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Giannotta (Policlinico Casilino): Ancora grave la situazione pronto soccorso

Il Policlinico Casilino, grande struttura ospedaliera nel quadrante Est della Capitale, detiene un primato negativo: secondo il Direttore sanitario Alberto Giannotta, il Policlinico ha il peggior rapporto tra accessi al pronto soccorso e disponibilità di posti letto. A Giannotta, in un’intervista video per il progetto Ricostruzione di Fortune Italia, abbiamo chiesto cosa abbia significato affrontare la pandemia con una situazione pregressa di questo tipo, e quanto sia ancora critica la situazione sanitaria, nonostante il recente calo dei contagi da Coronavirus.

 

“Abbiamo effettivamente registrato una situazione migliorata rispetto a due settimane fa”, dice Giannotta. “Siamo a 4-5 casi al giorno rispetto ai 15-20 di poche settimane fa”. Numeri che possono rappresentare una fonte di ottimismo nella popolazione, anche se a Giannotta sembra “molto difficile che di ottimismo si possa parlare”. Il miglioramento dei numeri sui ricoveri infatti “non significa solo che sono diminuiti i contagi. Nel Lazio ad esempio sono andati a regime tutti i posti letto negli ospedali romani”, ognuno dei quali, a differenza della prima ondata, ha dovuto aprire un reparto Covid. “Anche il nostro ospedale ha dovuto attivare 40 posti letto Covid”, a discapito però dei posti letto per la medicina d’urgenza. Quando si chiede di attivare nuovi reparti c’è “necessariamente una riconversione di altri posti letto”, determinando, nel caso del Policlinico, “quasi un azzeramento di disponibilità di posti letto per esigenze diverse dal Covid”. Questo ha “aggravato la situazione del pronto soccorso, con la necessità di aumentare i trasferimenti”. Il problema è che il trasferimento riguarda i pazienti meno gravi, perché le strutture dove vengono portati, come le case di cura, non possono ospitare chi ha situazioni più complesse, che quindi rimangono a gravare sulla situazione complessiva del Pronto Soccorso.

 

In merito all’arrivo di una eventuale terza ondata e alla preparazione del sistema sanitario, Giannotta dice che finora si è “inseguita” una configurazione degli spazi ospedalieri che è in passato era richiesta solo per i reparti dedicati alle malattie infettive. Reparti che di fatto in passato sono stati quasi azzerati, “nel senso che la programmazione recente nazionale e regionale è stata quella di dedicare pochi ospedali” alle malattie infettive. “Penso alle provincie del Lazio che hanno un solo reparto dedicato e a Roma con ne ha più di 4-5”. Era un’esigenza poco sentita che ora va riconsiderata, dice Giannotta, che immagina che i numeri attivati con l’emergenza, come quelli relativi alle terapie intensive e sub-intensive, “verranno confermati per il futuro”.

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