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10 Giugno 2020

Innovare la salute dopo il Covid, la nuova challenge di Roche

Fortune

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L’emergenza sanitaria da COVID-19 ha fortemente rivoluzionato processi e prospettive per l’accesso alle cure, mettendo in luce nuove sfide ed esigenze di pazienti e operatori sanitari. In ottica ricostruzione, Roche ha lanciato una nuova challenge all’interno di HealthBuilders, il programma di open innovation rivolto a realtà innovative (enti pubblici o privati, startup, PMI, ecc.) che siano in grado di rispondere ai nuovi bisogni attraverso progetti di cui sia già stata testata la validità, tramite un Proof of Concept, e i cui risultati siano già evidenti e presentabili.

 

L’iniziativa, nata lo scorso anno dalla consapevolezza che il settore healthcare si sta radicalmente evolvendo grazie a tecnologia e digitalizzazione, appare oggi ancora più d’impatto per il Sistema Paese che ha dovuto affrontare l’emergenza da COVID-19. Durante il lockdown il 50% delle visite di controllo è stato posticipato o annullato, così come le procedure ambulatoriali, si sono dimezzate le nuove diagnosi di tumore (20.000 in meno rispetto alle 370.000 dello stesso periodo nel 2019) e il 64% degli interventi chirurgici è stato rimandato, causando notevoli ritardi, lunghi tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie e preoccupazione di pazienti la cui salute è compromessa e che rischiano ora di ritardare ulteriormente i necessari trattamenti di follow-up.

 

Partendo da queste premesse, HealthBuilders intende ricercare soluzioni che si concentreranno sull’ottimizzazione dei servizi offerti nei centri sanitari, negli ospedali e nelle cliniche specializzate e sulla gestione innovativa del paziente e delle cure a lui dedicate. L’obiettivo di Roche è quello di sviluppare, insieme alle realtà più all’avanguardia a livello internazionale, progetti che creino maggiore efficienza nei processi e nella fornitura di servizi, come soluzioni per la riduzione del tempo di attesa all’interno della struttura, il supporto logistico dei pazienti per raggiungere in sicurezza i centri, il sostegno e l’ottimizzazione del percorso di cura per nuove diagnosi, il miglioramento dei servizi erogati dalla struttura per evitare assembramenti, la gestione di screening ed esami preventivi per diagnosi di patologie in fase precoce, la delocalizzazione delle cure ospedaliere, il monitoraggio e  il supporto a domicilio o in remoto dei pazienti.

 

La prima edizione ha raccolto circa 140 progetti provenienti da 5 Paesi diversi e attualmente Roche collabora con molte delle realtà che si sono candidate, per la realizzazione di servizi rivolti a medici e pazienti che hanno contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria.

 

Tra queste, Ugo, start up partner di Roche che è stata immediatamente reclutata a inizio emergenza per studiare soluzioni che minimizzassero gli spostamenti dei pazienti e dei loro caregiver; Nuvoair – fra i finalisti dell’edizione 2019 – che ha messo a punto uno spirometro digitale e una app per il monitoraggio del paziente con problemi respiratori e grazie a un percorso di accelerazione ha adattato la soluzione tecnologica al paziente con fibrosi cistica, particolarmente esposto ai sintomi da COVID-19; e PatchAI con cui Roche ha recentemente lanciato Smart Health Companion, una soluzione digitale per la presa in carico, la gestione, il monitoraggio e la cura del paziente onco-ematologico anche a distanza.

 

“Questa emergenza sanitaria ha profondamente modificato l’interazione medico-paziente e medico-medico subordinando la scelta della modalità a considerazioni rischio/beneficio e rendendo quindi la scelta dell’interazione ‘di persona’ non necessariamente preferibile. Ogni momento del percorso di cura (diagnosi, consegna del trattamento, somministrazione, monitoraggio, …) deve quindi essere profondamente rivisto con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei pazienti accanto all’efficacia della prestazione. Per fare questo occorrono nuove soluzioni e nuove competenze e con il programma Roche HealthBuilders stiamo cercando le migliori disponibili a livello internazionale. – commenta Elia Ganzi, Integrated Customer Management Director di Roche Italia – Non si tratta di un evento spot ma di un impegno che l’intera azienda vive con dedizione e responsabilità. Siamo convinti che l’open innovation sia un imprescindibile fattore abilitante di sostenibilità e centralità del cliente per l’intero Sistema Sanitario Nazionale”.

 

La challenge rappresenta, insieme al progetto “Roche si fa in 4” lanciato a inizio emergenza per far fronte alle difficoltà e ai bisogni del Sistema Paese, il costante impegno di Roche per fare la differenza ed essere al fianco dei pazienti e di chi se ne prende cura.

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