Obesità, rischio più alto tra le persone con disturbi mentali soprattutto nei giovani

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L’obesità colpisce in misura significativamente maggiore le persone con disturbi mentali, con un impatto che emerge in modo particolarmente evidente tra i più giovani. È quanto indicano i primi risultati di una ricerca della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), presentata in vista della Giornata mondiale dell’obesità del 4 marzo.

Obesità più diffusa tra chi ha disturbi mentali

Secondo l’indagine, il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di salute mentale soffre di obesità, contro il 10% della popolazione generale italiana. Il divario aumenta nella fascia tra i 18 e i 34 anni, dove la prevalenza raggiunge il 13,7% rispetto al 5,5% registrato tra i coetanei senza disturbi psichiatrici.

Lo studio, ancora in corso, ha coinvolto circa 2.000 utenti dei servizi territoriali in diverse regioni italiane e ha confrontato i dati con quelli della sorveglianza Passi dell’Istituto superiore di sanità. Se i risultati venissero confermati su scala nazionale, oltre 150 mila persone seguite dai servizi di salute mentale convivrebbero anche con obesità.

Un rischio sanitario più ampio

Gli esperti sottolineano che il legame tra salute mentale e obesità non riguarda solo il peso corporeo. Nelle persone con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, con effetti diretti sull’aspettativa di vita, che può ridursi di 10-20 anni nei casi più gravi.

L’obesità può inoltre influire negativamente sulle funzioni cognitive e sull’andamento delle patologie psichiatriche. Tra i fattori coinvolti figurano sedentarietà, difficoltà socioeconomiche, alimentazione disordinata legata allo stress emotivo e, in alcuni casi, gli effetti collaterali dei farmaci psicotropi. Gli specialisti evidenziano anche una possibile vulnerabilità genetica, osservabile già negli adolescenti con disturbi psicotici o bipolari.

Per la Sinpf, i dati confermano la necessità di superare la separazione tra salute mentale e salute fisica, sviluppando percorsi di cura integrati capaci di affrontare la persona nella sua globalità.

Il 4 marzo istituzioni illuminate di blu

In occasione del World Obesity Day, il 4 marzo numerosi palazzi istituzionali italiani si illumineranno di blu su iniziativa dell’associazione Amici Obesi, aderendo alla campagna globale della World Obesity Federation. L’obiettivo è contrastare lo stigma che ancora accompagna la malattia e richiamare l’attenzione sull’applicazione della prima legge nazionale sull’obesità approvata nel 2025. L’associazione chiede percorsi di cura omogenei, aggiornamento delle prestazioni nei Lea e maggiore equità nell’accesso ai trattamenti. L’iniziativa vuole sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni su una patologia che in Italia riguarda circa 6 milioni di adulti e che richiede un approccio sanitario integrato e continuativo.

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