Diabete: tra sensori e obesità, alla scoperta delle nuove linee guida Usa

diabete Buzzetti

La tecnologia sta plasmando diagnostica, monitoraggio e terapia del diabete. Patologia su cui sta impattando anche l’ondata di nuovi farmaci per perdere peso. A segnalarlo è l’American Diabetes Association (ADA), che ha prodotto la revisione delle sue linee guida sulla gestione del diabete per il 2026.

“Nell’aggiornamento viene data grande enfasi al monitoraggio continuo della glicemia mediante gluco-sensori fin dall’esordio della malattia e per tutto il suo decorso. E non solo, come si è fatto finora, per chi è in terapia con insulinica o è ad elevato rischio di rischio di ipoglicemia”, spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid), analizzando le novità. Importanti anche nel nostro Paese, dal momento che poco meno del 5% degli italiani ha avuto una diagnosi di diabete nell’ultimo biennio secondo l’Istituto superiore di sanità, che stima in quasi 4 milioni i pazienti nel nostro Paese, in progressivo aumento.

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Sensori per il monitoraggio continuo del glucosio

L’uso dei sensori per la glicemia “viene raccomandato anche nelle persone con diabete di tipo 1 presintomatico, per monitorare la progressione di malattia. Tutto questo nasce dagli studi che hanno dimostrato come l’impiego sia associato ad un miglior controllo della glicemia (con risultati a volte sovrapponibili a quelli di un vero e proprio farmaco), sia in chi è in trattamento insulinico, che con altri farmaci anti-diabete”, commenta Buzzetti. “Anche l’ultima revisione degli standard di cura italiani Sid Amd (Associazione Medici Diabetologi) suggerisce di estendere l’impego di questi sistemi di monitoraggio della glicemia”.

Via libera inoltre alla gestione ‘tech’ del diabete attraverso programmi di prevenzione ‘digitali’, erogati via cellulare, sul web o in modalità ‘telemedicina.’

Glicemia e tumore

Le nuove linee guida invitano a fare maggior attenzione alla glicemia durante le terapie oncologiche. Una new entry nelle nuove raccomandazioni americane riguarda le persone non affette da diabete, ma in terapia con alcuni farmaci oncologici potenzialmente diabetogeni. “Questi pazienti dovrebbero essere avvertiti del rischio di iperglicemia e invitati a fare controlli della glicemia, soprattutto all’inizio del trattamento. Alcuni di questi farmaci oncologici, agendo sul sistema immunitario, possono provocare forme di diabete simili al tipo 1”, avverte la professoressa. La revisione delle linee guida invita a considerare l’uso della metformina come farmaco di prima scelta (ma si può arrivare fino all’insulina) nei soggetti ad alto rischio di iperglicemia, mentre nei diabetici si consiglia di potenziare i trattamenti già in atto.

Diabete e obesità

L’obesità è un importante fattore di rischio di comparsa (o peggioramento) di diabete. La revisione “stabilisce che le persone con sovrappeso/obesità, ad alto rischio di diabete di tipo 2, andrebbero inserite in un programma di prevenzione del diabete, con l’obiettivo di perdere almeno il 5-7% del peso iniziale”, dice Buzzetti.

Il piano di trattamento di questi soggetti deve comprendere consigli nutrizionali e di attività fisica, oltre che supporto comportamentale. Le diete da preferire sono quella Mediterranea e le low carb. Sul fronte degli agonisti del GLP-1 e dei nuovi agonisti GIP/GLP-1, questi farmaci “possono rappresentare un utile supporto aggiuntivo alla terapia insulinica, con benefici sul peso e sul profilo glicemico. L’American Diabetes Association sottolinea, tuttavia, che il loro impiego deve essere valutato in modo individualizzato e gestito da team esperti, con un’attenta titolazione dell’insulina”. La chirurgia bariatrica/metabolica viene indicata nelle forme più gravi o refrattarie.

Fumo, ansia e insonnia

Cattive notizie per i fumatori: la società scientifica americana raccomanda di smettere di fumare (sigarette classiche ma anche e-cigarette/vaping). Inoltre si suggerisce di fare sempre lo screening dei sintomi ansiosi nelle persone con diabete, oltre che dei disturbi del sonno. Si raccomanda infine l’inserimento del glucosio orale nei kit di pronto soccorso presenti nei luoghi pubblici, in scuole e uffici. Obiettivo: contrastare le crisi ipoglicemiche.

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