Effetto Ozempic e dieta proteica: negli Usa è boom degli snack di carne

supermercato carne prezzi

Il classico bastoncino di carne, per anni associato alle aree di servizio e ai viaggi in auto, ha cambiato pelle. Spinto dall’ossessione nazionale per le proteine e dalla diffusione dei farmaci per la perdita di peso, lo snack a base di carne è diventato uno dei pochi segmenti in forte crescita nell’industria alimentare americana, fino a trasformarsi in un mercato da 5,5 miliardi di dollari.

Mentre la crescita organica del comparto dei prodotti confezionati ha rallentato dopo il boom post-Covid, gli snack di carne accelerano. Nel solo 2025 le vendite della categoria sono aumentate del 6,6%, superando l’andamento complessivo degli snack salati, secondo Bank of America Global Research. Alla base di questo boom c’è un cambiamento profondo nella dieta degli americani: la ricerca quasi ossessiva di proteine.

Il 71% dei consumatori statunitensi ha dichiarato di voler aumentare l’assunzione di proteine, secondo il Food & Health Survey 2024 dell’International Food Information Council. Ma l’esplosione attuale della categoria si lega in modo diretto anche al cosiddetto “effetto Ozempic”. La diffusione dei farmaci GLP-1 come Wegovy ha modificato le abitudini alimentari. Molti consumatori ora cercano snack porzionati, ricchi di nutrienti, sazianti e con pochi carboidrati.

“Gli GLP-1 non sono una moda passeggera”, ha dichiarato a Fortune Michael Swanson, economista agricolo di Wells Fargo. Ha ricordato di aver visto molte diete di tendenza nascere e scomparire. “Questi farmaci resteranno e diventeranno sempre più diffusi, perché arriveranno nuove formulazioni che funzioneranno meglio per persone diverse, un po’ come è successo con le statine. Questo cambierà profondamente il modo in cui mangiamo, favorendo alcuni prodotti e penalizzandone altri. La spinta verso le proteine è uno dei fenomeni più importanti emersi negli ultimi anni”.

Secondo i calcoli di Bank of America, gli snack di carne valgono 5,5 miliardi di dollari, pari al 7% del mercato degli “snack salati”, che nel 2025 ha raggiunto 74,9 miliardi di dollari. Questa categoria include patatine, snack a base di riso o verdure, cracker, popcorn, pretzel e prodotti a base di carne.

Perché gli snack di carne rappresentano la soluzione proteica

Swanson spiega che chi perde molto peso, spesso tra il 20% e il 25% della massa corporea, deve poi affrontare la fase di mantenimento. Per preservare la massa muscolare con meno calorie, serve una dieta ricca di proteine. Questo cambiamento medico ha costretto le aziende alimentari a reagire rapidamente. Oggi le indicazioni sul contenuto proteico dominano le etichette, dai latticini fino ai menu delle caffetterie.

I dati mostrano che gli snack di carne guidano la crescita nel comparto degli snack salati. Nel 2025 registrano un aumento del 6,6% e segnano un tasso di crescita annuo composto del 6,6% nel periodo 2020-2025. Negli ultimi tre anni superano nettamente le altre categorie, mentre il popcorn crolla perché i consumatori cercano alternative percepite come più salutari.

Questa ondata salutista ha diviso il mercato. Da un lato emergono marchi “Better for You”, che conquistano quote ai danni dei grandi gruppi storici. Brand come Chomps, Archer e Fatty, acquisito da Conagra, avanzano con messaggi centrati sulle proteine. Le versioni a base di carne grass-fed hanno registrato nel 2025 una crescita dei volumi dell’81% su base annua, secondo i dati Circana.

Si assiste a un vero cambio di leadership. Il marchio emergente Chomps ha ottenuto il maggiore aumento di quota negli ultimi tre anni, con un incremento di 822 punti base. La sua clientela è composta per circa il 70% da donne. Al contrario, lo storico leader Jack Link’s ha perso 573 punti base nello stesso periodo.

Cambia anche il modo di fare la spesa

Anche i canali di acquisto cambiano rapidamente. Le vendite nei convenience store, tradizionale roccaforte del beef jerky, calano. Crescono invece nei “club store” come Costco e nelle piattaforme online come Amazon. I consumatori non considerano più questi prodotti come acquisti d’impulso alla pompa di benzina, ma come scorte per una dispensa orientata al benessere o come parte integrante della nuova dieta compatibile con i GLP-1.

“L’industria ha scoperto che molte persone raggiungono il peso desiderato, si sentono bene e sospendono il farmaco. Poi però faticano a mantenere il risultato senza il supporto del GLP-1”, ha osservato Swanson. “Per questo le aziende cercano di formulare prodotti che offrano un supporto coerente”. Ed è qui che entrano in gioco le proteine.

Swanson ha raccontato una recente visita all’International Dairy Forum. Ha riscontrato una domanda enorme di proteine del siero e di concentrati proteici del latte. “Non riescono a stare dietro alla richiesta. I produttori alimentari dicono: ho bisogno di poter indicare in etichetta un alto contenuto proteico”.

Bank of America sottolinea che le preoccupazioni per il prezzo spingono i consumatori a valutare sempre più il “costo per grammo di proteina” nelle decisioni di acquisto.

Swanson, dopo decenni di lavoro nell’economia alimentare, ha imparato un’altra lezione sui consumi americani: “Deve essere comodo e deve essere buono. Per gli americani conta la praticità: non vogliono lunghe preparazioni né pulizie complicate. E se non è gustoso, non finisce nel carrello”.

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