Un dolore intenso, lo stop dell’attività respiratoria spontanea, l’accasciarsi al suolo: è accaduto, nelle prime ore del turno lavorativo, a un portalettere nel centro logistico delle Poste Italiane di Modena. A segnalare l’episodio è l’Anmil; pare che sul posto non fosse disponibile un defibrillatore. Uno strumento prezioso, che può fare la differenza tra la vita e la morte, come ricorda a Fortune Italia il presidente della Societa’ Italiana Sistema 118 Mario Balzanelli, che sta sperimentando una soluzione soccorso dal cielo, con droni dotati di defibrillatori.
Proprio un defibrillatore sarà donato domani a Papa Leone XIV, durante l’Udienza Giubilare in Piazza San Pietro, da Fabio Costantino, cardiologo e fondatore di CardioSecurity Italia.
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Il messaggio della Sis 118
Quella di Modena “è una storia che si ripete, da decenni, in tutto il Paese e che colpisce 164 italiani al giorno, 8 all’ora, almeno 60.0000 all’anno. Una storia che deve far riflettere, perchè può riguardare, prima o poi, ciascuno di noi”, dice Balzanelli. Fin dalla fine degli anni ’90 la Sis 118 lavora per la realizzazione del progetto globale di cardioprotezione della comunità nazionale battezzato ‘Italia Cardioprotetta’.
Ma c’è ancora molto da fare. “È indispensabile assicurare in tempi brevi, in conformità alle raccomandazioni e alle evidenze fornite dalla letteratura scientifica internazionale, la creazione di un “Sistema di Cura” globale dedicato all’arresto cardiaco improvviso. Un sistema che preveda, a partire dagli anni della formazione scolastica, il trasferimento delle conoscenze e delle competenze finalizzate al riconoscimento dell’arresto cardiaco, all’esecuzione immediata della rianimazione cardiopolmonare con la tecnica delle compressioni toraciche, nonché alla defibrillazione precoce”, dice il numero uno di Sis 118.
Le manovre rianimatorie, se messe in pratica nei primi 3 – 5 minuti dall’insorgenza dell’evento, “possono fare in oltre il 30% dei casi la differenza tra la vita e la morte.
È assurdo, inaccettabile che ancora oggi in Italia non sia obbligatoria, in tutti gli ambienti di lavoro, la presenza di un defibrillatore e di personale in grado di utilizzarlo con tempestività ed appropriatezza”, sottolinea Balzanelli.
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Defibrillatore in piazza San Pietro
Bisogna fare di più e tenere alta l’attenzione sul tema. Ecco allora che un defibrillatore verrà donato a Papa Leone XIV, come segno di speranza e di impegno nella tutela della vita, spiegano dal canto loro i promotori di CardioSecurity. Iniziativa che punta a promuovere la diffusione di questi dispositivi e dei percorsi di formazione alle manovre salvavita nelle parrocchie, nelle scuole, nelle aziende e in ogni luogo.
All’incontro con il Santo Padre in Piazza San Pietro saranno presenti gli organizzatori del progetto: Giuseppe De Summa, Andrea Panfietti, Arianna Fanuli, Massimiliano Sisto e Claudia Conte, giornalista, attivista sociale e testimonial del progetto.
Nel pomeriggio poi, presso l’Auditorium “Giovanni Paolo II” della Pontificia Università Urbaniana, si terrà il convegno ‘Custodire la vita, servire la missione: la responsabilità pastorale nella tutela della salute e del prossimo’, un grande momento di confronto tra realtà religiose, istituzionali, associative, imprenditoriali, scientifiche, della società civile e militare.
“Il progetto CardioSecurity propone una formazione integrale che unisce preparazione tecnica e visione cristiana della carità, rendendo Cardio-Sicuri (CardioProtetti + CardioFormati) anche gli ambienti ecclesiali e missionari”, si legge in una nota. Per la sicurezza di tutti.


