Anemia: Opocrin alla conquista degli Stati Uniti

Opocrin federico Saetti

Un gioiellino del pharma italiano alla conquista degli Stati Uniti. Opocrin, azienda modenese fondata nel 1964 dal professor Pietro Bianchini e oggi leader nella produzione di principi attivi farmaceutici sotto la guida della famiglia Saetti-Bianchini, ha ottenuto l’autorizzazione dalla Food and Drug Administration (Fda) per la commercializzazione di un farmaco usato per il trattamento delle forme più gravi di anemia: il principio attivo equivalente ferro saccarato.

Lo storico ‘disco verde’, annunciato nelle scorse ore, segna l’ingresso ufficiale di Opocrin Group nel mercato farmaceutico a stelle e strisce, un traguardo raggiunto insieme all’azienda greca Rafarm in qualità di cosviluppatore.

Opocrin, leader nella produzione di eparine e loro derivati, amplia così la propria offerta, rafforzando l’approvvigionamento statunitense di questa molecola in formulazione iniettabile e rendendo economicamente più accessibile una terapia necessaria per milioni di pazienti.

I numeri dell’anemia da carenza di ferro

L’anemia da carenza di ferro colpisce circa 5 milioni di pazienti negli Usa, ma quasi 19 milioni sono ad alto rischio di contrarre questa patologia per via della malattia renale cronica. “Entrare nel mercato americano, peraltro con un prodotto che per talune patologie è un salvavita, definisce bene ciò che il Gruppo Opocrin è diventato – ha commentato Federico Saetti, Amministratore Delegato di Opocrin Group (nella foto) – Mettiamo al centro il paziente, consentendo ad una platea più ampia di avere accesso a terapie essenziali, con farmaci complessi, in contesti normativi con standard elevatissimi. Continuiamo inoltre il percorso evolutivo iniziato nel 2021, trasformandoci da azienda di principi attivi ad azienda farmaceutica internazionale, avendo come priorità fondamentale la salute e il benessere dei nostri pazienti”.

Attualmente l’azienda dispone di quattro stabilimenti di produzione, 450 dipendenti e un fatturato 2025 di 150 milioni di euro, con prospettive di crescita per il 2026.

D’altra parte il settore dei principi attivi farmaceutici riveste un ruolo strategico per l’Italia, che vanta oltre 70 imprese produttrici e dà lavoro a circa 12.000 persone. Considerando l’esportazione, oltre l’85% della produzione API è destinata a più di 90 Paesi, per un giro d’affari di circa 4,5 miliardi di euro.

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