Caldo record, il vero rischio è l’umidità: il decalogo per difendersi

caldo afa

Il termometro da solo non basta a raccontare il rischio reale di questi giorni. “Caldo intenso, ma non ovunque uguale”, avverte Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. Da oggi fino almeno al prossimo fine settimana, molte città italiane raggiungeranno valori compresi tra 35 e 38°C, con punte tra Firenze, Bologna, Torino, Milano e Roma. Ma il disagio reale per la popolazione dipenderà soprattutto dall’umidità.

“Le temperature più elevate sono attese soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle pianure del Nord e del Centro”, spiega Pregliasco. “Tuttavia, in diverse di queste città il caldo sarà relativamente più secco e quindi, pur rimanendo importante dal punto di vista sanitario, meno opprimente rispetto ad altre realtà”. La situazione più delicata riguarderà invece le aree costiere, in particolare l’alto Adriatico: “Venezia e Trieste rappresentano gli esempi più evidenti, con condizioni spesso afose sia di giorno sia durante la notte. Anche Genova, Napoli e Bari dovranno fare i conti con un elevato disagio bioclimatico, accentuato da minime notturne elevate che limiteranno il recupero fisiologico dell’organismo”.

Proprio le notti calde rappresentano uno dei fattori di rischio più sottovalutati. “Notti con temperature superiori ai 24-25°C, associate a elevata umidità, possono aumentare il rischio per le persone più fragili, gli anziani, i pazienti cronici e chi vive in ambienti poco climatizzati”, sottolinea l’esperto, indicando un quadro più favorevole nelle aree interne appenniniche come Perugia, L’Aquila, Campobasso e Potenza, dove l’umidità sarà più contenuta. “Non dobbiamo guardare soltanto al termometro”, conclude Pregliasco. “La combinazione tra temperatura, umidità e capacità di raffrescamento notturno sarà il vero indicatore del rischio”.

Il decalogo del ministero della Salute

Per affrontare l’ondata di calore in corso, il ministero della Salute ha diffuso dieci raccomandazioni pratiche. “Una serie di semplici abitudini comportamentali e misure di prevenzione possono contribuire a ridurre notevolmente le conseguenze nocive delle ondate di calore”, spiega il dicastero, sottolineando l’importanza di limitare l’esposizione alle alte temperature, favorire il raffreddamento del corpo, idratarsi adeguatamente e proteggere le persone più fragili, tra cui anziani, pazienti cronici, neonati e chi assume farmaci.

1. Evitare le ore più calde. Non uscire tra le 11 e le 18, quando l’esposizione diretta al sole è più rischiosa.

2. Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro. Schermare le finestre esposte a sud con tende o persiane regolabili. L’aria condizionata va usata con attenzione: una temperatura tra 25 e 27°C con bassa umidità è sufficiente, evitando sbalzi termici eccessivi rispetto all’esterno. I ventilatori vanno usati con cautela: accelerano l’aria ma non abbassano la temperatura ambientale, e sopra i 32°C diventano inefficaci. Non vanno mai puntati direttamente su anziani allettati o persone con limitata autonomia.

3. Bere molti liquidi. Almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, moderando caffeina e alcol. Per gli anziani è importante bere anche senza percepire lo stimolo della sete. Chi soffre di epilessia o malattie del cuore, del rene o del fegato deve consultare il medico prima di aumentare l’assunzione di liquidi.

4. Seguire un’alimentazione corretta. Cinque porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno, pasti leggeri e poco elaborati, poco sale, preferibilmente iodato.

5. Rispettare la catena del freddo nella conservazione degli alimenti.

6. Vestire comodi e leggeri. Cotone, lino o fibre naturali, evitando i sintetici. All’aperto, cappello chiaro, occhiali da sole con filtro UV e crema solare ad alta protezione, con particolare attenzione ai bambini.

7. In auto, ventilare l’abitacolo prima di partire e regolare il climatizzatore a circa 5 gradi sotto la temperatura esterna, senza orientare le bocchette direttamente sui passeggeri. Mai lasciare bambini, neonati o animali in macchina, nemmeno per pochi minuti.

8. Evitare l’attività fisica nelle ore più calde. Chi fa sport deve idratarsi molto e abituarsi gradualmente al caldo a inizio stagione, alternando l’allenamento con pause in luoghi freschi.

9. Offrire assistenza alle persone più vulnerabili, come anziani che vivono soli o persone senza fissa dimora, segnalando ai servizi socio-sanitari le situazioni più critiche. Nei lattanti, controllare la temperatura corporea e rinfrescarli con una doccia tiepida.

10. Dare molta acqua fresca agli animali domestici, evitando di farli uscire nelle ore più calde o camminare sull’asfalto rovente.

Un’attenzione specifica riguarda gli operatori socio-sanitari, che il ministero invita a “rinfrescarsi e idratarsi già prima del turno di lavoro”, essendo più esposti dei colleghi di altri settori ai disturbi legati al caldo.

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