Longevità, gli italiani sanno cosa fare ma non lo fanno

anziani sportivi

Gli italiani vogliono vivere più a lungo e meglio. Sanno anche come farlo. Ma tra teoria e pratica il passo resta ancora troppo lungo. Secondo l’Osservatorio Nestlé “L’età senza età”, due italiani su tre dichiarano di conoscere le regole per invecchiare in salute, ma solo il 24% riesce a tradurle in comportamenti quotidiani costanti. Un dato che fotografa un paradosso sempre più evidente: la longevità è un obiettivo comune, ma non ancora una pratica diffusa. Negli ultimi anni il concetto di invecchiamento è cambiato. Se fino a poco tempo fa prevaleva una percezione “psicologica”, con oltre la metà degli italiani nel 2025 che si sentiva più giovane della propria età, oggi il tema si sposta su un piano più concreto. Non basta più percepirsi in forma, serve adottare stili di vita coerenti. Alimentazione equilibrata, attività fisica, qualità del sonno e gestione dello stress sono buone abitudini ampiamente conosciute, ma restano spesso solo buone intenzioni.

 

Gli ostacoli: tempo, ambiente e stili di vita 

Oltre il 70% degli italiani conosce le basi di una corretta alimentazione, ma solo poco più della metà riesce a essere costante: un italiano su quattro ammette di riuscirci raramente. Gli ostacoli? Mancanza di tempo, abitudini radicate e ritmi di lavoro sempre più intensi rendono scelte apparentemente semplici, complesse da sostenere nel lungo periodo.

Per più del 50% degli intervistati, oggi uno stile di vita sano non è alla portata di tutti, mentre il 46% riconosce il peso determinante dell’ambiente in cui si vive. La cosiddetta “wellness economy”, tra palestre, servizi e soluzioni digitali, resta concentrata nelle grandi città ed è spesso poco accessibile. Il risultato è un sistema che, pur promuovendo il benessere, non sempre lo rende praticabile.

Accanto ai fattori individuali, emergono quelli relazionali. Quasi il 95% degli italiani riconosce l’impatto dello stress sulla salute, mentre 8 su 10 sottolineano il ruolo delle relazioni e 9 su 10 quello del supporto emotivo. La salute, in altre parole, non è più solo una questione personale.

 

Gap tra uomini e donne e nuove prospettive

Un elemento rilevante riguarda le differenze di genere. Le donne hanno maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione e della longevità: il 79% dichiara di conoscere le regole di una corretta alimentazione, contro il 66% degli uomini. Più frequente anche il ricorso agli integratori e una maggiore attenzione alla storia familiare delle malattie. Tuttavia, questa consapevolezza si accompagna spesso a una maggiore fragilità e a una tendenza a prendersi cura degli altri più che di sé stesse. L’Osservatorio registra che l’87% degli italiani riconosce il ruolo determinante dello stile di vita e 6 su 10 lo considerano importante quanto la genetica.

Il quadro che emerge è quello di una popolazione informata, ma ancora in difficoltà nel trasformare la conoscenza in abitudine. Eppure, il margine di intervento esiste, soprattutto nella fascia tra i 40 e i 50 anni, dove è ancora possibile incidere in modo significativo sulla qualità dell’invecchiamento.
Da tenere sotto controllo anche gestione dello stress, qualità delle relazioni sociali e sonno. Insomma, la genetica gioca un ruolo decisivo, ma non è tutto. La sfida si gioca tra sapere e fare: vivere più a lungo è possibile, farlo meglio, invece, dipende in gran parte dalle scelte quotidiane.

 

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.