quella lavorativa, ma che tutti gli aspetti della persona sono connessi ed imprescindibili e vanno visti ed affrontati insieme.
La vita è unica ed una soddisfazione lavorativa, la flessibilità nella modalità di impostare il lavoro ed il benessere integrato, portano inevitabilmente un miglioramento nell’ambito della vita ‘personale’, che a sua volta se soddisfacente, tornerà ad impattare positivamente le performance aziendali.
È la persona soddisfatta e motivata che porta le grandi idee, i grandi contributi, i grandi risultati e che motiverà gli altri in tal senso come un amplificatore di valore.
E come si traduce concretamente nelle iniziative aziendali?
Siamo un’azienda che produce salute e non possiamo non prenderci cura – in primis – della salute dei nostri dipendenti, con check up, visite mediche gratuite, un nutrizionista, piani per una corretta alimentazione e stile di vita sano. Abbiamo una palestra aziendale, un fisioterapista, l’osteopata e tanto altro. Il Programma Prevenzione, Salute e Sport promuove la cultura della prevenzione della salute e rappresenta un importante mezzo per prendersi cura di sé stessi, anticipare malattie, individuare potenziali fattori di rischio.
Tutti i dipendenti possono accedere gratuitamente ai servizi di check-up presso i poliambulatori all’interno delle sedi di Roma e Campoverde. A giugno le nostre persone hanno partecipato ad Abbvie In Motion (AIM), la competizione sportivache ha coinvolto tutti i dipendenti nel mondo. Ricordo come durante il Covid, in collaborazione con le istituzioni ed il territorio, abbiamo aperto un Polo Vaccinale presso il nostro Stabilimento produttivo di Campoverde, offrendo vaccinazioni a tutti nostri dipendenti ed anche alla comunità locale.
Oggi si parla molto di salute mentale sul lavoro. Come affrontate questo tema in modo concreto all’interno dell’organizzazione?

AbbVie è molto attenta alle tematiche di salute mentale ed ormai da tempo, mette in campo azioni e strumenti tangibili. Maggio è stato il mese dedicato alla salute mentale. Quest’anno abbiamo organizzato delle sessioni moderate da psicologi/psicoterapeuti sulle diverse tematiche di benessere mentale, fisico, il benessere dei genitori e dei bambini e l’effetto dei social media sui giovani e gli adolescenti. In occasione del World Mental Health Day che ricorre ogni anno il 10 ottobre, AbbVie ha organizzato dei workshop, guidati da un professionista, sui temi relativi all’equilibrio nella vita quotidiana, alla gestione dello stress e del tempo.
L’EAP (Employee Assistance Program) è il programma di assistenza, consulenza e supporto psicologico per aiutare le persone a bilanciare lavoro ed esigenze personali. È totalmente gratuito, confidenziale e pensato per il dipendente e i suoi familiari. I temi vanno dalla genitorialità, all’acquisto di una casa, allo sviluppo professionale e tanto altro ancora.
Potremmo poi parlare di benessere professionale ed organizzativo, mediante piani di sviluppo individuale, formazione continua e opportunità di mobilità nazionale ed internazionale e tramite percorsi di leadership oltre a survey periodiche sul clima interno e strumenti di ascolto strutturati. Potremmo parlare di benessere finanziario, tramite la formazione offerta per approfondire tematiche relative ai mercati, al mondo azionario e ad una corretta gestione dei propri investimenti.
E certi che il poter contribuire attivamente ad aiutare gli altri ed il supporto alla comunità generino orgoglio e senso di appartenenza, molte sono le iniziative legate al sociale ed alle famiglie.
Cito tra le tante la Week of Possibilities, una settimana interamente dedicata al volontariato, il Career Lab, un laboratorio esperienziale che con il mio team realizziamo ogni anno per offrire orientamento per l’ingresso al mondo del lavoro per i figli dei nostri dipendenti, così come il Kids Campus, uno Spazio Gioco, in cui nelle settimane di chiusura della scuola, grazie al supporto di educatori, formatori e ludotecari, offriamo ai figli dei dipendenti momenti di svago, socializzazione ed incontro presso i nostri uffici, o in spazi limitrofi. È ragionando in questo modo che il benessere diventa un elemento chiave della cultura e della strategia aziendale e non più un semplice benefit.
Un’organizzazione che si prende cura delle persone attrae talenti, costruisce un ambiente più stabile e migliora la qualità delle decisioni, del lavoro e della leadership in quanto le aziende sono un ecosistema di persone ed il benessere è una condizione abilitante affinché le strategie aziendali diventino realtà.
Avete superato il concetto di postazione fissa. Quali vantaggi avete osservato in termini di collaborazione e produttività e quanto incide oggi il design degli spazi su coinvolgimento, creatività e senso di appartenenza?
Negli ultimi anni, con il lavoro da remoto, è emersa chiara la necessità di far ritrovare e riconnettere le persone. Le persone non si incontravano più se non che tramite uno schermo. Abbiamo quindi deciso di ristrutturare completamente i nostri uffici di Roma e siamo intervenuti nel polo produttivo di Campoverde per creare spazi aperti, luoghi di condivisione, aree di incontro, di dialogo e di collaborazione e non solo aree di lavoro.
I vantaggi principali in termini di collaborazione e produttività sono legati soprattutto alla facilità di interazione tra le persone: spazi più aperti e flessibili favoriscono lo scambio rapido di informazioni, la condivisione di idee e un lavoro più trasversale tra gruppi diversi.
Allo stesso tempo, un buon design degli spazi può incidere su coinvolgimento, creatività e senso di appartenenza, perché un ambiente pensato bene, comunica attenzione verso le persone, rende più semplice sentirsi parte di una comunità e può stimolare comportamenti più partecipativi e creativi.
Ma per rispondere alla sua domanda, non credo che ‘creare spazi’ sia sufficiente per spingere le persone a lavorare di più insieme, a parlarsi e confrontarsi ed a conoscersi meglio.
È sicuramente importante cambiare ‘il contenitore’, ma è anche necessario aiutare le persone a cambiare abitudini. È necessaria una solida cultura aziendale, così come c’è bisogno di unaleadership collettiva e distribuita, un ‘sistema vivo’ dove ognuno possa contribuire con il proprio pensiero, in maniera determinante, per sé e per gli altri.
Come si costruisce un ambiente realmente inclusivo in un’organizzazione composta da generazioni, competenze ed esperienze diverse?
Personalmente ritengo che si parli tanto di inclusività, ma che il vero tema oggi sia soprattuttol’integrazione e cioè il come far sentire le persone parte di qualcosa di grande e importante.
Inutile mettere tutti per ore in una stanza in riunione se non si spiega loro ’il perché’ sono lì, qual è l’obiettivo ed il senso e la responsabilità di ognuno. Le persone vanno aiutate a ragionare sul senso e sul perché, solo allora si sentiranno libere e fiere di portare il loro reale contributo.
Ed in AbbVie sappiamo che per poter perseguire i nostri obiettivi aziendali tutte le voci devono essere ascoltate e valorizzate e che la diversità è la chiave per trovare soluzioni innovative per i pazienti e fornire risultati di business e di valore, necessari per contribuire al successo dell’azienda.
